Sanità, sub commissario Baraldi contro tutti e i medici minacciano querela

Alessandro Biancardi

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ANGELA BARALDI

ANGELA BARALDI

ABRUZZO. I medici di famiglia querelano il sub commissario alla sanità abruzzese Giovanna Baraldi (nella foto) per le sue dichiarazioni nell’audizione alla quinta commissione regionale.

La trascrizione del parlato (un documento di 69 pagine) riporta frasi che la Fimmg ritiene «gravemente offensive» da parte della Baraldi che definisce i medici di famiglia “alto spendenti” perché prescrivono farmaci costosi, in “particolare antibiotici e statine”.

Secondo Ercole Core, vice presidente Fimmg Abruzzo, le frasi incriminate sono queste: “Intervento fuori microfono non udibile”. Poi parla la Baraldi: “Sì, perché è più delicato, è fine, lì bisognerebbe dire delle... è come escort. Cioè, noi una volta dicevamo prostitute, adesso dobbiamo dire escort. Gli alto spendenti. Stanno (forse stiamo, ndr) lavorando molto per convincerli a usare i generici etc., però io vi dico una cosa, bisogna fare una azione esemplare”.

Nel rispedire al mittente queste frasi «ingiuriose e lesive della dignità e onorabilità» di tutti i medici di Famiglia – dichiara Core - «annunciamo che quereleremo la Baraldi e adiremo tutte le vie legale a tutela del nostro buon nome e della nostra professione. E poi non è vero che la spesa farmaceutica è elevata: siamo nella media nazionale e quanto ai farmaci generici da tempo siamo noi che chiediamo un prontuario farmaceutico per fare chiarezza e siano indicate alcune linee guida. Ma noi non saremmo stati mai d’accordo a sottoscrivere impegni di tagli di spesa farmaceutica in cambio di corrispettivi economici, come vuole fare lei. Noi non vendiamo il diritto alla salute dei cittadini e né lei né la Regione Abruzzo potranno mai acquistarlo! Se queste dichiarazioni non saranno smentite, non parteciperemo più a nessun incontro».

«INDICAZIONI MIE SU INDICAZIONI DEL GOVERNO»

In attesa di un chiarimento o del seguito della querela, la lettura del documento chiarisce molti aspetti, finora solo sospettati. Il sub commissario spiega a chiare lettere che le scelte sono solo sue su indicazione del Governo e che nessuna possibilità di manovra c’è da parte dei Consiglieri regionali.

Addirittura ci sono accuse dirette alla struttura amministrativa della regione, settore Bilancio, che si è fatta trovare impreparata al momento della conciliazione dei debiti asl del 2005, 2006 2007 e 2008. Insomma un Abruzzo incapace a tutti i livelli, ma anche una contraddizione della Baraldi che avrebbe voluto – così dice – dare più informazioni, ma le è stato impedito. Da chi non si sa, mentre è chiarissimo per chi ha chiesto di incontrarla (consiglieri regionali, sindaci o stampa) che il contatto è stato reso impossibile sempre “per impegni improvvisi”. Dice la Baraldi: «dal 18 febbraio siamo andati in pari di cose che andavano fatte tre anni prima. Alla fine dell’anno noi abbiamo fatto una manovra per rientrare, il 30 di Luglio quando ci siamo presentati al tavolo romano sono venuti fuori 100 milioni di debito perché nell’incominciare a fare la riconciliazione, che dobbiamo presentare adesso perché stanno aspettandola e dopo dirò anche altre cose su questo che cioè per gli anni 2005 – 2006 – 2007 – 2008 dobbiamo riconciliare i debiti e quindi andare a vedere dove sono andati i fondi, se le aziende li hanno spesi, se ci sono ancora delle fatture, se le fatture sono state pagate, se non saranno mai pagate etc, debiti e crediti, nel fare questa operazione già a luglio

iniziata si sono trovati 100 milioni di meno del 2006. Allora non ci ha chiesto di ripianare, perché come avremmo potuto fare una manovra per ripianare i 100 milioni? Ci ha rimandato al 15 ottobre. E quando dico noi sono molto generosa, perché qui devo parlare dell’Assessorato al Bilancio e voglio che venga verbalizzato. L’Assessorato al Bilancio non era pronto, non era pronto anche se noi – e io il Presidente abbiamo organizzato numerosissime riunioni, anche se la Advicer (Advisor? ndr) ha un contratto per supportare le aziende e l’Assessorato al Bilancio per questo. Apro quindi questo capitolo dicendo – e voglio che voi sentiate e la politica lo deve sapere – che per risanare questa Regione, per renderla efficiente, per abbattere le liste d’attesa, per non avere gli ospedali non riconvertiti in attività residenziali, per avere i medici di famiglia motivati, bisogna che la gente lavori, bisogna che la gente lavori e che la gente sia competente per il suo lavoro».

Cioè una Regione di sfaticati e di raccomandati senza capacità professionali. Altre querele in vista?

«SIAMO SULLA BUONA STRADA»

«Pertanto noi ad oggi – continua il sub commissario Baraldi - ieri ha chiamato il Ministero, ha chiamato questa mattina mentre venivo qua, non siamo pronti ancora, speriamo che il dottor Cipollone (assessorato al Bilancio, ndr) abbia consegnato i documenti necessari e che domattina, dato che abbiamo già fatto diverse riunioni, ma domattina c’è l’ennesima riunione, che il dottor Cipollone ci metta nelle condizioni di andare al Ministero. Al Ministero faremo i conti al 30 Settembre: è una situazione che si va normalizzando, perché? Perché i contratti dei privati si sono blindati e quindi non si può più fare come prima e dico come prima, io ho trovato le delibere che erano completamente diverse da quello che aveva detto Redigolo e cioè che le aziende davano tariffe diverse e contratti superiori alle strutture indipendentemente da ciò che Redigolo aveva deliberato».

«Pertanto, siccome questo non può più accadere, anzi, diciamo che ci sono dei vincoli che è molto più difficile che accada, ritengo quindi che sulla parte “privati” la situazione sia molto buona» continua la Baraldi e via di questo passo: dopo questi attacchi agli uffici del Bilancio ed alle Cliniche private (chissà se hanno gradito…) si parla della spesa farmaceutica, del personale sdoganato al 10%, cioè della possibilità di assunzioni, dell’attività che è stata svolta “sulla

programmazione che è stata esemplare anche per le altre regioni. Io credo che andremo abbastanza direi in pari con i Piani residenziali (emergenza/urgenza, laboratori) e vi dichiaro questo: credo che però il primo di gennaio noi possiamo partire con una serie di piani da realizzare pronti scritti basati su regole certe che li dobbiamo applicare e quindi abbiamo questo vantaggio che il primo gennaio

possiamo sapere che cosa dobbiamo fare. Nel sapere che cosa dobbiamo fare, credo che il 2011 sia un anno in cui non dico che andremo a essere virtuosi, ma se manteniamo questa velocità e questo impegno (poi dopo vi parlerò lo stesso delle criticità) io credo, ho molta fiducia che la politica potrà riappropriarsi del suo compito in alcuni mesi».

Nessuna parola invece per i cittadini malati, per i quali i diritti alla salute sono sospesi fino al 2011, così come quelli dei consiglieri eletti che sono del tutto bypassati, come i manager che si debbono adeguare alle linee del commissariamento e basta senza protestare.

Un clima rigido e con poche possibilità di manovra.

 

Sebastiano Calella 27/11/10 11.13