Ud'A, si apre l'Anno Accademico. In dieci anni +42% di matricole

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Si terrà questa mattina, a partire dalle 10.30, la cerimonia inaugurale dell'Anno Accademico 2010 – 2011, nell'Aula Magna di Ateneo.

Il programma prevede l'apertura della cerimonia con la relazione del rettore della d’Annunzio, Franco Cuccurullo, alla quale farà seguito la prolusione del professor Giulio Firpo, Ordinario di Storia Romana della Facoltà di Lettere, sul tema "L’idea di Roma e la genesi del sentimento nazionale".

La parola, poi, in rappresentanza del personale amministrativo e tecnico, a Miriam Trubiani e, per gli Studenti, a Raffaele Lo Russo.

Il rettore nella sua relazione illustrerà i dati di iscrizione degli ultimi dieci anni che aumentati del 42,4% passando dai 17.990 iniziali, ai 31.257 (gennaio del 2011).

Gli immatricolati, che al 31 gennaio 2000 erano 3.456, nel 2005 sono saliti a 5.777, per raggiungere le 5.574 unità nel 2010 e sfondare il tetto delle 6000 unità al 31 gennaio 2011 con un incremento complessivo del 42,53%.  Nel posizionamento nazionale degli iscritti l'Ateneo si posiziona oggi al 20° posto su 88. Per quando riguarda la provenienza geografica degli iscritti, l’Abruzzo evidenzia una percentuale di 57,538%, segue la Puglia con un 18,364%, il Molise con il 6,343%, la Campania con il 6,206%, la Basilicata con 2,638%, le Marche con 2,988%, la Calabria con 1,167% e le altre regioni con una percentuale complessiva di 3,965%.

Quindi, la cosiddetta mobilità attiva interregionale incide per il 42,5%.

LA RIDUZIONE DELLE RISORSE

L'università dovrà adesso fare i conti con una riduzione delle risorse. L’assegnazione definitiva del 2009 è stata di 88.979.002 euro e quella provvisoria del 2010 di 82.229.820 euro con una perdita complessiva di oltre 6 milioni di euro a cui si aggiungerà l’ulteriore decurtazione prevista per il 2011, che dovrebbe essere la più dolorosa. «Se i finanziamenti subiscono forti decurtazioni, conseguentemente», illustra il rettore, «dovrà diminuire il numero dei docenti, un fenomeno già in atto, purtroppo, in tutti gli Atenei nazionali».

Tutto ciò dovrebbe modificare in maniera rilevante i rapporti numerici tra ricercatori, associati e ordinari, traducendosi in un numero di ricercatori che, a regime, dovrebbe raggiungere il 60% del totale del corpo docente. I nuovi ricercatori, in linea con l’attuale normativa, andranno ad assumere una posizione a tempo determinato, «poco incentivante perché mal remunerata e gravata dal rischio terribile di rimanere senza lavoro alla scadenza del contratto».

Gli ordinari dovrebbero assestarsi intorno al 10% del totale (forse al 20% in un prossimo futuro), mentre gli associati e il personale tecnico-amministrativo si assesteranno al 30%.

In sostanza, sostiene il rettore, «prevarrà di gran lunga il numero dei ricercatori precari, mentre il numero di associati, ordinari e personale amministrativo calerà in maniera drammatica. Le garanzie di progressione verticale saranno quindi molto modeste e c’è seriamente da temere che tutto ciò finisca per favorire un esodo di massa dagli Atenei».

Sulla riforma Gelmini Cuccurullo pensa tuttavia che «è comunque positivo il varo di una riforma, perché interrompere la stagnazione significa creare, attraverso il cambiamento, il presupposto per una ripresa».

«Ridurre i corsi di laurea», sostiene ancora il rettore, «evitando la tanto criticata frammentazione, è positivo; innalzare ad almeno 35 unità il numero minimo di docenti per costituire un dipartimento è certamente positivo; attribuire una quota percentuale di risorse in base al merito è sicuramente positivo». Dubbi, invece, ci sono «sul cambiamento della modalità di reclutamento dei docenti, che introduce nella gestione dei concorsi una il conseguimento di una idoneità nazionale, affidata a commissioni estratte a sorte. È evidente che affidarsi alla dea bendata non significa necessariamente

garantire l’imparzialità e neppure la qualità e l’equità del giudizio sui candidati, soprattutto se l’asticella per conseguire l’idoneità verrà posizionata ad un livello troppo basso».

CONFERIMENTO ONORIFICENZA

In mattinata sarà conferita l'onorificenza accademica "Ordine della Minerva", al professor Domenico Silvestri, Ordinario di Glottologia Linguistica dell'Università degli Studi di Napoli "L’Orientale" e a Sergio Dompé, presidente di Farmindustria, nonché presidente della Dompé farmaceutici. Al termine, l’esecuzione musicale del Coro dell’Ateneo d’Annunzio.

Nella Galleria del Rettorato, verranno esposte opere scultoree e pittoriche del Maestro Bruno Di Pietro.

29/01/2011 9.57