«Interessi da usurai», banca dovrà risarcire per 180 mila euro impresa fallita

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

4516

LA SENTENZA. LANCIANO. Il Tribunale civile di Lanciano ha condannato una banca a pagare oltre 180.000 euro per il fallimento di un'impresa metalmeccanica della zona frentana.ORDINE AVVOCATI CONTRO SOS UTENTI

La notizia la annuncia Sos Utenti che si è occupato del caso ma l'associazione ha deciso di non fare il nome dell'istituto di credito «di primaria importanza in città» che dovrà risarcire l'imprenditore fallito.

L'importo sarà restituito alla Curatela Fallimentare dell'impresa, così ha disposto il giudice Francesca Del Villano Aceto.

La ditta, che si occupava della vendita di trattori agricoli, e' fallita per 40.000 euro.

«E' la migliore sentenza che il tribunale di Lanciano abbia mai emesso a favore di un cliente di una banca - commenta il delegato dell'associazione di difesa dei consumatori 'Sos Utenti', l' avvocato Emanuele Argento - le ragioni che hanno determinato la condanna della banca sono importantissime: l'applicazione di interessi superiori a quelli legali non validamente pattuiti; l'applicazione di commissioni di massimo scoperto non pattuite; l'applicazione di spese e valute non pattuite e la pratica di interessi usurai in violazione della legge antiusura 108/1996».

Per il riscontro dell'applicazione di interessi usurai il giudice Del Villano Aceto si e' avvalso della consulenza del perito Maurizio Pocetti e ha trasmesso gli atti alla Procura della Repubblica per gli accertamenti del caso in ambito penale.

«Se la Banca avesse riconosciuto la restituzione degli interessi usurai e del maltolto - sottolinea il presidente della 'Sos Utenti', Gennaro Baccile - la ditta non sarebbe fallita».

Dopo che l'associazione, insieme al Forum Antiusura Bancaria ha denunciato che in Abruzzo oltre 17.000 famiglie produttrici subiscono Usura dalle banche sulle operazioni creditizie auto liquidanti, il Tribunale di Lanciano, dopo quello di Chieti (sentenza  N° 766\2008 emessa dal Giudice Patrizia Medica) e la Sezione staccata di Ortona (Sentenza n° 77\2010 emessa dal Giudice Rita Carosella), rilevano l’applicazione di interessi usurari.

«Grave responsabilità sulla dichiarazione di fallimento», secondo l'associazione, incombe sul precedente difensore legale del Foro di Monza, a cui la ditta fallita si era affidata. «L’incuria di questo legale ha fatto decorrere circa due anni senza fare alcun atto di citazione alla Banca. Il subentro dell’avvocato Emanuele Argento, peraltro senza il versamento di alcun "fondo spese", in solo due anni ha determinato la importantissima sentenza».

L'associazione invita i consumatori abruzzesi a «non affidarsi a Tecnici e Legali che non hanno capacità o cura per questo tipo di contenzioso, sennò come proprio in questo caso, si potrebbe rischiare il fallimento e la vittoria postuma servirebbe a poco».

28/12/2010 9.45

ORDINE AVVOCATI CONTRO SOS UTENTI

L'ordine degli avvocati protesta con l'associazione Sos Utenti per le dichiarazioni dell'avvocato  Gennaro Baccile che avrebbe enfatizzato «esageratamente l’attività professionale del difensore della parte vittoriosa nel giudizio» e evidenziato una «asserita grave responsabilità in capo al precedente difensore della ditta fallita».

L'ordine contesta «la frase conclusiva del presidente secondo la quale le aziende rischiano il fallimento se si affidano a legali “che non hanno capacità o cura per questo tipo di contenzioso”» e «il risalto dato all’operato del legale di fiducia dell’associazione a confronto con la citata affermazione, per la quale vi sarebbero legali incapaci che fanno fallire le aziende, costituisce una forma di pubblicità per l’iscritto non rispettosa dei principi dettati dal codice deontologico forense mentre nel contempo getta discredito sulla categoria forense attraverso affermazioni gratuite e generiche».

07/04/2011 11.00