Riforma università: gli studenti protestano sulla Roma-L'Aquila

Alessandro Biancardi

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ROMA. Alla fine gli universitari della D'Annunzio hanno deciso di partecipare alla giornata di protesta che si terrà quest'oggi a Roma, in concomitanza con il voto al Senato del Ddl Gelmini.

E così anche una cinquantina di pescaresi si mischieranno ai migliaia di studenti che, si prevede, quest'oggi arriveranno nella capitale.

Sono partiti alle 6.30 di questa mattina dalla stazione pescarese. La tensione a Roma è alle stelle. Dopo la richiesta di arresti preventivi da parte del capogruppo dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri e la massima allerta per paura di nuovi scontri, la città è stata completamente blindata.

Ma a quanto pare le intenzioni dei giovani manifestanti, almeno nella teoria, è di tutt'altro genere e si vorrebbe «ridicolizzare il clima di terrore» e «spiazzare» con azioni simboliche: a Milano i ragazzi dell'Accademia di Brera hanno in programma blitz creativi, stop del traffico a Firenze, assemblee pubbliche a Bologna, un altro "Blocchiamo tutto day" a Palermo.

Ma tutti gli occhi sono puntati sulla capitale dove non è stata chiesta alcuna autorizzazione ed è stato rivendicato il diritto a cortei spontanei. «Non violeremo la zona rossa e stupiremo il governo. La manifestazione sarà tranquillissima», ha detto il portavoce di 'Atenei in rivolta'.

Per non correre rischi la polizia ha comunque deciso di mettere in piazza più uomini rispetto al 14 dicembre e di blindare i Palazzi del potere. E' vero che gli atenei si stanno svuotando per le festività natalizie e che la 'guerra civile' della scorsa settimana non ha fatto bene né al Governo né agli studenti, ma l'imponderabile é sempre in agguato.

«La nostra esasperazione - spiegano gli studenti- nasce prima di tutto dal comportamento di un governo sordo alle nostre rivendicazioni, che liquida gli studenti insultandoli con appellativi come asini, bamboccioni, facinorosi e che utilizza le azioni violente di pochi come capro espiatorio per non ascoltare l'intero movimento. Intanto però questo governo precario continua a giocare con le nostre vite, tagliandoci il presente e il futuro, distruggendo scuole, università e ricerca. Vorremmo discutere di questo, del perché si è deciso che per far progredire il paese bisogna condannare i giovani alla precarietà di vita, del perché a nessuno importa che la maggior parte di noi è costretta ad abbandonare l'Italia per realizzarsi, del perché le nostre università devono diventare classiste e privatizzate, del perché le nostre scuole sono state distrutte con un taglio di 8 miliardi di euro ed un riordino dei cicli che elimina tutto il possibile».

«Questo porteremo in piazza - conclude la nota - chiedendo delle risposte immediate come abbiamo sempre fatto, rigettando la violenza e i violenti, con una protesta pacifica, colorata, creativa ma incisiva e radicale che dia il senso dell'esasperazione e della rabbia che noi studenti viviamo sulla nostra pelle».

22/12/2010 8.52



SINDACATI DI POLIZIA CON STUDENTI

«Non fatevi ingannare dalle provocazioni dei politicanti di questo governo che vogliono deviare l'attenzione dell'opinione pubblica dai reali problemi del paese a ipotetici scontri di piazza». Lo afferma Franco Maccari, Segretario Generale del coisp, il sindacato Indipendente di Polizia, rivolgendosi agli studenti di tutt'Italia che protestano contro la riforma Gelmini e le politiche dell'esecutivo. «Si tratta di una vera e propria 'strategia della tensione' - continua Maccari - il terrore degli scontri di piazza torna utile ad un Governo che vede crollare giorno dopo giorno la propria credibilità. La politica sta scientificamente e strumentalmente dirigendo contro le Forze dell'Ordine una situazione di disagio sociale che ha prima creato e poi fatto esplodere».

Agli studenti «chiediamo di non cadere nella trappola tesa dai vari Gasparri e La Russa: le Forze di Polizia non sono il nemico da combattere. La violenza è inutile e soprattutto non ha senso la battaglia contro le Forze dell'Ordine, che sono in piazza non per proteggere i 'palazzi', ma per tutelare innanzitutto l'incolumità dei manifestanti. Soprattutto è inutile la presenza nello scenario politico di fomentatori d'odio come Gasparri e La Russa: sono loro i veri attentatori della democrazia e i traditori delle Istituzioni».

