Pierageli e Spatocco, arriva la fusione per incorporazione

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Nasce il colosso della sanità privata Pierangeli-Spatocco? Non proprio.

Potrebbe assomigliare più ad un’operazione interna, un riassetto di carattere amministrativo che oggi fa gridare alla novità. In realtà le due cliniche sono in società dal 1998, cioè da 12 anni, quando ci fu un’operazione di conferimento quote in un’unica società (la Sinergo)  che possedeva e possiede il 100% delle due cliniche. Adesso per motivi finanziari, le due cliniche diventano una società unica con quote rispettivamente del 62% e 38%. Una trasformazione prevista dal diritto societario che prevede espressamente un socio unico.

L’equivoco  del “matrimonio” Pierangeli-Spatocco è nato per la comunicazione ai sindacati, dovuta per legge, che debbono essere informati preventivamente di tutti le novità societarie. Nella lettera si parla infatti di «fusione per incorporazione», dell’assemblea dei soci che l’ha decisa per una migliore gestione delle attività, e si aggiunge che non c’è nessun pericolo per il personale in servizio. Il fatto che non ci sarà nessuna conseguenza per i dipendenti è stato giudicato positivamente dai sindacati.

«Se la fusione tende alla razionalizzazione – commenta Davide Farina, Cisl Fp – se serve alla gestione di un budget che già è ridotto, l’accorpamento per noi va bene. E va bene perché per la prima volta non si realizza un’operazione di questo tipo sulla pelle dei lavoratori, di solito vittime predestinate delle vicende societarie. Il giudizio è quindi positivo, anche se saremo vigili e chiederemo, come da prassi, spiegazioni e approfondimenti sui contratti e sulla loro applicazione».

 In pratica, come sostengono anche i sindacati, siamo di fronte ad un passaggio amministrativo per l’ottimizzazione della gestione e non alla nascita di un qualcosa di nuovo nel panorama della sanità privata.

s. c. 04/09/2010 10.29