Parco nazionale: il problema dei cani "inselvatichiti" mobilità gli «animalisti da salotto»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1215

PESCASSEROLI. La “nuova emergenza” nel Parco nazionale ora è costituito dai cani randagi e “inselvatichiti”.

Nei giorni scorsi alcuni episodi di attacchi alla fauna protetta del Parco da parte di piccoli branchi di cani ha destato scalpore. Per questo il Presidente del Pnalm ha lanciato un forte segnale di allarme.

Tra gli episodi giudicati rilevanti il recente attacco all'area faunistica di Scanno e l'aggressione alla “famigliola di orsi” di Villalago sono solo gli ultimi episodi di quello che viene definito «un preoccupante fenomeno» che metterebbe, tra l'altro, in pericolo visitatori e residenti.

«Sono ormai frequentissime le segnalazioni di incontri ravvicinati», dicono dalla direzione del Parco, «non proprio rassicuranti, con questi animali così come si moltiplicano i danni causati, alle attività economiche e all'allevamento, dalla presenza incontrollata di questi animali. Si tratta di una problematica finora trascurata che mette in discussione le stesse politiche di tutela della fauna protetta e rischia di vanificare l'impiego delle già scarse risorse finanziarie disponibili. Sono quindi del tutto comprensibili le preoccupazioni manifestate al riguardo da amministratori e cittadini locali. Non aiutano, di contro, certe prese di posizione dei soliti animalisti da salotto raccolte da qualche sito web».

Il riferimento è ad alcuni blog che, come già capitato in passato, incitano allo spam invitando solerti animalisti digitali a bombardare le istituzioni (ed i giornali) con una serie infinita di mail tra l’altro inutili, inefficaci e dirette a soggetti errati.   

Un problema però c’è e andrebbe affrontato per salvaguardare le bellezze del parco e la fauna. Forse però non è questo il problema principale e prioritario di questo e di altri parchi le cui gestioni spesso sono poco trasparenti a fronte di ingenti investimenti di soldi pubblici.

«Più utile», sostiene il presidente del parco, Alberto D’Orazio, « è certamente l'auspicato confronto tra le istituzioni competenti per trovare una soluzione condivisa che passi attraverso un più efficace controllo del randagismo, la disponibilità di adeguate risorse finanziarie e la revisione di una normativa sicuramente poco meditata».

21/12/2010 11.14