Canadair. Scaduto il nuovo appalto per la gestione della flotta della Protezione civile

Alessandro Biancardi

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SOREM CANADAIR

SOREM CANADAIR

ROMA. E’ scaduto ieri il bando per l’affidamento della gestione, fino ad alcuni giorni fa ad appannaggio di Spadaccini, dei Canadair della Protezione civile.

Un bando lampo: una settimana, pubblicato il 24 novembre con scadenza il 2 dicembre . Una gara europea, ma d’«imperiosa urgenza» secondo la Protezione civile che al momento si trova sprovvista della compagnia, la Sorem di Spadaccini, che gestiva la flotta aerea per lo spegnimento degli incendi boschivi. La Protezione civile, infatti, ha risolto il contratto con l’imprenditore arrestato per una maxievasione da 90 mln di euro a seguito di un’inchiesta della Procura di Pescara.

E così arriverà una nuova azienda.

Oltre a dover reperire la grande mole di documentazione necessaria, a tutti i concorrenti (singole società o associazioni temporanee), nel bando, era richiesta una missione impossibile: trovare una banca che garantisse un fido di 15 mln di euro in una settimana. Il tempo è denaro, ma in questo caso il tempo è pochissimo, il denaro tantissimo in tempi di crisi. Ma la Protezione civile rassicura: «la cifra che può essere coperta anche da più banche»

A cosa serviranno questi soldi (che, tra l’altro, non è facile procurarsi in una settimana)?

«Per interventi di ripristino della flotta ed eventuali attività inerenti alla gestione della flotta stessa», spiega il dipartimento della Protezione civile.

Probabilmente ad ispirare questa stringente “clausola” sarà stata la brutta esperienza vissuta con l’allora sconosciuta Sorem che, all’indomani della vincita dell’appalto (40 mln annui), non aveva personale formato per far alzare gli aerei da terra.

Così, per far fronte agli incendi, si è dovuti ricorrere al personale dell’Alitalia ed alcuni mezzi dell’Aeronautica militare, provocando un danno all’erario che la Corte dei Conti, dopo aver accertato che la Sorem non aveva i requisiti al momento dell’appalto, ha quantificato in 21 mln di euro.

Tradotto: soldi pubblici per risarcire uno spreco di altrettanti soldi pubblici.

Ma oggi la Protezione civile sembra aver fatto tesoro degli errori del passato. Un passato che racconta di una cospicua elargizione all’Avanti da parte di Giuseppe Spadaccini «per agevolare la strada per l’assegnazione dell’appalto» (come rivelato dall’imprenditore stesso).

Per poter siglare la convenzione con lo Stato da 50 mln di euro circa, gli operatori economici interessati all’affidamento devono avere «almeno 4 mesi di comprovata esperienza nell’attività di spegnimento incendi con aeromobili ad ala fissa tipo Canadair, di personale addetto alla manutenzione che abbia maturato, nel medesimo periodo e per lo stesso tempo sopra indicati, specifica e comprovata esperienza nella manutenzione dei Canadair e di personale addetto alla gestione tecnica, logistica, operativa ed amministrativa di una flotta aerea Canadair».

In più l’esperienza nel campo deve essere recente, ovvero l’attività di spegnimento di incendi boschivi deve essere svolta «nel corso degli ultimi due anni».

Tra le altre autorizzazioni da presentare, la più importante sembra essere «l’abilitazione all’esercizio di lavoro aereo per spargimento di sostanze nel rispetto della normativa Enac».

 «UN FIAMMIFERO SI SPEGNE CON UN BICCHIERE»

Una gara alla quale il titolare della Avianord, Carlo Gaiero, non potrà partecipare perché ormai si considera un imprenditore «ucciso dalla Protezione civile». Di quel dipartimento dello Stato, coinvolto in molte inchieste e qualche scandalo, non ne condivide proprio il modus operandi. «La filosofia del dipartimento», ha spiegato , «nella lotta aerea agli incendi boschivi da 20 anni è  “più è grande l’aereo, più tanta acqua porto, più acqua porto, più spengo!».

 Ma Gaiero in quest’anni, in cui ha trovato solo porte chiuse per i suoi aerei piccoli, maneggevoli e meno costosi (Dromader), nelle stanze della Protezione civile si è fatto portatore di un semplice principio: «tutti gli incendi cominciano con un fiammifero, per spegnere un fiammifero basta un bicchiere d’acqua».

E lo spreco, secondo Gaiero, starebbe proprio nel fatto che più l’aereo è grande, più costa.  «Se costa caro», ha fatto notare l’imprenditore, «non possiamo farlo intervenire su un focolaio, per farlo intervenire, aspettiamo che l’incendio sia tale da giustificare l’intervento di un mezzo che costa oltre 20.000 €/Euro h./volo. Chi si assume la responsabilità di chiamare un aereo così caro, per un fuocherello, per un principio di incendio: aspettiamo che l’incendio sia un vero incendio».

«Io, con la mia società», ha affermato Carlo Gaiero, «creavo disturbo a quel  Dipartimento Ombra». Forse l’imprenditore parla di quello stesso “dipartimento ombra” cui accennava Guido Bertolaso nella sua lettera di dimissioni da capo della Protezione civile nel 1996, ripresa da Panorama in un articolo apparso nel 2000: «esiste un Dipartimento ombra, a fianco di quello ufficiale, che opera in disprezzo delle regole fondamentali della pubblica amministrazione».

 Storie passate che non dissipano le incongruenze di oggi.

Manuela Rosa  03/12/2010 15.38