SanSteFar. Polemiche per la lettera del curatore: eccola

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Ecco la lettera del curatore fallimentare ai dipendenti del SanStefar, la società che nel Gruppo Angelini si occupava (e si occupa ancora) della riabilitazione.

Una comunicazione che ha suscitato polemiche forse al di là delle intenzioni che l’hanno ispirata. Il tutto a causa del clima di tensione che c’è nelle relazioni sindacali tra l’esercizio provvisorio ed i sindacati, dovuto forse alle incomprensioni sui rispettivi ruoli. Il che si riverbera direttamente sul personale del SanStefar, molto sindacalizzato.

In sostanza, la lettera ripercorre le tappe e le difficoltà della gestione del SanStefar dopo il fallimento e spiega con chiarezza che i mancati stipendi dipendono esclusivamente dal fatto che le casse sono vuote e non da una volontà «persecutoria» del curatore. Per fortuna le Asl stanno iniziando a pagare e la situazione pian piano si regolarizzerà, altrimenti – scrive il curatore Giuseppina Ivone – si chiude. E tutti a casa. La lettera in sostanza voleva fare chiarezza sulle vicende interne del SanStefar, ma in alcuni casi è stata ritenuta un aut un aut del tipo “dovete lavorare senza essere pagati” oppure un modo di scavalcare i sindacati per arrivare direttamente ai dipendenti. Queste polemiche interne al sindacato non vanno al cuore del problema: gli stipendi arriveranno solo in concomitanza con gli accrediti delle prestazioni da parte delle Asl, quindi il bersaglio vero delle contestazioni è chi non paga, non chi sta lavorando per farsi pagare. Perché l’obiettivo dell’esercizio provvisorio deciso dal giudice fallimentare è di mettere in vendita la società in modo che sia appetibile dal punto di vista “commerciale” e che di conseguenza si possano salvare i posti di lavoro. Questo giustifica il lungo contenzioso con la Regione Molise, per non perdere il fatturato di 2,5 milioni assicurato dai due Centri SanStefar molisani (con 90 posti di lavoro), così come spiega anche lo scontro con le Asl abruzzesi, inizialmente un pò restìe a pagare le prestazioni riabilitative che continuano ad essere erogate. Sorprende semmai lo scollamento sindacati-curatore fallimentare in questo momento di massimo sforzo dell’esercizio provvisorio per assicurare risorse alla gestione (e quindi agli stipendi). Da una parte prosegue infatti il cammino per vincere i contenziosi in atto con le Asl abruzzesi e con quella del Molise, dall’altra il sindacato non riesce ad esprimere una linea di proposte e si limita alle proteste. E così in Molise la Regione ha già effettuato in questi giorni due sopralluoghi ai due Centri SanStefar: il che è frutto delle sollecitazioni dell’avvocato Aristide Police che ha presentato una richiesta di commissario ad acta per dirimere la questione dell’accreditamento del locale SanStefar. In Abruzzo invece le polemiche hanno preso il sopravvento.

Sebastiano Calella  12/11/2010 12.01