L'AQUILA,CORTEO DICE 'NO ALL'AZIENDALIZZAZIONE'

Una delegazione di 50 studenti dell'università, delle scuole superiori e dei movimenti cittadini sta manifestando all'Aquila nel polo universitario di Coppito. Uno striscione dice "No all'aziendalizzazione", un altro, esposto dal "comitato 3.32", ricorda che "Il futuro dell'università è il futuro della città". Il corteo si è diretto verso la Prefettura, dove i manifestanti consegneranno un documento al prefetto. Nel testo, gli universitari manifestano la loro contrarietà alla trasformazione in legge del Ddl Gelmini e sottolineano gli effetti dei tagli attivati dalla legge 133, che gravano sull'ateneo aquilano già segnato dalle conseguenze del terremoto del 6 aprile 2009. Il corteo non sta provocando problemi al traffico.

GELMINI: «AUSPICO NO INCIDENTI GRAVI»

«Mi auguro che tutto si svolga senza avere incidenti gravi», ha commentato il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, alla luce delle proteste studentesche in corso in tutta Italia durante le quali si sono verificati scontri. «Chiedo a tutti - ha aggiunto - senso di responsabilità. Non c'é bisogno di farsi del male per l'approvazione di un ddl. La Costituzione garantisce il diritto a manifestare ma questo non deve avvenire mettendo a repentaglio la sicurezza dei cittadini, creando problemi alla circolazione e ai commercianti, soprattutto in questo periodo di festività».

22/12/10 11.47



CORTEO SI DIRIGE SULL'A14

Una risposta pacifica a chi ha blindato la zona rossa della capitale: il corteo degli studenti di tutta Italia che da questa mattina stanno manifestando a Roma ha sfilato anche sulla A24, la Roma-L'Aquila.

I manifestanti sono diretti all'Università ma hanno fatto una deviazione del percorso 'immettendosi' sull'autostrada. «Ci scusiamo per il disagio», hanno gridato al ritmo di battito delle mani e qualche autista ha solidarizzato, applaudendo al passaggio.

Non sono mancati fumogeni colorati e compostezza. Il cordone di sicurezza è stato affidato ad un gruppo di ragazze. E in questa giornata di paura per gli scontri (che qui non si stanno verificando al contrario di Milano e Palermo) gli studenti, come annunciato, hanno dato libero sfogo alla fantasia.

«Ministro Gelmini, non siamo mica cretini. Noi vogliamo studiare, vogliamo ricercare, per una cultura libera e pubblica. Viva l'università libera e pubblica», hanno cantato a squarciagola a ritmo della melodia del Waka-waka. I manifestanti hanno attraversato anche i quartieri popolari della città gli studenti che oggi manifestano a Roma contro il ddl Gelmini.

Da piazzale Aldo Moro gli studenti annunciano che si sposteranno verso il Pigneto e San Lorenzo, quartieri popolari storici della capitale abitati da molti studenti universitari. «Andiamo nei quartieri di Roma, fra la gente - affermano alcuni - in direzione Pigneto e San Lorenzo».

«Ci bloccano il futuro e noi blocchiamo la città», dicono.

Intanto nel pomeriggio una rappresentanza degli universitari dovrebbero salire al Quirinale per un confronto con il capo dello Stato, Giorgio Napolitano. L'incontro non è stato ancora ufficialmente chiesto dagli studenti ma fonti del Quirinale fanno sapere che quando ci sarà la richiesta, il presidente è disponibile all'incontro.

All'Aquila, invece, il prefetto dell'Aquila, Giovanna Maria Iurato, ha ricevuto una delegazione di studenti nella sede della Prefettura, all'interno della caserma della Guardia di Finanza. L'incontro è avvenuto a porte chiuse. La delegazione di studenti ha consegnato al Prefetto dell'Aquila un documento di sfiducia del DDL Gelmini; il Prefetto ha garantito che il documento sarà presentato al Ministero dell'Istruzione.

Gli studenti hanno inoltre contestato al Prefetto dell'Aquila l'impossibilità di manifestare poiché la sede della Prefettura é situata all'interno della caserma della Guardia di Finanza.

Secondo uno dei promotori della manifestazione, Francesco Marola, «non è possibile che le istituzioni si chiudano all'interno delle caserme marcando sempre di più la distanza con i cittadini».

22/12/10 15.47