Eolico, ambientalisti chiedono una moratoria

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Sull’eolico in Abruzzo 4 associazioni ambientaliste chiedono una moratoria in attesa del recepimento del Decreto Ministeriale

Le delegazioni abruzzesi di LIPU, WWF, Pro-Natura ed ALTURA condividono pienamente la risoluzione urgente che è stata presentata nei giorni scorsi alla Giunta Regionale dal consigliere regionale abruzzese Riccardo Chiavaroli nella quale viene chiesto di informare il Consiglio Regionale sulla situazione degli impianti eolici in Abruzzo, nonché di sospendere, in attesa degli approfondimenti richiesti, il rilascio di nuove autorizzazioni e di recepire le prescrizioni in materia contenute nel Decreto 10 settembre 2010 “Linee guida per l’autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili” del Ministero dello Sviluppo Economico e del Ministero dell’Ambiente.

«Si tratta infatti di richieste che vanno nella direzione di porre un freno efficace al dilagare senza  pianificazione di progetti per la realizzazione di grandi centrali eoliche in zone di evidente valore ambientale e paesistico», dicono dalle associazioni, «che rischiano di causare l’ estinzione a livello regionale di specie di uccelli, quali l’aquila reale, il grifone, il nibbio reale, il biancone, il lanario, il gracchio corallino, particolarmente tutelate a livello nazionale e comunitario, e di rovinare ambienti di importanza prioritaria per il patrimonio di biodiversità che li contraddistingue, comprese diverse zone vitali per la sopravvivenza di specie rare e minacciate di estinzione quali l’orso marsicano».

«E’ ormai essenziale», chiedono le quattro associazioni, «che la Regione adotti urgentemente un piano energetico nel quale stabilire, in modo inderogabile, quanta energia produrre con le centrali eoliche e quanta con le altre forme di produzione di energia da fonte rinnovabile, a cominciare dal fotovoltaico, e dove produrla, così da salvaguardare in modo adeguato il patrimonio ambientale e paesistico della Regione Abruzzo. I competenti organi regionali dovrebbero cioè avviare finalmente una procedura di Valutazione Ambientale Strategica, e cioè una programmazione energetica a scala regionale, così come chiesto  autorevolmente dal Ministero dell’Ambiente in una recentissima lettera inviata alla Direzione per la Valutazione dell’Impatto Ambientale della Regione Abruzzo».

22/11/2010 11.24