Sciopero della fame dei piloti dei Canadair:«senza stipendi da 3 mesi. La burocrazia ci affama»

Alessandro Biancardi

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Sciopero della fame dei piloti dei Canadair:«senza stipendi da 3 mesi. La burocrazia ci affama»
ABRUZZO. Servizio antincendio bloccato a terra da mesi per una serie di ragioni oscure o incomprensibili. I piloti che rischiano il licenziamento protestano per sé ed i cittadini tutti che pagano un servizio che non c’è.

La protezione civile è stata costretta ad annullare una gara lampo per il riaffidamento del servizio tolto (anche questo per motivi poco chiari e comunque contestati) alla Sorem e alla San, la società del gruppo di Giuseppe Spadaccini, arrestato (ed ancora in carcere) oltre due mesi fa per una maxievasione e fondi neri per oltre 90milioni di euro.

Dopo il suo arresto la protezione civile ha revocato un appalto, che durava da cinque anni, per mancanza di requisiti e per ragioni che apparentemente non sarebbero legate all’arresto. Viceversa Spadaccini, che nel frattempo ha abbandonato il suo storico avvocato Sabatino Ciprietti, contesta il mancato incasso di somme a lui dovute. Questo avrebbe generato il pessimo stato delle aziende del gruppo. I piloti dei canadair con i tecnici (300) sono dunque da mesi a terra (ultimo volo 30 ottobre) in attesa che il loro futuro si chiarisca.

Oggi hanno tentato l’estrema protesta: uno sciopero della fame per ora rientrato per mancanza di autorizzazione della «manifestazione» benchè fosse prevista la presenza di una sola persona, il pilota che protesta appunto.

Antonio Capaldo il presidente del comitato dei piloti ricorda che ad oggi sono oltre tre mesi che le 300 famiglie non percepiscono lo stipendio.

«I soldi ci sono ma la burocrazia, i regolamenti prolissi, i cavilli impediscono di risolvere almeno questo aspetto del problema».

Situazione ancora più drammatica per i 19 velivoli parcheggiati all'aeroporto di Ciampino, le cui ispezioni e controlli calendariali stanno scadendo e sono a rischio i motori dei velivoli in quanto non preservati. Il danno economico sarebbe rilevante e sarà improbabile che i velivoli possano essere messi in linea in numero sufficiente per la prossima campagna estiva. I velivoli sono proprietà della protezione civile e dunque pagati con i soldi pubblici.

La gara, come detto alcuni giorni fa, non si è conclusa per eccesso di ribasso. L'unica società rimasta in gara, la spagnola Inaer, aveva già messo nero su bianco che avrebbe pagato gli stipendi pregressi al personale per un ammontare di circa 5 milioni di euro ed aveva già preparato gli assegni ad personam e si diceva pronta a rimettere in linea la flotta.

Nel frattempo è stata indetta una nuova gara modificando il capitolato di appalto che dovrebbe superare gli inconvenienti che hanno causato l'annullamento della prima gara, la conclusione è prevista entro il 15 gennaio.

«Il nostro timore è che», continua il rappresentante dei piloti, «con meccanismi tipo ricorsi e controricorsi dei contendenti, si giunga di nuovo ad un nulla di fatto. Il nostro sciopero della fame non è una “protesta contro”, ma “un dialogo per”». I timori dei piloti riguarderebbero alcune voci che circolano nell’ambiente e che starebbero seminando malumori. Alcuni “corvi”, come li definiscono, avrebbero intenzioni che potrebbero confliggere con il legittimo interesse dei piloti stessi.

Di aspetti da chiarire come detto ce ne sono ma si attendono gli eventi. In queste ore i piloti sono tornati alla questura di Roma per avere tutti i permessi per poter manifestare con cartelli a Roma nei pressi della protezione civile. E’ probabile che la protesta riprenderà lunedì prossimo.

05/01/2011 13.38