Rotatorie con pubblicità? Vietate dal codice della strada

Alessandro Biancardi

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IL CASO. CHIETI. Rotatorie e spartitraffico invasi dalla pubblicità. Ma forse non è una pratica regolare, addirittura sembrerebbe che quei cartelloni siano in contrasto con il Codice della strada.

IL CASO. CHIETI. Rotatorie e spartitraffico invasi dalla pubblicità. Ma forse non è una pratica regolare, addirittura sembrerebbe che quei cartelloni siano in contrasto con il Codice della strada.

Eppure molti Comuni (qualcuno incolpa anche la Provincia), pur di incassare qualche euro, si sono affrettati a regolamentare l’affissione senza ricordarsi che il Codice della strada vieta questo tipo di pubblicità. In questo modo, infatti, tra immagini accattivanti e slogan ad effetto, va a farsi benedire la sicurezza per gli automobilisti, che rischiano di essere distratti da simboli e indicazioni che non sono quelle stradali (le uniche ammesse) e che nulla hanno a che vedere con il traffico.

Qualche Comune si è spinto oltre ed ha affidato addirittura la manutenzione delle rotatorie alle ditte che producono questi cartelloni. Senza fare la graduatoria dei Comuni più “permissivi” in questo settore, abbiamo chiesto al colonnello Alberto Guidoni, vice comandante della locale Regione Carabinieri, cosa pensa di questi Regolamenti adottati con tanto di delibere di consiglio comunale.

«Preliminarmente – spiega il colonnello - la gerarchia delle fonti del diritto impedisce di apportare deroghe comunali alla Legge dello Stato, cioè il Codice della strada. Nell’art. 23 si legge che “sulle isole di traffico delle intersezioni canalizzate (quindi anche sulle rotatorie) è vietata la posa di qualunque installazione diversa dalla segnaletica”. Quindi a mio parere sarebbe opportuno contrastare l’anomalia di questa pubblicità e risolvere i relativi problemi di sicurezza invitando tutti gli organi di cui all’art. 12 del Codice della Strada ad intervenire nello specifico settore. Sarebbe anche auspicabile che gli Enti proprietari delle strade si attivino per assicurare il rispetto della normativa vigente».

 Pare di capire che ci si trova di fronte ad abusi fatti passare attraverso regolamenti che non possono nulla nei confronti del Codice della strada, che è fonte legislativa superiore ma che vengono utilizzati per bypassare i divieti.

E la sicurezza per gli automobilisti?

Se non se ne preoccupano proprio quelli che dovrebbero farlo istituzionalmente, è impensabile che lo faccia il singolo vigile urbano o il carabiniere da solo o l’agente della Polstrada intervenuto per un incidente.

Anche questa anomalia è divenuta popolare perché il meccanismo agevola le amministrazioni locali ad incassare piccole cifre sempre utili in tempo di magra o ad evitare ulteriori spese (la manutenzione del verde).

29/12/2010 9.47