Deco diffida Borgatti: «stop a diffusione dati inesatti»

Alessandro Biancardi

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ROSETO. Una vera e propria lettera ti diffida da parte della Deco spa nei confronti del responsabile della Federazione della sinistra, Marco Borgatti.BORGATTI: «NON CI FACCIAMO INTIMIDIRE»*RAPAGNA': «URGENTE PORTA A PORTA DEL CIRSU»

A firmare la lunga raccomandata è l'avvocato Dante Fanì che tutela gli interessi della ditta della famiglia Di Zio. L’attività dell’impresa nei giorni scorsi era stato oggetto di alcune dichiarazioni dell'esponente politico il quale aveva attaccato il monopolio ed alcune scelte industriali asserendo che alcuni costi erano eccessivi e che altre scelte avrebbero comportato risparmi per le casse pubbliche.

La società che si occupa di smaltimento dei rifiuti attacca le dichiarazioni di Borgatti contenute in un articolo pubblicato da PrimaDaNoi.it lo scorso 7 ottobre ed anche quelli apparsi sugli altri quotidiani locali tra il 20 e il 21 ottobre nei quali è sempre Borgatti a denunciare «l'ingiusto monopolio» ed a proporre alternative al sistema vigente.

La Deco contesta pesantemente le affermazioni e «le insinuazioni» e diffida ulteriormente l'esponente politico a fornire dati che vengono giudicati «non corretti o palesemente falsi». Per fare chiarezza la ditta fornisce nella stessa missiva tutti i costi per il solo smaltimento dei rifiuti presso le discariche più vicine ma fuori regione.

Per conferire i rifiuti nella discarica di Morrovalle (Macerata) si devono pagare € 100 a tonnellata ma è richiesta una fideiussione di € 100.000; per conferire i rifiuti nella discarica di Asite (Fermo) si pagano 122 euro a tonnellata; € 130, invece, per quella di Forlì, mentre per la discarica di Isernia occorrono € 100 a tonnellate ma la fideiussione richiesta ammonta a € 250.000.

«La discarica di Guglionesi, sempre in Molise», scrive l'avvocato Fanì, «di cui da tempo si parla nella provincia di Teramo come la panacea di tutti i mali, è in grado di accettare solo una quantità estremamente limitata di rifiuti urbani assolutamente insufficiente a fronteggiare le 100.000 tonnellate all'anno prodotte nella provincia di Teramo. La tariffa di smaltimento per gli attuali conferitori è di € 80 a tonnellate ma per chi arriva da fuori regione probabilmente sarebbe maggiore».

Tutti costi -mette bene in evidenza l'avvocato- sono imputati al solo smaltimento in discarica; a questi vanno aggiunti i costi del trattamento e le spese di trasporto dal luogo di produzione all'impianto.

A conti fatti, sempre secondo la Deco spa, i costi totali lieviterebbero in maniera esponenziale da rendere addirittura conveniente per i comuni aderenti al Cirsu di passare immediatamente al servizio di recupero presso l’impianto di Chieti come in effetti è avvenuto.

«Per quanto riguarda i costi del “sistema Di Zio”, deve invece sapere», scrive ancora Fanì a Borgatti, «che alla Deco vengono riconosciuti € 44,13 a tonnellata per la gestione della discarica di Chieti e 43,67 euro a tonnellata per la gestione della discarica di Spoltore. All’Ecologica Sangro spa (controllata Deco) vengono riconosciuti invece € 45,27 a tonnellata per la gestione del discarica di Lanciano. Si tratta di corrispettivi tra i più bassi d'Italia, frutto di determinazioni risalenti a più di 10 anni fa, semplicemente adeguati annualmente in base agli indici Istat».

Dunque in sostanza, secondo l'avvocato, la cifra finale comprenderebbe ulteriori voci imposte che costituiscono maggiorazioni del prezzo che però non finiscono in tasca a Di Zio.

Si tratta per esempio dei vari oneri di adeguamento, dei tributi speciale, dell’ecoristoro in favore dei comuni senza discarica, ed altri contributi.

«E’ ancora convinto che sia proprio il privato responsabile dell'emergenza rifiuti e dei problemi finanziari dei comuni?», conclude Fanì, il quale, riferendosi sempre al destinatario parla anche di «dichiarazioni fuorvianti frutto evidente di un'avversione preconcetta nei confronti della ditta».

Un discorso diverso sarebbe, invece, quello che riguarda l'attività di recupero energetico dei rifiuti nell'impianto di contrada Casoni di Chieti mediante produzione di combustibile derivato dai rifiuti (Cdr).

Questo servizio, spiega ancora l'avvocato Fanì, viene offerto in regime di libero mercato trattandosi di attività sottratta per legge al regime di privativa della pubblica amministrazione.

«Al momento attuale essa costituisce la forma di gestione dei rifiuti non pericolosi maggiormente all'avanguardia alla luce delle migliori tecnologie disponibili e presenta il triplice vantaggio del recupero di energia dai rifiuti, della riduzione dei quantitativi da smaltire in discarica e della natura inerte di tali scarti».

Per questo servizio la Deco spa ottiene un corrispettivo unitario di € 135 tonnellate comprensivo di tutti gli oneri connessi.

27/10/2010 17.40

BORGATTI: «NON CI FACCIAMO INTIMIDIRE»

«Né io né il partito di cui faccio parte si faranno intimidire dalla missiva inviatami dall'avvocato della Deco», replica Marco Borgatti portavoce FdS Roseto PRC\PdCI.

