Sanità nella bufera. Dopo Chiodi, anche Zavattaro, Asl Chieti:«Basta polemiche»

Alessandro Biancardi

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Sanità nella bufera. Dopo Chiodi, anche Zavattaro, Asl Chieti:«Basta polemiche»
ABRUZZO. «Quello di Chieti non è un ospedale da terzo mondo. Perciò basta con le polemiche».* OSPEDALIERI ANAAO CONTRO I MEDICI DI FAMIGLIA:«LAVORANO POCO»

Arriva a sorpresa l’appello di Francesco Zavattaro, manager della Asl di Chieti, alle forze istituzionali: «certo sensazionalismo sulle cose che non vanno in ospedale può nuocere all’immagine del Ss. Annunziata, mi sarei aspettato più collaborazione nello sforzo che stiamo facendo – continua il manager - in un momento drammatico della sanità di questo territorio che paga oggi gli effetti di una pesantissima eredità fatta di inefficienze, sprechi ed errori. Sarebbe auspicabile da parte di tutti, specie di chi ha responsabilità istituzionali, un atteggiamento ispirato alla partecipazione e condivisione di un doloroso percorso di risanamento. Al contrario si registrano interventi di segno diverso, di denuncia generalizzata e fine a se stessa. Penso alle denunce sulla presenza di barelle nei corridoi dei reparti, un dato peraltro non sorprendente in questa stagione, in un territorio dove la dotazione di posti letto non è adeguata alle richieste, molte delle quali provenienti da altre Asl. Mentre la capacità di attrazione ancora espressa dall’ospedale di Chieti è la dimostrazione concreta che non è da terzo mondo».

 E’ il solito appello al “volemose bene” o il segno di un isolamento dei responsabili della sanità che a caduta si sta verificando dopo le esternazioni critiche del sub commissario Baraldi contro medici e dirigenti abruzzesi?

CHIODI SMORZARE LE POLEMICHE DOPO LE CRITICHE DELLA BARALDI

Che questo clima stia preoccupando i vertici della sanità abruzzese lo dimostra non solo questo appello irrituale di Zavattaro, ma anche l’iniziativa del presidente-commissario Gianni Chiodi che nei prossimi giorni ha chiesto di incontrare il personale amministrativo dell’assessorato, a dir poco infuriato della patente di scarsa professionalità rifilata loro dalla Baraldi in modo generico e generalizzato. Chissà se il manager o lo stesso Chiodi – pur non dicendolo apertamente – pensano che è “colpevole” anche chi scrive delle criticità che si registrano a Chieti, come altrove? Mario Maresca e Michele Caporossi, i due manager che Zavattaro ha sostituito, sono stati bersagliati dalle critiche in modo ben più duro (allora i sindacati erano più reattivi…), così come l’assessore regionale Bernardo Mazzocca o lo stesso Ottaviano Del Turco. Quindi questo appello, così come l’iniziativa di Chiodi, va interpretato come la spia della riserva che si accende sul cruscotto della sanità: o ci si ferma per fare rifornimento o l’automobile si ferma e serve il carro attrezzi.

Nessuno, infatti, nega che Giovanna Baraldi o Francesco Zavattaro abbiano le qualità tecniche che servono per affrontare l’emergenza sanità. Il problema nasce però quando la politica non riesce a “comunicare” queste scelte, e così le riforme tecniche vengono imposte senza gestire il consenso politico, senza la partecipazione del territorio o degli eletti ed attribuendo ai tecnici responsabilità che non hanno.

ANAAO-ASSOMED A ZAVATTARO:«CHI È CAUSA DEL SUO MAL PIANGA SE STESSO»

E’ capitato al sub commissario Baraldi, che di fatto nello stesso tempo è stata assessore regionale alla sanità e direttore dell’Agenzia sanitaria, e quindi inevitabilmente è diventata il bersaglio di tutte le critiche. Del che si è lamentata apertamente nell’audizione alla Commissione Marino. Sta succedendo al manager Zavattaro, che suo malgrado impersona il bersaglio politico di chi contesta le scelte dell’Ufficio commissariale della sanità, aggiungendo anche del suo (errore peraltro già commesso dal sub commissario).

