Scomparsa Straccia, il compleanno senza Roberto. Il papà: «non fare tardi»

Alessandro Biancardi

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Scomparsa Straccia, il compleanno senza Roberto. Il papà: «non fare tardi»
PESCARA. «Il compleanno di Roberto lo festeggiamo sempre di sera. Ditegli che ha ancora poche ore per saltare fuori. E che non faccia tardi, io sto qui ad aspettarlo».

E’ questo l’augurio che Mario Straccia si fa nel 15° giorno di ricerche di suo figlio, che coincide anche con il compleanno dello studente marchigiano. Le ipotesi su cosa sia accaduto sono state fatte tutte, «anche troppe», sussurrano gli amici, e non si sa più a cosa pensare.

Per il compleanno di Roberto gli amici si sono dati appuntamento stamattina alle 8.30 davanti ad uno dei tanti ingressi della pineta dannunziana, sul lungomare Colombo. I primi ad arrivare sono gli amici storici di Moresco e Petritoli. Alle 8.45 arriva anche il papà, un veloce saluto a tutti per poi sparire e andare a prendere mamma Rita. Stringe al petto un lungo striscione arrotolato, invece, l’amico Secondo che scuote la testa: «anche oggi nessuna novità».

Lo striscione con la scritta ‘Buon compleanno Roberto. Ti aspettiamo’ viene poi srotolato sul verde prato davanti alla pineta per poi essere appeso al Ponte del Mare.

LE SEGNALAZIONI E I DUBBI DEL PADRE

Nelle ultime ore sono arrivate nuove segnalazioni. Una vorrebbe addirittura Roberto sbarcato in Sardegna da un traghetto. Gli amici parlottano e si domandano se sia possibile, qualcuno cerca di ricordare se mai il giovane, che ha viaggiato tanto, avesse un desiderio di andare proprio lì. Il padre non ci crede: «se voleva fare una vacanza non se la faceva in pantaloncini corti e k-way». Anche mamma Rita concorda. «E’ impossibile».

A questo punto però l’ipotesi dell’allontanamento volontario sarebbe «il dolore minore», avverte papà Mario. I giorni passano e lui spera ancora che il figlio possa essere ritrovato sano e salvo, magari proprio oggi, giorno del suo ventiquattresimo compleanno. «Non trovo una spiegazione», continua a ripetere, non nascondendo il fastidio per alcune notizie uscite nei giorni scorsi da alcune ricostruzioni giornalistiche, dall’avvelenamento di tanti anni fa alla perdita di memoria del 2009. Tutte circostanze mai avvenute, ha ribadito il papà, che uscirebbero fuori poco a poco, come uno stillicidio di sale su una ferita che sanguina.

Di sicuro papà Mario vuole portarsi a casa sua figlio. E se le ricerche dovessero interrompersi «noi continueremo ad andare avanti, tutti i giorni. Restiamo qui», assicura. La paura che l’attenzione scemi è forte, lo conferma anche mamma Rita, ma la famiglia conta sul supporto degli amici che si sono stretti intorno in questi giorni. «Se mio figlio fosse stato un cattivo ragazzo», dice papà Mario, «pensate che tutti questi ragazzi starebbero qui stamattina?» Non si fa vedere, invece, il popolo di internet che da giorni si raduna su uno dei gruppi aperti su Facebook per coordinare le ricerche di Roberto. In teoria sono tanti sconosciuti a farsi avanti per aiutare ma poi «quando bisogna farsi vedere e partecipare alle ricerche ci siamo solo noi, amici veri. Gli altri sono buoni solo a fare polemiche o fare ipotesi strampalate», conferma il coinquilino Angelo.

IL SINDACO: «LA SUA FAMIGLIA ALLARGATA LO ASPETTA»

E questa mattina è arrivato da Moresco, per la quarta volta negli ultimi quindici giorni, anche il giovane sindaco Amato Mercuri, 35 anni. «Esclusa l’ipotesi che lo abbiano rapito gli alieni si è già detto tutto», commenta sfiduciato il primo cittadino. I giorni che passano non sono un buon segno secondo Mercuri, e la paura è quella «di ritrovare Roberto senza vita e non scoprire mai cosa gli sia accaduto veramente». Tutta Moresco vive con il fiato sospeso, assicura Mercuri: «siamo 650 abitanti, praticamente una famiglia allargata. Tutti mi chiedono novità su questa sparizione misteriosa ma purtroppo le novità non ci sono. Ogni volta che giro per il paese o che entro in un negozio qualcuno mi ferma per capire se si può ancora sperare». Il piccolo Comune in questi giorni di festa ha annullato anche alcune iniziative natalizie proprio perché non c’è lo stato d’animo per festeggiare. Anche per il sindaco l’ipotesi meno possibile è quella del suicidio: «non era il tipo. Poi ha una famiglia straordinaria».

Alessandra Lotti  28/12/2011 10:38