Ragazzi scomparsi, nessuna novità su Straccia. Le due minorenni si fanno vive

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Continuano le ricerche dei tre giovani scomparsi nei giorni scorsi in Abruzzo. Le due ragazzine allontanatesi da Pescara e Vasto hanno dato notizie ai parenti mentre per Roberto Straccia ancora nessuna novità.

Tre storie diverse: due allontanamenti volontari, così sembra in apparenza, e una scomparsa che da giorni, invece, non trova una spiegazione plausibile. E’ il ventesimo giorno che Roberto, lo studente marchigiano che vive a Pescara e studia alla D’Annunzio, manca da casa. Era uscito di casa in tenuta sportiva per fare una corsa ed è come sparito nel nulla. Dopo decine di segnalazioni, più o meno attendibili  , le ricerche dei carabinieri continuano ma non ci sono novità. La scomparsa del giovane resta un mistero.

Nessun elemento utile è emerso dai riscontri dei tabulati telefonici così come dal suo profilo Facebook. Il giovane prima di sparire si sarebbe comportato come al solito: avrebbe telefonato agli amici di sempre e non ci sarebbero stati contatti con personaggi sconosciuti o poco raccomandabili, come avevano sempre ipotizzato amici e parenti. La sorella di Roberto nei giorni scorsi ha lanciato un ennesimo appello affinchè si continui a cercare. La famiglia Straccia ha fatto sapere che resterà in città fino a quando non salterà fuori la verità su quanto successo il pomeriggio del 14 dicembre scorso. Più i giorni passano e più le speranze di ritrovare il giovane in vita diminuiscono. 

Nei giorni scorsi è nato su Facebook anche un gruppo dal nome ‘Roberto Straccia ucciso dagli amici o dalla madre?’. La pagina ha creato una ondata di indignazione e anche per questo è stato segnalato e chiuso. La polizia postale fa sapere che l’ individuo che si cela dietro tale fenomeno è comunemente definito con ‘’troll”, ovvero un disturbatore delle comunità virtuali che interviene appositamente sul web pubblicando commenti, foto o qualsiasi altro tipo di messaggio o contenuto irriverente prendendo come spunto gli eventi considerati di maggiore richiamo allo scopo di creare scompiglio e confusione. Su Facebook, in particolare, è anche diventato un modo di fare incetta di dati personali, creando ad arte gruppi, come è successo in passato, che scatenavano istintivamente reazioni rabbiose (es. il gruppo “Facciamo il tiro al bersaglio coi bambini down”, ”il terremoto in Abruzzo è stata una figata- il ritorno”) inducendo gli utenti a pubblicare commenti molto offensivi e ad iscriversi al gruppo, condividendo così tutte le proprie informazioni e contenuti personali.

Considerata l’estrema incertezza e volatilità di tutte queste creazioni virtuali, la Polpost invita alla cautela ricordando che aderire ad un gruppo spesso vuol dire condividere tutti i propri contatti, tutti i propri contenuti e tutte le proprie informazioni personali.

Ci sono novità, invece, sulle due scomparse delle due minorenni sparite nei giorni scorsi da Pescara e da Vasto. Nel primo caso si tratta di una ragazza di 17 anni, fuggita con la figlia di 2 mesi e il fidanzatino il 26 dicembre scorso. A lanciare l’allarme sono stati i genitori, preoccupati per quella relazione con il figlio di un pregiudicato rom, attualmente in carcere. La giovane mamma, che vive in un centro di accoglienza per minori di Chieti, nei giorni scorsi ha scritto una lettera al quotidiano Il Centro annunciando di essere scappata di sua spontanea volontà insieme al padre di sua figlia e ha chiesto ai genitori di accettare questa decisione. I parenti avrebbero riconosciuto la grafia della figlia ma non i toni utilizzati. La squadra mobile che indaga sulla vicenda continua le ricerche, estese fin da subito in Molise, dove vivono i parenti del ragazzo. Si ipotizza, infatti, che a coprire la fuga dei due ci siano alcuni adulti.

Starebbe bene anche la sedicenne di Vasto sparita il 28 dicembre scorso. La ragazza, di origine macedone regolarmente residente nel centro storico della città insieme ai genitori, il 1° gennaio ha chiamato a casa per fare gli auguri di buon anno ai genitori. I due hanno invano tentato di chiedere alla figlia dove si trovasse e di far ritorno a casa. Lei avrebbe spiegato di non avere intensione di ritornare. Anche in questo caso, trattandosi di un minore, le indagini andranno avanti.

03/01/2012 09:43