Ticket asse attrezzato, Tar boccia decreto: «viola norme comunitarie»

Alessandro Biancardi

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Il Tar del Lazio ha disposto l'annullamento del decreto ministeriale con il quale il 25 giugno 2010 sono state individuate le stazioni nelle quali applicare gli aumenti dei pedaggi.

Il Tar del Lazio ha disposto l'annullamento del decreto ministeriale con il quale il 25 giugno 2010 sono state individuate le stazioni nelle quali applicare gli aumenti dei pedaggi.

PESCARA. Il Tribunale amministrativo regionale del Lazio ha accolto il ricorso presentato dalla Provincia di Pescara contro l'aumento del pedaggio autostradale. A settembre il Tribunale amministrativo del Lazio aveva disposto la sospeniva e per questo c'era stato il blocco dell’aumento del pedaggio autostradale (l’umento doveva partire il primo settembre). La Provincia nel corso dei mesi si è anche rivolta all’Anas e al ministero dei Trasporti per chiedere l’esclusione dell’asse attrezzato Pescara-Chieti dai raccordi autostradali da sottoporre a pedaggio, considerate le caratteristiche di questa arteria, e ha chiesto di ammettere gli automobilisti alle agevolazioni che l’Anas andrà a definire insieme alle tratte che diventeranno a pagamento.

Oggi il nuovo pronunciamento che fa ben sperare.  Sarà interessante leggere il dispositivo e capire quindi se l'ipotesi del pedaggio è tramontata definitivamente. Di certo oggi il tribunale amministrativo si è pronunciato nel merito della questione e sembrerebbe capire da quel poco che se ne sa che i giudici hanno bocciato il provvedimento del governo.

«Si tratta di una notizia davvero positiva - ha dichiarato il presidente della Provincia di Pescara, Guerino Testa appena appresa la notizia del Tar romano - che ci consente di poter sperare in maniera legittima che il pagamento dell'asse attrezzato resti lettera morta. Nelle prossime ore leggerò la motivazione e avrò un'idea più chiara. Voglio comunque ribadire che la Provincia è stato l'ente che fin dall'inizio si è battuto per veder non attuato questo balzello che sarebbe costato ai cittadini dell'area metropolitana cinquanta euro al mese».

Già nei mesi scorsi, dopo la sospensiva del Tar, l'Anas era andata per la sua strada dimostrandosi convinta del provvedimento e aveva lanciato il bando di gara per la realizzazione di un sistema di pedaggio elettronico da installare sui raccordi di tutta Italia, Pescara-Chieti compreso.

L’appalto, in particolare, è costituito dalla fornitura di un sistema di esazione dinamico senza barriere, da installare per ogni autostrada e raccordo autostradale in gestione diretta all’Anas.

LE MOTIVAZIONI DEL TAR

Oggi la pubblicazione delle motivazioni delle sentenze con le quali i giudici hanno accolto i ricorsi proposti dalla provincia di Roma, ma anche dalle province di Firenze, Rieti, Ferrara e Pescara, nonché dalla regione Toscana, dal comune di Fiano Romano (ma sono stati 41 i comuni che si sono schierati con la provincia di Roma) e dal Movimento dei cittadini.

Secondo i giudici amministrativi è fondato il motivo di ricorso secondo il quale il decreto impugnato «avrebbe individuato caselli o stazioni di esazione collocati in luoghi non direttamente o comunque non necessariamente interconnessi con tratte autostradali per le quali è stato imposto il pagamento di un pedaggio - si legge nelle sentenze - con conseguente imposizione agli automobilisti di una prestazione patrimoniale aggiuntiva che prescinderebbe dall'utilizzo in concreto del tratto viario interessato dal pedaggio».

In sostanza, «non vi sarebbe la necessaria ed imprescindibile corrispondenza tra chi è tenuto al pagamento del pedaggio e quanti utilizzano le tratte di strada interessate dal provvedimento».

Il Tar ha ritenuto poi fondato anche l'ulteriore motivo di ricorso con cui l'amministrazione provinciale capitolina ha dedotto che il decreto ministeriale avrebbe violato la normativa comunitaria. «Il decreto impugnato - si legge nella sentenza - è stato adottato in violazione delle norme comunitarie, nonché della norma nazionale di recepimento delle stesse, giacché "determina forfettariamente la maggiorazione per le classi di pedaggio, a prescindere peraltro dall'effettivo uso dell'infrastruttura».

22/02/2011 14.10