«Se non c’è condivisione nelle scelte – replica infatti Francesco Di Meco, medico ospedaliero e responsabile aziendale dell’Anaao-Assomed – non è possibile ricevere solidarietà quando si fallisce. Nella Asl di Chieti da mesi non ci sono più nemmeno i normali incontri sindacali e abbiamo assistito solo ai tagli indiscriminati senza preparare le alternative ai ricoveri ospedalieri. Non ci sono state scelte di integrazione ospedale-territorio, manca il personale, non ci sono prospettive per il futuro. Chi è causa del suo mal, pianga se stesso».

Sebastiano Calella  08/02/2011 9.16

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 OSPEDALIERI ANAAO CONTRO I MEDICI DI FAMIGLIA:«LAVORANO POCO»

 CHIETI. Sembra una guerra in famiglia tra medici. Francesco Di Meco, segretario aziendale Anaao-Assomed all’ospedale Ss. Annunziata, contro Amedeo Budassi, direttore sanitario della Asl di Chieti, ma a lungo esponente di punta dello stesso sindacato medico.

 

Di Meco: «non sempre è possibile prescrivere farmaci generici e non sempre queste medicine sono efficaci»


In realtà è molto, ma molto di più: è un attacco all’efficacia dei farmaci generici ed è una richiesta di provvedimenti contro i medici di famiglia che non fanno bene il loro lavoro burocratico e non rispettano le norme della convenzione, che andrebbe sospesa per mancato rispetto del contratto.

Tutto nasce dalla circolare Asl sull’appropriatezza delle prescrizioni medicinali, che segue la segnalazione del sub commissario Baraldi che ai primi di dicembre lamentò lo sforamento del tetto per la spesa farmaceutica. Insomma, secondo la Asl,  si deve porre più attenzione al costo dei farmaci che vengono prescritti.

«E’ ora di finirla – risponde Di Meco alla circolare con una lettera ufficiale che però non ha avuto risposta - i medici ospedalieri sono già troppo esasperati dalle conseguenze assistenziali del fallimentare programma operativo di riordino regionale per pensare ad altro. Le ricordo che qualche tempo fa lei sosteneva che ormai si era raschiato il fondo e che il disagio dei Medici ospedalieri era insostenibile».

 Tutto qui? Uno sfogo estemporaneo contro un collega di sindacato?

C’è ben altro. Intanto la storia delle spesa in più è una balla, «perché durante il ricovero i Medici utilizzano solo le medicine fornite dalla Farmacia ospedaliera e così all’atto della dimissione del malato».


Anaao-Assomed:«controllate i medici di famiglia e revocate la convenzione se sono inadempienti»


Il problema nasce perché i farmaci generici (quelli che vengono consigliati perché equivalenti come effetto e meno costosi) «possono contenere fino al 20% in meno di principio attivo, per cui troppo spesso risultano inefficaci e quindi lo specialista è costretto a prescrivere farmaci non coperti da brevetto, ma non generici – scrive Di Meco - E tra l’altro la differenza di spesa è a totale carico dell'assistito. Inoltre alcuni generici si intendono equivalenti ad alcune nuove molecole coperte ancora da brevetto, ma di fatto non lo sono, per cui non riescono a garantire il beneficio terapeutico al malato. Il compito primario del Medico Ospedaliero è quello di curare, ancor prima di pensare alla farmaco-economia»

E qui arriva l’attacco ai medici di famiglia che potrebbero cambiare il farmaco prescritto dall’ospedale, ma che non lo fanno perché è più comodo – invece di stare a spiegare al paziente – farlo trascrivere dalla segretaria «senza avere alcun contatto con il malato. Allora sarebbe logico sospendere la convenzione a questi medici o quanto meno sospendere il pagamento dei progetti obiettivo concordati con loro – conclude Di Meco – invece di prendersela con noi, caro direttore, quanti controlli ha effettuato sul loro orario di lavoro, sulle loro giornate lavorative, sul loro invio dei codici bianchi al Pronto Soccorso, sul loro mancato invio della scheda di accesso in ospedale, sul loro ricorso indiscriminato alle consulenze specialistiche ospedaliere?».

Sebastiano Calella  08/02/2011 9.12