Parco Nazionale d'Abruzzo, l'assemblea va deserta: la rabbia del presidente

Alessandro Biancardi

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PESCASSEROLI. L'Assemblea della  Comunità del Parco, prevista per il 14 gennaio 2011 a Pescasseroli, è andata deserta.

 All'appello nominale, in seconda convocazione, hanno risposto 11 componenti su 36. Assenti la maggior parte dei Rappresentanti dei Comuni della Marsica, del Molise e del Lazio.

 Più precisamente, per i Comuni dell'Alto Sangro  presenti 6 componenti su 7 (assente il Comune di Alfedena); per i Comuni della Marsica assenti 5 componenti su 5 (Comune di Gioia dei Marsi assente, Comune di Lecce dei Marsi assente; Comune di Villavalellonga assente; Comune di Ortona dei Marsi assente, Comune di Bisegna assente); per i Comuni del Lazio presenti 3 componenti su 7 (Comune di Campoli assente, Comune di San Biagio S. assente, Comune di Settefrati assente, Comune di Vallerotonda assente); per i Comuni del Molise assenti 5 componenti su 5 (Comune di Filignano assente, Comune di Castel San Vincenzo assente; Comune di Scapoli assente, Comune di Rocchetta al Volturno assente, Comune di Pizzone assente).

«Non è la prima volta che questo accade ed è quindi necessario denunciare con forza   l'atteggiamento irresponsabile degli assenti che hanno impedito all'organo di rappresentanza delle comunità locali di discutere e pronunciarsi sugli argomenti posti all'ordine del giorno», commenta irritato il presidente Alberto D'Orazio.

Tra le questioni al vaglio c'erano il Bilancio di Previsione 2011 (che prevede un ridimensionamento delle attività e delle prestazioni dell'Ente sul territorio a causa della riduzione del contributo ordinario dello Stato stabilito dalla legge finanziaria), l'approvazione del Piano del Parco  e l'organizzazione e le ripercussioni sulla gestione di un possibile avvicendamento nella Direzione dell'Ente.

«Sono questioni rilevanti», insiste D'Orazio, «sulle quali la Comunità è chiamata a dare il proprio contributo per rappresentare al meglio gli interessi della gente del Parco. Andrebbero quindi affrontate con consapevolezza e senso di responsabilità. Atteggiamenti di superficialità, o peggio, mediocri problematiche di veti incrociati su designazioni e nomine che portano a disertare le assemblee, sono contro gli interessi delle comunità locali. Occorre un salto di qualità per dare contenuto al ruolo che la Legge ha affidato all'organo di partecipazione democratica alla vita del Parco. Se ciò non dovesse avvenire, occuparsi della Comunità del Parco non sarà difficile ma inutile».

 18/01/2011 8.53