SanStefar Molise, la Asl aspetta le decisioni della Regione

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. «Non è vero: l’Azienda sanitaria del Molise non si rifiuta di rispondere alla curatela fallimentare del SanStefar. Semplicemente non ne ha titolo».

«Tocca alla Regione che concede l’accreditamento far sapere che intenzioni ha. Alla Asl tocca solo l’aspetto contrattuale». Angelo Percopo, manager della Asrem, l’agenzia sanitaria regionale del Molise, risponde così alle critiche per la mancata applicazione della sentenza del Tar Campobasso che imponeva a Regione e Asl (quindi anche a lui) di rispondere alle richieste del curatore fallimentare di subentrare ad Angelini nella gestione dei due centri SanStefar del Molise e di ritirare l’avviso per la manifestazione di interesse a gestire la riabilitazione, intanto pubblicato dalla stessa Azienda sanitaria.

Ma se la Asl è parte del giudizio al Tar, come fa a dire che non ha obblighi di rispondere? La sentenza si applica alle parti in causa, non a terzi: «Ribadisco: se la Regione non dà un segnale, io che rispondo? – continua Percopo – tenga presente che sul SanStefar l’Azienda sanitaria ha tenuto sempre un percorso visibile e condiviso al tavolo della Prefettura, con sindacati e personale. Noi abbiamo invitato il SanStefar (gestione Angelini) a firmare il contratto con noi, prescrivendo i requisiti necessari per tutti quelli che operano nel settore. SanStefar ha chiesto continui rinvii e poi non si è presentato alla firma. Noi abbiamo mantenuto le prestazioni, ma siamo stati costretti a pubblicare l’avviso per la manifestazione di interesse con due paletti importanti: la direzione sanitaria della riabilitazione doveva rimanere in capo alla Asl ed il personale doveva essere riassunto al completo».

 Torniamo alla sentenza del Tar, visto che la curatela ha chiesto al giudice l’ottemperanza e la nomina di un commissario ad acta:«il Tar, che all’inizio comunque non aveva concesso la sospensiva, ha detto con chiarezza che il procedimento amministrativo dev’essere iniziato e chiuso dallo stesso soggetto, cioè la Regione che deve entrare nel merito del problema – continua Percopo – dunque non è competenza della Asl alla quale spetta solo la parte contrattuale. Io ho notificato tutto quello che serve alla Regione. Se il SanStefar non ha i requisiti, chiude. Ma me lo deve dire la Regione. Io ho convocato tutti gli imprenditori interessati e gli ho chiesto un piano industriale, tutto alla luce del sole ed in Prefettura. Le critiche all’operato della Asl – conclude il manager - mi sembrano ingiuste».

 La palla passa dunque alla Regione? Forse. Ma ci deve essere qualche problema di comunicazione con la Asl, perché nessuno ha informato il manager che lunedì c’è stato un sopralluogo regionale alle sedi molisane del SanStefar, sembra con esito positivo. E che un altro congiunto Regione-Asl ce ne sarà stamattina. Il che potrebbe preludere ad una soluzione del contenzioso, cioè alla firma del contratto con la Asl.

Sebastiano Calella 10/11/2010 9.12