Parcheggi a pagamento irregolari, dove sta la verità?

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

5821

ABRUZZO. Sta creando dubbi e incertezze il servizio delle Iene sui parcheggi a pagamento considerati non regolari. Tutta Italia si interroga sul da farsi.

ABRUZZO. Sta creando dubbi e incertezze il servizio delle Iene sui parcheggi a pagamento considerati non regolari. Tutta Italia si interroga sul da farsi.

La trasmissione televisiva ha fatto notare che in molte città non verrebbe rispettato l'articolo 7 comma 6 del codice della strada che dice: «le aree destinate al parcheggio devono essere ubicate fuori della carreggiata e comunque in modo che i veicoli parcheggiati non ostacolino il traffico».

Questo vorrebbe dire che il parcheggio non deve essere ubicato tra un marciapiede ed un altro. Tre avvocati interpellati dalla trasmisione di Italia 1 hanno confermato che in caso di ricorso la multa verrebbe annullata.

E su internet sono tante le notizie riguardanti sentenze dei Giudici di Pace che dichiarano illegittimi i parcheggi a pagamento contrassegnati dalle strisce blu, proprio quando sono situati lungo la carreggiata stradale e non invece in apposite aree fuori dalla carreggiata.

Ma c'è anche chi sostiene che non sia proprio così. Il maggiore della Polizia municipale di Ladispoli, Danilo Virgili, ad esempio, spiega che l'articolo 7 comma 6 del Codice della strada parla di parcheggi in generale e non solo di soste a pagamento e che il punto fondamentale ruoterebbe intorno alla larghezza minima garantita di almeno tre metri per non intralciare la circolazione, così come prevede il Codice della strada. 

Ma dove sta la verità? I Comuni dovranno fare chiarezza e i cittadini potrebbero cominciare a impugnare le sanzioni.

Il sito Sicurauto.it spiega che secondo la dottrina, l'espressione "fuori della carreggiata" «deve essere intesa nel senso che di regola il parcheggio deve essere collocato fuori del flusso della circolazione, e non necessariamente fuori della sede stradale».

 



 

«Infatti, da una parte la carreggiata è definita come la "parte della strada destinata allo scorrimento dei veicoli", e quindi non comprende le eventuali aree destinate alla sosta collocate a lato della carreggiata, dall'altra si precisa che le aree destinate al parcheggio devono essere ubicate "comunque in modo che i veicoli parcheggiati non ostacolino lo scorrimento del traffico". Pertanto alcune false credenze costruite attorno a questa definizione vanno assolutamente cancellate».

La questione, quindi, è ancora tutta da chiarire e se i cittadini intravedono una scappatoia per le multe, i Comuni temono uno scossone per le casse pubbliche che sono già state colpite recentemente dalla sentenza della Corte di Cassazione che stabilisce che se in zona ci sono solo parcheggi a pagamento la multa si può invalidare. La Suprema Corte ha puntualizzato, infatti, che se vicino all'area "a strisce blu" non c'è un'area di sosta libera, gli automobilisti possono evitare di pagare. Ora è da interpretare il termine "vicino", ma è certo che la Cassazione fissa i paletti per la creazione delle aree con le strisce blu.

E a Pescara, dove dal 1° marzo partiranno nuovi parcheggi a pagamento, il Comune come intende muoversi? Le nuove aree di sosta sono a norma? Gli stalli di via Firenze, via Milano, via Battisti, via dei Bastioni, via Ostuni e via del Concilio possono definirsi fuori della carreggiata?

Ma sono molte le zone attenzionate da attenti telespettatori che stanno indicando alcun strade anche di Chieti e di Teramo che potrebbero rientrare nella categoria dei parcheggi non del tutto regolari.

28/02/2011 9.31

*IL SERVIZIO DE LE IENE