Frode informatica e clonazione carte, arresti tra Abruzzo, Lazio e Puglia

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Associazione per delinquere con basi nel Lazio, Abruzzo e Puglia.

I militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Roma e personale della Polizia Postale e delle Comunicazioni della capitale oggi hanno eseguito 11 ordinanze di custodia cautelare in carcere e numerose perquisizioni, nei confronti dei membri di un'associazione a delinquere, con basi nel Lazio, Abruzzo e Puglia, finalizzata al furto d'identità, alla frode informatica nonché alla clonazione e spendita di carte di credito, attuata mediante le tecniche di 'key logger' e 'phishing'.

Le indagini, svolte attraverso intercettazioni telefoniche e riscontri su transazioni commerciali avvenute sulla rete internet, hanno permesso di individuare un'associazione criminale in grado di carpire le informazioni, credenziali di accesso, password, numeri di carta di credito, tramite l'invio, ad utenti ignari, di falsi messaggi di posta elettronica simulati come provenienti da istituti di credito.

Una volta acquisiti i dati di interesse, gli stessi venivano utilizzati dai membri del sodalizio criminoso per regolarizzare le bollette di utenze domestiche (forniture di energia elettrica, gas etc.), per l'acquisto on-line di biglietti aerei e ferroviari, per il pagamento di prestiti contratti con finanziarie, per corrispondere imposte all'Erario nonché per effettuare acquisti di vario genere. I reati commessi vanno dall'associazione per delinquere alla frode informatica, all'utilizzo fraudolento di mezzi di pagamento, al possesso ed uso di documenti falsi.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma, sono partite due anni fa dalla segnalazione di una società emittente sull'utilizzo fraudolento di carte di credito su un sito web per l'acquisto di una macchina del caffé a cialde del valore di 419 euro, la cui consegna doveva avvenire presso un indirizzo della Capitale. I due destinatari della macchina del caffé, un pugliese di 57 anni e un marchigiano di 48 anni, sono stati entrambi arrestati in flagranza di reato e portati nel carcere di Regina Coeli.

Nelle loro abitazioni sono stati trovati numerosi oggetti acquistati on-line in modo illecito, tra cui, televisori al plasma, pc portatili, macchine fotografiche, play station, telefonini, supporti informatici e documentazione riconducibile a una più complessa attività illecita con carte di credito.

Da accertamenti tecnici effettuati dalla Polizia Postale, sono stati trovati circa 15 mila codici riferiti a carte di credito trafugati tramite sofisticate tecniche informatiche. Indagini sono state svolte contestualmente dai finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Roma che hanno ricevuto un esposto presentato da un privato cittadino vittima del fenomeno del phishing, la cui carta di credito era stata utilizzata, a sua insaputa, per effettuare acquisti on line (recapitati presso un mail box di Roma) e per pagare, sempre in via telematica, bollette e ricariche telefoniche nonché cartelle esattoriali.

All'interno dell'organizzazione criminale sono state individuate due specifiche figure: il phisher che si occupava di carpire informaticamente i dati del malcapitato cittadino e il procacciatore che aveva il compito, invece, di reperire persone (l'utilizzatore finale) che, dietro compenso, intendevano effettuare acquisti on line.

Il meccanismo architettato permetteva all'utilizzatore finale di ottenere un notevole vantaggio economico, pagando al procacciatore un corrispettivo inferiore all'importo nominale del servizio richiesto (generalmente il 50%) e all'organizzazione di lucrare una commissione variabile in relazione all'ammontare del corrispettivo.

20/12/2010 19.33