Mutande e calzini appesi contro le riscossioni ‘selvagge’ di Equitalia

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3690

Mutande e calzini appesi contro le riscossioni ‘selvagge’ di Equitalia
VASTO. E’ arrivata anche a Vasto e Pescara la protesta del movimento “Casapound” contro Equitalia e i suoi metodi di riscossione.

Mutande, calzini e altra biancheria intima appesi davanti alla sede del concessionario vastese, insieme a striscioni riportanti la frase “(In)Equitalia pignora anche questo”.

Casapound contesta quelli che definisce i «comportamenti scorretti dell'agenzia di riscossione».

Interessi raddoppiati in quattro anni, con l’80% degli incassi provenienti da lavoratori dipendenti, pensionati, piccoli imprenditori e liberi professionisti. Pignoramenti di beni strumentali e crediti per debiti non pagati. Applicazione del tasso medio applicato dalle banche sui prestiti, anziché del tasso di interesse legale, con la conseguenza che se concede un pagamento rateale del debito gli interessi saranno pesantissimi.

Questi sono soltanto alcun dei ‘comportamenti scorretti’ contro cui protesta Casapound.
«Equitalia - dichiara la sezione di Vasto di Casapound - fa cassa soprattutto con i piccoli contribuenti, iscrivendo ipoteche sulle loro abitazioni anche per importi inferiori agli 8.000 euro, lasciando così migliaia di famiglie di fronte ad un bivio drammatico: finire nelle mani degli usurai oppure perdere la casa all’asta giudiziaria».
E per il futuro c’è un altro rischio: è stata concessa la possibilità ad Equitalia di effettuare indagini finanziarie, così nel tempo potrebbe vedersi riconosciuto il potere di pignorare direttamente i conti correnti senza preavvertire il contribuente.
E neanche per le imprese la situazione è facile: «Equitalia – aggiungono i responsabili di Casapound - persiste nel pignorare beni strumentali e crediti alle imprese. Ma come pensa di riscuotere da un'impresa se le tolgono gli strumenti di lavoro? E che fine faranno i lavoratori?». 
Casapound Italia ribadisce di non essere dalla parte degli evasori fiscali, ma considera la riscossione coattiva delle imposte un comportamento iniquo di Equitalia.

Per questo il movimento avanza alcune proposte: impedire ad Equitalia di iscrivere ipoteche su immobili destinati ad abitazione principale per crediti inferiori ad almeno il 30% del valore dell'immobile stesso, e comunque per un valore minimo non inferiore ai 15.000 euro; applicare il tasso di interesse legale nella rateazioni dei crediti; revocare la possibilità di condurre indagini finanziarie da parte di Equitalia; diminuire la percentuale pagata ad Equitalia sui piccoli crediti riscossi raddoppiando la percentuale sui grandi crediti per incentivare l’ente di riscossione a perseguire i grandi evasori.

 25/02/2011 10.04