Ambiente e sostenibilità: Abruzzo giù. L'Aquila zero piste ciclabili, Pescara record per consumo acqua

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. L'Abruzzo, in materia di ambiente e sostenibilità, rispetto allo scorso anno è peggiorato. Chieti la più vivibile. Teramo la peggiore.

ABRUZZO. L'Abruzzo, in materia di ambiente e sostenibilità, rispetto allo scorso anno è peggiorato. Chieti la più vivibile. Teramo la peggiore.

 

E' quanto emerge dai dati della XVII edizione di Ecosistema Urbano, l'annuale ricerca di Legambiente e Ambiente Italia sullo stato di salute dei comuni capoluogo italiani.

Le quattro città della regione, infatti, hanno fatto registrare un calo di posizioni. Il capoluogo più vivibile, secondo la ricerca, continua ad essere Chieti, mentre in ultima posizione, anche quest'anno, si conferma Teramo. In particolare, Chieti continua ad essere la prima città abruzzese a comparire nella classifica, nonostante un drastico calo di 15 posizioni che l'ha portata al 58/o posto. Conferma la sua seconda posizione Pescara che, classificandosi al 66/o posto, è rimasta pressoché stabile, perdendo solo una posizione. Altro drastico calo è quello fatto registrare da L'Aquila, che ha perso 13 posizioni, classificandosi al terzo posto nella classifica regionale e al 76/o in quella nazionale.

Anche quest'anno a chiudere la classifica locale c'é Teramo che, posizionandosi all'80/o posto, è scesa di 8 punti rispetto allo scorso anno. Le città abruzzesi, nell'elenco degli indicatori di Ecosistema Urbano e delle performance urbane migliori e peggiori in questi parametri, emergono soltanto per dati negativi: L'Aquila è una delle tre città italiane senza piste ciclabili insieme a Potenza e Nuoro.

Pescara, invece, fa registrare il primato negativo per consumo di acqua potabile con oltre 247 litri al giorno per ogni abitante. Seguono Lodi (241 litri) e Milano (235).

 

LE MIGLIORI

 

Osservando la classifica delle migliori, sul podio, troviamo Belluno, Verbania e Parma. Poi

Trento, Bolzano e Siena, La Spezia, Pordenone, Bologna e, a chiudere la top ten, Livorno. Balza

agli occhi l’assoluto predominio del fondo della graduatoria da parte del Mezzogiorno e in

particolar modo delle città siciliane. Tra gli ultimi venti comuni solo la ligure Imperia (93a) rimane a rappresentare il settentrione. Le altre regioni rappresentate nella coda della graduatoria sono Calabria, con 4 città, Campania, Sardegna e Puglia. Le laziali Viterbo (84a), Frosinone (94a) e Latina (100a) e la toscana Pistoia (85a) compongono la rappresentanza in coda del centro del Paese. Palermo è 101a, poi c’è la calabrese Crotone (102a) e ultima è Catania (103a).

«La vera emergenza nelle nostre città – ha dichiarato il presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza – è rappresentata spesso dalla scarsa lungimiranza, dalla mancanza di coraggio e di modernità da parte di chi le governa. Perché se è vero che lo Stato investe pochissimo nelle infrastrutture per il trasporto pubblico urbano, questo non può diventare l’alibi per l’immobilismo delle grandi città che oggi invece potrebbero rappresentare il fulcro del cambiamento, approntando da subito interventi sostanziosi quasi a costo zero. Dobbiamo guardare all’Europa».

18/10/2010 17.06