Musicista morto dopo operazione, eseguita l’autopsia: si cercano le cause del decesso

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Forse la morte del musicista pugliese, Giandomenico Caramia, operato a Chieti per la sua obesità e poi deceduto in Puglia, non è un caso di malasanità.

Ieri infatti è stata eseguita l’autopsia alla presenza anche dei periti di parte dei 10 sanitari (tra l’ospedale di Chieti e quelli pugliesi) che hanno ricevuto un avviso di garanzia: sembrerebbe che la causa della morte non sia correlata all’intervento chirurgico avvenuto a novembre a Chieti presso la Clinica chirurgica del SS. Annunziata.

Bisognerà comunque attendere i 60 giorni previsti per la relazione finale del riscontro autoptico per conoscere nei dettagli della morte del musicista, molto noto in Puglia e non solo per le sue doti musicali all’interno della musica popolare pugliese. Secondo il primario del reparto dove è avvenuto l’intervento chirurgico, «molte possono essere le cause della morte – spiega il prof. Felice Mucilli – da un’embolìa ad un problema cardiovascolare. E’ sbagliato perciò parlare subito di malasanità e gettare discredito su un reparto e su professionisti che ogni giorno lavorano per risolvere i problemi di salute dei pazienti e non per crearli. Spiace naturalmente per la morte di un paziente, ma ricordo bene che dopo un controllo effettuato a un mese circa dall’intervento, l’uomo stava bene ed aveva già perso una ventina di kg».

 Adesso la palla passa ai periti e ci sarà battaglia legale alla ricerca delle responsabilità del decesso. Quello che si fa notare a Chieti è che la morte è avvenuta dopo 35 giorni dall’operazione allo stomaco, cioè dopo il periodo “perioperatorio” che è di 30 giorni. Al di là di questo, viene fatto notare che comunque gli interventi di questo tipo sulla grande obesità non sono privi di rischi e che proprio per questo vengono seguiti protocolli internazionali che tendono ridurre questi rischi, di cui comunque il paziente viene informato. «Nello specifico - spiega il primario Mucilli – il paziente è stato dimesso in ottava giornata, al controllo andava tutto bene, anche noi aspettiamo di sapere cosa è successo. Mi preme far notare che la Clinica chirurgica di Chieti è all’avanguardia in questo settore, come sanno i pazienti che si rivolgono a noi e che rischiano solo di essere spaventati dal clamore della cosiddetta “malasanità” che in questo caso sembra proprio non esistere».

s. c.  29/12/2011 09:33