Scomparsa Roberto Straccia, le ricerche notturne degli amici. Ultimo dell’anno tutti a Moresco

Alessandro Biancardi

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Scomparsa Roberto Straccia, le ricerche notturne degli amici. Ultimo dell’anno tutti a Moresco
PESCARA. La sera dell’ultimo giorno dell’anno si ritroveranno tutti a casa Straccia, da papà Mario e mamma Rita.

Gli amici di Roberto, scomparso da 16 giorni, si stringono intorno alla famiglia. «Non si farà festa, è chiaro», dicono i ragazzi, «ma vogliamo stare insieme a loro». A casa Straccia, Roberto stava organizzando il veglione dell’ultimo dell’anno, fino a qualche ora prima della misteriosa scomparsa. Aveva deciso di invitare tutti gli amici lì per trascorrere una serata di festa in allegria e tranquillità. Niente eccessi, «non è il tipo», ma una serata divertente per salutare l’arrivo del 2012, l’anno della sua laurea.

Prima di indossare i pantaloncini rossi e il k-way per poi sparire nel nulla si stava rassicurando su chi avrebbe partecipato e chi no. Chi è impegnato in progetti a breve scadenza, così come lui, di certo non sta pensando al suicidio, dicono gli amici. A meno che non ci si trovi di fronte ad un attore, ma non è il caso dello studente marchigiano, descritto da tutti come un ragazzo «riservato ma trasparente».

Ma dove è finito Roberto? Questa domanda rimbomba nelle teste dei conoscenti e di tutta la città. «Anche nell’ipotesi peggiore, quella a cui non voglio credere e a cui fino a qualche giorno fa nemmeno pensavo, ovvero che sia morto», dice l’amico Secondo Vitali, «mi domando perché non salta fuori il corpo. Non stiamo parlando di una caramella che si può nascondere. Dove è finito il nostro amico?»

Oltre alle ipotesi e agli interrogativi gli amici marchigiani (insieme a quelli che vivono a Pescara per studiare) in questi giorni si stanno mobilitando con una determinazione invidiabile. Se papà Mario ha ammesso che sta cominciando a perdere le speranze a causa del troppo tempo trascorso, loro non demordono.

E’ un via vai continuo tra Pescara, Moresco e Petritoli: viaggi della speranza, sistemazioni di fortuna e lunghe notti trascorse in macchina per le vie di Pescara, Montesilvano, Francavilla. Una associazione si è fatta avanti e ha offerto loro una sistemazione per la notte per non continuare a fare su e giù tra Marche e Abruzzo e aggiungere stanchezza a stanchezza. Hanno accettato e dunque si continuerà a cercare senza sosta: si muovono in gruppi di 6-7 persone. Non si fermano nemmeno quando cala il sole e vanno avanti così, fino all’alba, quando un altro gruppo entrerà in azione. «Di notte ci muoviamo con la macchina», racconta Secondo che ormai conosce tutte le strade di Pescara e non solo. «Pensiamo che se veramente stia vagando, forse la notte è più semplice trovarlo». Il freddo e il buio non fanno paura: ci sono anche le soste per ispezionare ogni possibile rifugio: «scendiamo dall’auto», continua Secondo, «e cerchiamo, cerchiamo ovunque». E hanno cercato veramente ovunque.

Sempre gli amici confermano la doccia fredda ricevuta ieri alla notizia che il cane molecolare non ha fiutato tracce né nella zona del cimitero, né vicino al Tribunale dove il giovane era stato avvistato. «Ci aggrappiamo a tutto», ammette Secondo, e quell’esito negativo è stato un amaro boccone da buttar giù. Poi il tentativo di pensare positivo: «ma magari anche i cani molecolari sbagliano…»

La procura intanto continua silenziosamente il proprio lavoro. Di ieri la notizia che sul cellulare di Roberto non ci siano messaggi in uscita mentre gli inquirenti avrebbero regolarmente trovato quelli in entrata. Per qualcuno questa circostanza potrebbe sembrare strana, forse Roberto voleva nascondere qualcosa? E’ sempre l’amico Secondo che minimizza: «non la reputo una cosa così strana. Conosco tanti ragazzi che lo fanno per non riempire la memoria del cellulare». Nei giorni scorsi, inoltre, alcune indiscrezioni giornalistiche avevano acceso un faro inquietante anche sui coinquilini, tanto che i diretti interessati si erano detti profondamente infastiditi e amareggiati per una ipotesi nemmeno ipotizzabile. La famiglia Straccia o gli amici marchigiani, però, non hanno alcun dubbio su quei giovani che negli ultimi 4 anni hanno condiviso l’appartamento, la vita, gli studi, le serate con Roberto. Quando hanno letto di quelle ipotesi sui giornali sono rimasti esterrefatti ma il pensiero è stato subito allontanato, «non è proprio possibile».

a.l. 30/12/2011 13:46