Villa Pini, SanStefar e Santa Maria, ripresa difficile

Alessandro Biancardi

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VILLETTE

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CHIETI. Psicoriabilitazione a rischio tagli, SanStefar con l’esercizio provvisorio senza soldi per i pagamenti sofferti delle Asl abruzzesi e per il boicottaggio del Molise.

Clinica Santa Maria di Avezzano scippata del punto nascita: un mare di difficoltà per le società fallite del Gruppo Angelini.Con l’affitto di Villa Pini a Nicola Petruzzi sembravano finiti, o almeno in via di soluzione, i problemi posti dalla crisi del Gruppo: la soluzione trovata per la clinica simbolo di tutte le difficoltà economiche ed occupazionali, lasciava ben sperare dipendenti e sindacati. Ma la tranquillità è ancora di là da venire e nuove nubi si profilano all’orizzonte. Insomma una situazione “stop and go” lasciata alla buona volontà della curatela fallimentare, impegnata su più fronti e senza il conforto della politica regionale, alquanto confusa e zigzagante. Da una parte l’assessore Paolo Gatti conferma che sono disponibili 70 milioni di euro per la cassa integrazione in deroga (30 per l’area del terremoto, 40 per il resto dell’Abruzzo) «quindi il 2010 è salvo». Dall’altra proprio la Regione sembra avviarsi ad un taglio dell’assistenza psichiatrica psicoriabilitativa, il che metterebbe in difficoltà Villa Pini e non solo. I tagli riguarderebbero, infatti, i grandi numeri dei posti letto regionali, il che coinvolgerebbe comunque la Clinica di Petruzzi, sotto attacco anche per la gestione delle case famiglia che non sarebbero a norma. E’ passato sotto silenzio quanto detto  dall’Ufficio commissariale per la sanità che il 7 ottobre scorso promuoveva l’assistenza psichiatrica ad “alta complessità” che è in linea con gli standard italiani, ma informava anche che stava «procedendo con lo stesso metodo usato per i tagli agli ospedali, alla valutazione dei ricoveri residenziali per riprogettare la rete di tali strutture». Insomma un’attenzione mirata all’assistenza psichiatrica a “bassa complessità” che non lascia presagire nulla di buono: basta pensare a come sono stati sforbiciati, senza confronto con il territorio, i posti letto ospedalieri e senza aver prima creato servizi sanitari sostitutivi.  

 

LA REGIONE TAGLIA CON LO STESSO METODO DEI PICCOLI OSPEDALI

 «I tecnici dell'Ufficio Commissariale stanno completando la valutazione del “setting” assistenziale di tutti i pazienti attualmente ricoverati per individuarne i fabbisogni e stabilire quale tipologia di struttura sia appropriata per ciascuno di loro secondo il Decreto 2001 che ne regola i parametri – si legge nella nota dell’ufficio commissariale– C’è la necessità di rimodulare le strutture esistenti e diversificarne l'attività. I tecnici dell'Ufficio Commissariale concluderanno questo importante lavoro nel mese di novembre per consentire la rimodulazione delle strutture esistenti e la loro riconversione e con esse le regole di funzionamento, i requisiti e le tariffe, nonché la partecipazione alla spesa dei cittadini prevista dalla legge e, infine, i tetti di spesa degli erogatori privati». Come si legge, c’è tutto il progetto che sta per essere reso noto: tetti di spesa, ticket, requisiti delle strutture, regole di funzionamento. Progetto che si sta abbattendo su Villa Pini, visto che in questi giorni la Asl di Chieti sta per licenziare un provvedimento che metterà in difficoltà il settore della psicoriabilitazione della nuova gestione, in cui sono assistiti 150 pazienti circa con un centinaio di addetti.

Secondo la Asl, le case famiglia presenterebbero delle criticità tali da non poter essere sanate e a nulla servirebbe il piano di interventi preparato dalla nuova gestione e sollecitato anche con una lettera al Prefetto che sull’argomento incontrerà oggi i sindacati e domani lo stesso Nicola Petruzzi. A fronte della disponibilità dichiarata del nuovo gestore di mettere tutto a norma, la risposta della Asl e della Regione sarebbe un no chiaro e tondo, anche se poco motivato e lasciato alla responsabilità dei tecnici, in assenza della politica. Come è avvenuto già per la struttura riabilitativa che insiste sul territorio di Ripa Teatina e per la quale quel Comune avrebbe disposto la chiusura. Il che farebbe rivivere quella brutta pagina di cronaca sanitaria, quando furono sgombrati “manu militari” (c’erano le volanti della Polizia) i malati delle Villette, trasportati come pacchi e con il nome su un cerotto applicato sul braccio (tipo lager…). Contro questa ordinanza del Comune di Ripa potrebbe esserci il ricorso del curatore e dello stesso Petruzzi, a dimostrazione di quanto sia accidentato il percorso della normalizzazione di Villa Pini e dintorni.

 AVEZZANO, PROPOSTA DEL SINDACO PER LA SANTA MARIA, IL MOLISE TACE SUL SANSTEFAR

Uno spiraglio si apre invece per la Clinica Santa Maria di Avezzano, dopo la proposta avanzata dal sindaco Antonio Floris alla Regione. Nelle more della ristrutturazione dell’ospedale di Avezzano – scrive il sindaco – si potrebbero usare i posti letto della clinica come valvola di sfogo per la richiesta di sanità del territorio, già penalizzato dalla chiusura dei piccoli ospedali di Pescina e Tagliacozzo. Stesso sollievo si potrebbe dare alle liste di attesa, attivando nella clinica alcuni ambulatori. Il che salverebbe anche i livelli occupazionali, messi in discussione dai recenti tagli e dalla soppressione del punto nascita. «Per questo – conclude il sindaco Floris – auspico un tavolo di trattativa ed una conferenza dei servizi tra gli enti interessati». Se Avezzano collabora per trovare una soluzione, non si hanno invece notizie dal Molise che sul SanStefar sembra aver imboccato la strada della contrapposizione rispetto alla curatela fallimentare, che non sembra però intenzionata a lasciar correre. Un aspetto questo che forse è stato sottovalutato dalla politica, abituata a contrattare con gli imprenditori privati e non con un pubblico ufficiale che si muove solo in sinergia costante con il giudice fallimentare del Tribunale di Chieti.

Sebastiano Calella  08/11/2010 10.40