Corona carabiniere per fiction? Lui smentisce ma sindacato abruzzese di polizia insorge

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Per il Coisp polizia e il Cipas Abruzzo si tratta di «vilipendio alla divisa» e annunciano: «boicotteremo la rete televisiva».

ABRUZZO. Per il Coisp polizia e il Cipas Abruzzo si tratta di «vilipendio alla divisa» e annunciano: «boicotteremo la rete televisiva».

Fabrizio Corona vestirà i panni di un carabiniere per sconfiggere una banda di pedofili ma la notizia non è piaciuta a tutti.

Il re degli scatti rubati pluri-inquisito e già condannato (in attesa di Cassazione) per estorsione potrebbe passare dall’altro lato, quello della legalità e giustizia, per fiction. Anche se non è chiaro su quale canale televisivo verrà trasmessa la puntata si scopre però il titolo, ‘Una vita spezzata’, ispirata al rapimento e omicidio della piccola Graziella Mansi, avvenuto ad Andria nel 2000.

«Ci auguriamo che si tratti soltanto di una boutade pre-befana, di un pesce d’aprile fuori stagione», commentano Alessandro Rosito segretario regionale Coisp Polizia e Donato Fioriti, presidente Cipas Abruzzo. «Comunque, anticipiamo sin da ora il boicottaggio, a livello Abruzzo e partecipando ad iniziative nazionali, rispetto a quella rete che dovesse mandare in onda una fiction televisiva con protagonista il signor Fabrizio Corona, inopportunamente nei panni di un Carabiniere».

«Ci rendiamo conto, purtroppo, –aggiunge Fioriti- che intervenire su questa storia favorisce gli organizzatori di questa iniziativa “sui generis”, ma non si può tacere e men che meno lasciar passare senza reagire un’azione così meschina».

«E’ impossibile contenere l’indignazione di tutti gli uomini e le donne delle Forze dell’Ordine- prosegue Rosito- , che sono offesi e nauseati dal continuo svilimento mediatico di un lavoro difficile, faticoso, pericoloso, mai adeguatamente ripagato. Anzi, più che un lavoro: una missione, che richiede coraggio, attaccamento al dovere, spirito di sacrificio, dedizione, senso dello Stato e delle Istituzioni. Quanto sono lontani i tempi in cui Massimo Ranieri interpretava Salvo D’Acquisto, emozionando l’Italia intera e richiamando ognuno alla difesa dei valori fondanti del nostro Paese: la solidarietà, la giustizia, la democrazia. Oggi si pensa di sostituire l’eroismo di Salvo D’Acquisto con il fascino scapestrato di un Fabrizio Corona qualunque: un personaggio senza altro merito se non quello di sapersi muovere in maniera spregiudicata nei sottoscala del successo, e di essersi costruito un curriculum criminale di tutto rispetto, se si considerano le sue condanne per reati che vanno dall’estorsione alle frodi fiscali, dalla corruzione al possesso di armi rubate e banconote false».

«Mettere una divisa addosso a questo personaggio- conclude Fioriti- fosse anche per una festa di carnevale, sarebbe un atto di gravissimo e intollerabile vilipendio. Chi ha pensato questa cosa assurda dovrà inevitabilmente e presto chiedere scusa alle Forze dell’Ordine».

MA CORONA SMENTISCE

 «È assolutamente una bufala, non c'è proprio nessuna fiction e io non ho dato alcuna adesione», fa sapere Fabrizio Corona quando la protesta ha invaso ormai tutta la rete.  

03/01/2012 16:12