Roberto Straccia: «caduto in mare in stato di incoscienza»

Alessandro Biancardi

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Roberto Straccia: «caduto in mare in stato di incoscienza»
PESCARA. C’è molta attesa per i risultati ufficiali dell’autopsia effettuata nei giorni scorsi sul corpo di Roberto. Solo le analisi medico-scientifiche potranno rivelare cosa è accaduto.

Ieri verso le 12.30 sono arrivati a Pescara i genitori di Roberto che hanno effettuato un sopralluogo lungo il molo nord e il ponte del mare insieme all’ex comandate dei Ris di Parma, Luciano Garofano. L’ex generale in congedo fa parte, infatti, del pool di esperti che affianca la famiglia Straccia.
Nel team anche lo psichiatra Alessandro Meluzzi che ieri sera nel corso della trasmissione Quarto Grado ha provato ad ipotizzare cosa possa essere accaduto il 14 dicembre, quando Roberto è sparito.
«La presenza di poca acqua nei polmoni», ha detto Meluzzi, «sta a significare che Roberto è caduto o è stato gettato in mare in stato di incoscienza. Se fosse stato lucido, l’adrenalina o l’agitazione avrebbero aumentato la frequenza respiratoria e la quantità d’acqua nei polmoni sarebbe stata notevolmente superiore. Quindi è ipotizzabile uno stato di narcosi, le cui cause sono tutte da chiarire».
Lo psichiatra ha anche sottolineato il fatto che Roberto non assumeva farmaci ma in quei giorni stava prendendo alcuni antidolorifici per una infiammazione al ginocchio ma «non si tratta di farmaci che possono ridurre un giovane all’incoscienza». C’è dunque il dubbio che possa essere stato «narcotizzato da qualcuno e poi gettato in mare lontano dalla riva».
Il giallo di Roberto è racchiuso tutto in poche centinaia di metri: stando alle immagini delle telecamere di videosorveglianza il giovane studente di Moresco è salito sicuramente sul ponte (viene ripreso mentre sta per iniziare la rampa) ma una volta sceso non avrebbe proseguito sul marciapiede dove ci sono ristoranti e stabilimenti. Le telecamere del lido Apollo, infatti, non lo avrebbero mai ripreso, mentre si vedono nitidamente i due runner che lo precedono e che nei giorni scorsi sono stati convocati in caserma per sapere se avessero notato qualcosa di anomalo. Due restano le possibilità: o un ‘tuffo’ dal Ponte (impossibile però che nessuno abbia visto niente in pieno giorno) o una deviazione lungo il molo nord. E’ in quest’ultimo punto che gli inquirenti sostengono che il corpo del giovane sia annegato. Solo una caduta nei pressi del faro, infatti, avrebbe permesso alle correnti (molto forti in quel tratto) di trascinare il corpo fuori dalla diga forane e prendere il largo.

14/01/2012 09:55