Pedaggio asse attrezzato: il Consiglio di Stato conferma l’illegittimità

Alessandro Biancardi

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ROMA.  Il Consiglio di Stato ha confermato lo stop agli aumenti dei pedaggi su autostrade e raccordi autostradali dell'Anas previsto dalla manovra economica.

Dunque dopo lo stop avvenuto al Tar ache il secondo grado del giudizio amministrativo conferma l’illegittimità della nuova tassa che sarebbe dovuta scattare anche sul raccordo dell’Asse attrezzato e sulla Teramo mare. Gli aumenti erano scattati dal primo luglio scorso ma erano stati bloccati dal Tar del Lazio il 29 luglio successivo.

Il Consiglio di Stato - a quanto riferiscono le associazioni dei consumatori-  ha respinto il ricorso contro la sospensiva presentata dalla Presidenza del Consiglio dei ministri e dall'Anas.

 Il Codacons, che assieme alla Provincia di Roma aveva presentato ricorso al Tar del Lazio, chiede ora la restituzione delle somme pagate dagli automobilisti nel periodo in cui e' stato in vigore l'aumento. 
   Il Consiglio di Stato, presieduto da Paolo Numerico, spiega una nota dell'associazione dei consumatori, « dà ragione al Codacons - che assieme alla Provincia di Roma aveva presentato ricorso al Tar del Lazio - e conferma lo stop agli aumenti dei pedaggi su autostrade e raccordi autostradali in gestione Anas decisi con la manovra economica, scattati lo scorso primo luglio». 
«E' evidente come ora le maggiori somme pagate ai caselli debbano essere restituite agli automobilisti, altrimenti si configurerebbero veri e propri reati a danno degli utenti - afferma il Presidente Codacons, Carlo Rienzi - Il Governo deve studiare dei meccanismi di rimborso automatico in favore di quei cittadini che, utilizzando le infrastrutture stradali, hanno subito ingiusti incrementi tariffari, ritenuti illegittimi sia dal Tar che dal Consiglio di Stato. Se cio' non avverra', siamo pronti ad intentare una class action in favore degli automobilisti». 
«Qualora poi, come si vocifera in ambienti bene informati, il Governo decidesse di fare il furbo e di aggirare le disposizioni dei Tribunali mediante un apposito decreto legge - conclude Rienzi - non esiteremo non solo a far annullare il decreto dalla Corte Costituzionale, ma immediatamente denunceremo alla Procura della Repubblica i ministri che voteranno a favore del decreto legge in Consiglio dei Ministri, per truffa aggravata e Inosservanza dei provvedimenti dell'Autorita'».

 Soddisfazione, come e' evidente, della provincia di Roma, da sempre in prima fila contro gli aumenti dei pedaggi.

Il primo ricorso era stato presentato dinanzi al Tar anche dalla Provincia di Pescara e dunque anche la sentenza di oggi vale a tutti gli effetti per il pedaggio relativo all'asse attrezzato.

La Cna Abruzzo chiederà nei prossimi giorni i rimborsi per le somme versate.

«Se il rimborso non verrà effettuato in tempi brevi – avverte l’associazione presieduta da Italo Lupo – saranno avviate tutte le iniziative previste da leggi e decreti attuativi per la promozione delle cosiddette “class action” dei cittadini nei confronti delle inadempienze della pubblica amministrazione: in sostanza, tutti gli interessati si costituiranno in giudizio in forma collettiva per veder riconosciute le proprie ragioni». «Non vogliamo neppure pensare – conclude la nota della Cna – che il governo, secondo quanto denuncia il Codacons, si appresti a varare per decreto una norma “salva-aumenti”, con l’unico scopo di invalidare la decisione del Consiglio di Stato e mantenere in vita il balzello appena cancellato. Si tratterebbe di un atto grave e di una beffa nei confronti delle buone ragioni di chi ha vinto il ricorso, ragioni riconosciute in più gradi di giudizio».

01/09/2010 11.55