Nella lettera inviata a tutti gli enti politici teramani il 20 ottobre scorso, la Federazione della Sinistra di Roseto proponeva che tutti i 47 comuni dovessero unirsi per uscire dall'emergenza rifiuti nella quale oggi sta affondando l'intera provincia.

«Di fronte a colossi economici, infatti, solo l'unione può realmente fare la forza», insiste oggi Borgatti. «Continuo a credere fermamente che questa sia l'unica soluzione possibile, e nessuno potrà mai avere il diritto di imporre il silenzio ad una forza politica, il cui unico obiettivo è quello di offrire soluzioni che migliorino ogni giorno di più la gestione della cosa pubblica.

Noi non abbiamo snocciolato cifre, ma offerto un nuovo modo di gestire il sistema rifiuti basato in primis sulla raccolta differenziata e in secondo sull'autonomia dell'intera provincia di Teramo facendola diventare,in forma pubblica, un competitore di peso sul mercato».

«Sappiamo», continua il portavoce, «che al momento le tariffe della Deco sono, molto probabilmente, le più convenienti sul mercato abruzzese e che, come privato, opera in maniera del tutto legittima. Non abbiamo accusato l'impresa dell'emergenza in corso che è, come da noi più volte affermato, frutto di scelte politiche sbagliate nel corso degli anni. Abbiamo chiesto al pubblico di tornare a fare la sua parte in maniera decisa. Il nostro progetto guarda oltre e punta al futuro. E' un progetto che ha come faro l'aumento decisivo della raccolta differenziata e la rivendita dei materiali riciclati».

«La FdS», continua, «ha il diritto ma sopratutto il dovere di difendere l'interesse pubblico, i lavoratori e l'ambiente. La Libertà di manifestazione del pensiero è un principio base di tutte le costituzioni occidentali ed una diffida non può fermare le idee. La replica alla diffida è solo una: resisteremo a tutte le pressioni e lotteremo per risolvere praticamente l'emergenza rifiuti.Io come tutti i miei compagni siamo uomini liberi e come tali abbiamo il diritto di parlare ed esprimere idee e progetti per il futuro e per il bene di tutti».

29/10/10 12.02  

 

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RAPAGNA': «URGENTE PORTA A PORTA DEL CIRSU»

ROSETO. Il Movimento Città per Vivere si è posto l'obiettivo di realizzare da subito la raccolta differenziata “porta a porta” dei rifiuti solidi urbani nel comune di Roseto.

Questo per ridurre il costo della Tarsu, aumentata del 60% nel 2007 e del 36%, per il  2010.

«Per questo», spiega Pio Rapagnà, «il Comitato promotore critica duramente e contesta il progetto definitivo per l'attuazione del “porta a porta” approvato dalla Giunta Comunale di Roseto, redatto dalla “Westelab Studio Associato” di Pesaro e affidato al Cirsu per un importo annuale pari a 4.073.889,56 Euro più I.V.A., in una situazione di assoluta incertezza sul futuro debitorio e gestionale dello stesso consorzio».

Il Movimento Città per Vivere ha denunciato la situazione ed i «mutamenti storici molto poco razionali e trasparenti del Cirsu» il quale, per esempio, prima il 6 agosto 2002 si trasforma in Cirsu SpA., poi il 21 dicembre 2004 si scinde in due costituendo Cirsu Patrimonio Spa, che ottiene gli impianti e le dotazioni patrimoniali di Cirsu spa con quote paritarie ed inizia l'attività il 1 gennaio 2005, e che poi nel corso del 2008, con una marcia indietro attiva la procedura di ri-fusione per incorporazione della società Cirsu Patrimonio nella Cirsu Spa, allo scopo di riunire le due società pubbliche in una, demandando la gestione completa del polo tecnologico di Grasciano a Sogesa, che è di proprietà al 51% del Cirsu e al 49% dell'A.I.A (Abruzzo Igiene Ambientale), Società Consortile privata, di proprietà al 49% della Deco a sua volta di proprietà deifratelli Di Zio.

«Noi vogliamo avviare un esempio», spiega Rapagnà, «di quale potrebbe essere un primo impegno quotidiano ed effettivo per la organizzazione del servizio di raccolta porta a porta, con una adeguata preparazione e informazione dei cittadini,  per fare in modo che “il tentativo” riesca alla perfezione come già accade in diversi Comuni virtuosi».

In tale contesto ci sono anche le proposte avanzate da più parti e anche da partiti e forze politiche della sinistra locale, circa la “opportunità” di smaltire i rifiuti solidi urbani del Cirsu nelle discariche della vicina Regione Molise, in quanto i costi sarebbero notevolmente inferiori a quelli delle discariche abruzzesi e questo “anche” in attesa di un auspicato Cirsu unico per i 47 Comuni della Provincia di Teramo.

«Il monitoraggio avviato dalle associazioni ambientaliste molisane e dalle Procure di Santa Maria Capua Vetere, Larino e Isernia», sottolinea Rapagnà, «segnala però il rischio di infiltrazioni camorristiche e la presenza di imprenditori del settore già coinvolti in varie inchieste – da “Re Mida” a “Madre Terra” – sullo smaltimento illegale dei rifiuti e che conferma quanto già segnalato nel 2008 dalla Direzione distrettuale antimafia di Campobasso».

28/10/2010 9.33