Processo Terme Montecatini: tre imputati tutti assolti

Alessandro Biancardi

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ASCOLI PICENO. L'accusa era di appropriazione indebita ma per il giudice il fatto non sussiste.

Si è chiuso ieri con tre assoluzioni «perché il fatto non sussiste» il processo per appropriazione indebita nella vicenda delle Terme di Montecatini, celebrato davanti al giudice del Tribunale di Ascoli Piceno Marco Bartoli.

Imputati erano l'imprenditore ascolano di 46 anni Mauro Scaramucci, all'epoca dei fatti amministratore delegato della società Le Terme di Montecatini e della società Vitawell; Valerio Cordoni, 48 anni, ascolano, amministratore e legale rappresentante della Wellbeing Real Estate; Dario Mené, 53 anni, di Chieti, responsabile della gestione clienti dell'agenzia di San Benedetto del Tronto della Bnl. Tutti assolti.

Oggetto dell'inchiesta, coordinata dalla procura ascolana, la presunta appropriazione indebita da parte di Scaramucci di 10 milioni di euro di proprietà delle Terme di Montecatini: denaro girato secondo l'accusa alla Vitawell, che versava in difficoltà finanziarie. Il pm Ettore Picardi aveva chiesto una condanna a un anno e mezzo per Scaramucci e a 11 mesi ciascuno per Cordoni e Mené.

In precedenza, era stato assolto in abbreviato anche il funzionario della Bnl Matteo Muscettola, 62 anni, di Pescara.

Il caso era emerso a luglio del 2004, dopo una denuncia dell'ex socio di Scaramucci nella gestione del complesso termale, l'imprenditore ascolano Felice Santarelli, subentrato a Scaramucci come amministratore delegato delle Terme di Montecatini.

L'esposto scaturiva da un finanziamento di 10 milioni di euro indirettamente ricevuto da Vitawell, da parte della sua indiretta controllata (al 51%) Le Terme di Montecatini, beneficiaria la Banca Nazionale del Lavoro.

Ieri Santarelli si era costituito parte civile insieme al padre Pietro, al fratello Paolo, alla sorella Susy e alla Silf, l'accomandita di famiglia.

Parte civile anche la Regione Toscana e il Comune di Montecatini, proprietari delle Terme, oltre alla società Hep Luxwell con sede in Lussemburgo.

«Se un cittadino viene assolto in tre differenti processi 'perche' il fatto non sussisté vuol dire che c'é qualcosa che non funziona», ha commentato Scaramucci.

L'imprenditore ascolano, provato ed emozionato, si è subito allontanato da Palazzo di giustizia. «Una vicenda che ha rovinato me e la mia famiglia, come quella del fallimento Perini, per cui sono stato assolto dal Tribunale di Teramo, il processo per evasione fiscale a Terni: tutte assoluzioni sempre perché il fatto non sussiste, non per prescrizione o roba del genere», ha detto Scaramucci, i cui guai economici e di conseguenza giudiziari relativi al caso Montecatini iniziarono quando gli fu proposto l'acquisto del gruppo Jean Klebert di Ferrara, che si rivelò un disastro per Vitawell.

Un'acquisizione per la quale Scaramucci ha presentato nel 2004 una denuncia contro i suoi ex soci del fondo lussemburghese Fineco Capital, oggi Development Capital «che la Procura di Ascoli si è fatta prescrivere in mano», dice ancora l'ex "re del benessere", proprietario di centri in varie città italiane e che su questa vicenda ha scritto il libro-denuncia 'Finanza assassina'.

«Sette anni fra indagini e processo che hanno alla fine evidenziato quello che abbiamo sostenuto fin dall'inizio - dichiara l'avvocato Francesco Voltattorni -: vale a dire che quelle operazioni finanziarie erano del tutto nel potere di Scaramucci in qualità di amministratore delegato delle Terme di Montecatini. Chiamiamole pure 'garanzie atipiche', 'fido a ombrello', in ogni caso operazioni infragruppo lecite, coi soldi che alla fine sarebbero certamente tornati al punto di partenza, le Terme di Montecatini».

25/01/2011 9.22