Pedaggio asse attrezzato, si aspetta: oggi l'udienza, sentenza nei prossimi giorni

Alessandro Biancardi

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ROMA. Si è svolta questa mattina l’udienza di merito, dinanzi alla prima Sezione principale del Tar Lazio, sulla questione del pedaggio dell’asse attrezzato.

Nei mesi scorsi, si ricorda, la Provincia di Pescara – rappresentata dall’avvocato Giorgio Fraccastoro - ha presentato ricorso al Tar Lazio contro il decreto che imponeva gli aumenti del pedaggio autostradale e prima il Tar e poi il Consiglio di Stato hanno accolto la sospensiva.

Oggi erano presenti i vari enti ricorrenti, tra cui la Provincia di Pescara mentre era assente l’Anas, sostenuta dall’Avvocatura di Stato.

La causa, in ogni caso, è stata trattenuta in decisione per cui, a giorni, ci sarà la sentenza definitiva.

«Considerato l’iter favorevole sin dalla prima udienza, l’aspettativa è che il ricorso venga accolto anche nel merito», dichiara il presidente della Provincia di Pescara, Guerino Testa, «ma non possiamo dimenticare che siamo in attesa, intanto, del nuovo decreto del presidente del Consiglio che, in attuazione della legge finanziaria, fisserà i criteri e le direttive per l’applicazione del pedaggio, stavolta in via definitiva, sui tratti in concessione Anas, tra i quali dovrebbe essere confermata la presenza dell’asse attrezzato. In attesa di conoscere il verdetto finale del Tar su questa vicenda – prosegue Testa – l’amministrazione si sta muovendo su più fronti per ottenere quantomeno delle agevolazioni per i pendolari e i frequentatori abituali del tratto stradale che rischia di essere sottoposto a tassazione. Tuttavia non è da escludere un secondo ed ancora più incisivo ricorso al Tar, in presenza di un Decreto in cui si ravvisino vizi di legittimità, anche sotto forma di evidenti sperequazioni con altre zone d’Italia, come ad esempio col Raccordo anulare di Roma».

L’auspicio del presidente della Provincia di Pescara è che l’asse attrezzato sia proprio escluso dalla lista, anche se c’è «il timore che vengano confermati tutti i raccordi autostradali già ricompresi dal primo Decreto a cui la Provincia si è opposta presentando ricorso al Tar».

Il presidente assicura che continuerà la sua battaglia, con l’augurio che stavolta tutte le associazioni e gli altri Enti territoriali interessati si muovano al suo fianco per sostenerlo, diversamente da quanto accaduto col primo ricorso.

Intanto Testa mette in evidenza il fatto che dal 1° settembre, grazie alla sospensiva, gli automobilisti non abbiano dovuto fare i conti con l’aumento del pedaggio autostradale.

Si attende e si spera di vedere come andrà a finire questa incredibile storia che potrebbe incidere pesantemente non soltanto sulle abitudini di circa 500mila cittadini del bacino di Pescara e Chieti ma anche pesantemente sulle economie della zona. Da non trascurare le conseguenze prevedibili sulla viabilità alternativa e sulla qualità della vita.

26/01/2011 13.49