Il capitano Orlando risponde al gip, «tutto chiarito». Oggi richiesta di scarcerazione

Alessandro Biancardi

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LARINO. E’ ottimista l’avvocato del capitano dei carabinieri di Atessa, Vincenzo Orlando, arrestato nei giorni scorsi su disposizione della procura di Larino.

Fin subito dopo l’arresto il legale del capitano Orlando, Giovanni Di Santo, ha parlato di una «posizione marginale» del militare, nell’ambito dell’inchiesta sull’ex acciaieria Stefana Di Termoli che coinvolge in totale 12 persone.

Da 8 giorni il capitano Orlando si trova ai domiciliari con l’accusa di corruzione ma nella giornata di ieri, secondo l’avvocato difensore, si sono fatto ulteriori passi in avanti per dimostrare l’estraneità ai fatti contestati al militare. Si è svolto, ieri, infatti, l’interrogatorio di garanzia davanti al gip Roberto Veneziano e al pm Luca Venturi. Soddisfatto Di Santo che ha già annunciato che questa mattina presenterà istanza di revoca della misura cautelare. Il gip avrà cinque giorni di tempo per decidere.

«Il capitano», ha confermato sempre l’avvocato, «ha risposto a tutte le domande poste dagli inquirenti e ha chiarito la propria posizione in un'atmosfera di reciproco rispetto».

L’interrogatorio si è concentrato esclusivamente sulla telefonate intercettate tra il capitano Orlando e Antonio Malerba, ex assessore di Termoli, il cui contenuto riguarda una questione «privata familiare dello stesso Malerba» e su cui Orlando, «ha dato spiegazioni punto per punto».

Gli inquirenti molisani contestano al militare di aver intrapreso «indagini illecite» nei confronti della figlia dell’ingegner Malerba, che aveva deciso di andare a convivere , a Tocco da Casauria, con un ragazzo contro la volontà della famiglia. In cambio al capitano gli sarebbe stato garantito un ‘aiuto’ per il trasferimento dall’Abruzzo a Larino, più vicino dunque a casa sua, a Termoli. «Un patto corruttivo» a tutti gli effetti, scrive la Procura, che si sarebbe dovuto concludere anche tramite l’intercessione «dell’ex procuratore della Corte dei Conti di Campobasso, Giuseppe Grasso», socio in affari di Malerba nel settore energia.

Ma l’appuntamento con Grasso (anche lui indagato nell’ambito della stessa inchiesta con l’accusa di associazione a delinquere e corruzione) sarebbe poi slittato e mai avvenuto.

Il capitano Orlando ha sottolineato di non aver mai chiesto il trasferimento ma che la proposta sarebbe stata avanzata dall’ex assessore. «L’abuso dunque non c’è», ha rimarcato l’avvocato Di Santo, che ha spiegato anche che il capitano della compagnia di Atessa «non si sarebbe comunque potuto trasferire perché si trova a Vasto in servizio da un anno e mezzo e la disciplina militare impedisce trasferimenti dopo un lasso di tempo tanto breve».

 22/12/2011 08:52