Centrali nucleari, ecco dove saranno. Abruzzo 'salvo'?

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Il "primo reattore" nucleare d'Italia sarà, con ogni probabilità, a Montalto di Castro, nel Lazio in provincia di Viterbo.

 

Poi, in pole position per gli altri tre reattori che il governo ha in mente, l'area di Caorso in Emilia-Romagna e vicinissima alla Lombardia, quella di Chioggia (Venezia) e una tra Oristano in Sardegna e Nardò in Puglia. Questa una "ipotetica mappa" formulata dai Verdi per i siti del ritorno al nucleare in Italia.

E, aggiungono i Verdi, per «il deposito nazionale di scorie radioattive» la meglio dovrebbe averla Scanzano Jonico in Basilicata.

Le altre aree adatte a ospitare una centrale nucleare sono - sulla base della mappa dei Verdi - Monfalcone (in Friuli Venezia Giulia), Fossano e Trino (Piemonte), Scarlino (Toscana), San Benedetto del Tronto (Marche), Latina (Lazio), Termoli (Molise), Mola di Bari (Puglia) oppure tra Nardò e Manduria, Palma (Sicilia).

Tra tutte le aree, la situazione «geologica migliore» sembra averla Oristano, dove sarebbero anche «assenti placche in movimento».

MAPPA CENTRALI NUCLEARIAl momento la situazione di siti 'nucleari' italiani non più operanti e in fase di dismissione, secondo la mappa relativa all'attività della Sogin (che cura il decomissioning), è la seguente: le centrali sono quattro: a Trino in provincia di Vercelli, a Caorso in provincia di Piacenza, a Latina, e 'Garigliano' a Sessa Aurunca in provincia di Caserta.

Poi, ci sono gli impianti con quello che era la loro attività principale: a Saluggia (Vercelli) c'è 'Eurex' (acronimo di Enriched uranium extraction) dove Enea svolgeva ricerca sul riprocessamento del combustibile; a Bosco Marengo (Alessandria) c'è l'impianto 'Fn' (Fabbricazioni nucleari spa) che nel suo esercizio produceva elementi di combustibile; a Casaccia (a Roma) c'è l'impianto Opec 1 che svolgeva attività di ricerca e analisi di post-irraggiamento sugli elementi di combustibile nucleare (Opec 2 non è mai entrato in esercizio) e anche l'impianto Ipu per la ricerca sulle tecnologie di produzione degli elementi di combustibile nucleare; poi c'è l'impianto Itrec (Impianto di trattamento e rifabbricazione elementi di combustibile) all'interno del centro di ricerca Enea a Trisaia di Rotondella (Matera), ora trasformato in un laboratorio per il monitoraggio ambientale.

Abruzzo 'salvo' quindi? Nei mesi scorsi il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, aveva annunciato che in Abruzzo la scelta era ricaduta su Casalbordino o a Teramo, mentre in Molise a Termoli. Ma se l'ipotesi Termoli, dalle previsioni dei Verdi non è tramontata non c'è traccia invece di Casalbordino. 

 19/10/2010 9.43