Notaresco, sui rifiuti ora nessuno parla. Che fine ha fatto Grasciano 2?

Alessandro Biancardi

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NOTARESCO. Clima surreale, silenziatore, cambio di passo, magari timore o cautele. Ma che succede nel mondo dei rifiuti nel teramano? *RIFIUTI. AMBIENTE SPA: DA GENNAIO STOP A CONFERIMENTO RSU DA TERAMO

 

Lo si è detto più volte, da almeno un anno, da quando si è appreso della mega inchiesta della procura di Pescara il settore dei rifiuti in Abruzzo è diventato più guardingo e meno sicuro di sé. Quella sicurezza che ha permesso in un decennio di consolidare un monopolio incredibilmente esteso e forte della famiglia Di Zio che –già si sapeva- aveva l’abitudine di finanziare gran parte dei partiti politici. Dalle inchieste si è appreso anche che vi erano ulteriori versamenti in nero che pare siano sospette tangenti mentre la procura contesta in parte anche quei versamenti “regolari” perchè sarebbero frutto di uno scambio corruttivo.

 Ora però dopo l’arresto dell’assessore alla sanità con l’hobby dei rifiuti pare essere calato un clima surreale e non si parla più di programmazione del settore pur sconvolto da molti problemi irrisolti.

Come quello del conferimento dei rifiuti e delle tasse in continuo aumento che gravano sui cittadini per la raccolta differenziata mai partita in molte zone. E’ un dettaglio che lo stesso monopolista fosse gestore e proprietario di alcune discariche dove, come è noto, si gettano i rifiuti indifferenziati.

Particolarmente allarmato per questo clima è il Comitato di Tutela della Val Tordino che è tornato a chiedere un tavolo di incontro con le istituzioni per fare chiarezza sugli ultimi risvolti che stanno «seminando scompiglio nella gestione dei rifiuti teramana».

In particolare il comitato si chiede cosa ne è stato della programmazione provinciale dei rifiuti che prevedeva la realizzazione di un bioessiccatore già auspicato, anni fa, dalla precedente amministrazione provinciale di centrosinistra.

«Che fine ha fatto poi il progetto di realizzazione della nuova discarica di Grasciano (Grasciano2)?», si domanda il comitato, «non che la si voglia, tutt’altro, ma non si capisce come dai proclami, gli annunci in pompa magna, i dibattiti e gli urgenti consigli comunali convocati per avallare, senza tanti scrupoli, progetti e metri cubi in continuo mutamento si sia passato al silenzio di tomba».

Misteri ed effetti collaterali di una inchiesta piombata “a sorpresa” da lontano.

Ma il settore è in continuo fermento e le cose accadono anche se a dominare c’è vera e propria omertà (come nel caso del nuovo socio della Team) o scarsa trasparenza amministrativa che come si è visto favorisce manovre poco chiare.

Negli ultimi giorni il presidente del Cirsu ha iniziato a preparare il campo ad un possibile fallimento «nel caso in cui i soci non volessero approvare la ricapitalizzazione».

Una dichiarazione a sorpresa che nemmeno si poteva ipotizzare fino a pochi giorni fa, sostengono in molti. Ma cosa è successo?

«Colpi di scena e bolle di sapone ci hanno abituato a non avere più certezze né su quello che si dovrebbe fare (come la raccolta differenziata) né su ciò che non si sarebbe dovuto fare (come un tanto temuto inceneritore)», commenta il presidente del comitato Giuliano Di Berardino, « per questo crediamo che sia necessario un tavolo di incontro tra le organizzazioni ambientaliste del territorio, i cittadini e le istituzioni nel quale si possano avere indicazioni sul futuro della gestione dei rifiuti, sciogliere indugi e malintesi forse casuali o costruiti ad arte».

A giugno, il comitato ha inviato un esposto alla Procura di Teramo per segnalare le gravi difficoltà dei cittadini causati dai cattivi odori che, come hanno accertato i vari sopralluoghi dell’Arta, provengono dagli impianti Cirsu.

La speranza del comitato è che l’attento lavoro degli inquirenti possa portare a risposte che finora mancano e ad un miglioramento della qualità della vita. Cose che fino ad ora non si sono viste.

 15/10/2010 10.16

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RIFIUTI. AMBIENTE SPA: DA GENNAIO STOP A CONFERIMENTO RSU DA TERAMO

PESCARA. Stop, a partire dal primo gennaio 2011, al conferimento dei rifiuti del Teramano nella discarica di Colle Cese.

Lo ha deciso oggi all'unanimità, nella seduta svoltasi nella Sala dei Marmi della Provincia di Pescara, l’assemblea dei sindaci di Ambiente SpA, la società pubblica che riunisce 31 Comuni della provincia di Pescara e la Comunità montana Vestina.

«Per senso di responsabilità verso il Teramano, la provincia di Pescara si è fatta carico da dicembre 2007 ad oggi di smaltire otre 100 mila tonnellate di rifiuti solidi urbani», ha sottolineato il presidente della società Massimo Sfamurri, «in attesa che gli enti teramani predisponessero entro il 31 dicembre di quest’anno la riapertura della discarica di Grasciano. Non sta a noi entrare nel merito della mancata riapertura di quell’impianto, ma Colle Cese ha una capacità residua che ci consentirà di arrivare a settembre 2011 fatte salve eventuali innovazioni tecnologiche nel trattamento, che consentirebbero un prolungamento dei conferimenti di altri 2-3 anni. Per questo invitiamo la Regione e la Provincia di Teramo a prendere atto, nostro malgrado, di tale irrevocabile decisione ed a impegnarsi, in tempo utile, al fine di trovare soluzioni alternative».

Sfamurri, a nome dell’assemblea dei sindaci, ha poi chiesto alla Provincia di Pescara «di sbloccare il Piano Provinciale dei Rifiuti al fine di consentire la costruzione di un nuovo impianto di discarica pubblica e il completamento gli impianti esistenti come la Piattaforma di Loreto Aprutino. Bisogna implementare» ha aggiunto Sfamurri «la costruzione della rete delle piattaforme e dei centri di raccolta. Fin da ora Ambiente SpA si dichiara disposta a favorire qualsiasi sinergia, considerata anche l’abolizione degli Ato, che siano volte a sviluppare ed a rafforzare il ruolo delle aziende pubbliche».

15/10/2010 10.18