Per i cani molecolari la corsa di Roberto finisce alla Nave di Cascella

Alessandro Biancardi

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Per i cani molecolari la corsa di Roberto finisce alla Nave di Cascella
PESCARA. Sono arrivati anche i cani molecolari per cercare Roberto Straccia, lo studente marchigiano sparito da mercoledì scorso. Stamattina si è alzato in volo anche un elicottero dei carabinieri.

A quasi una settimana dalla scomparsa si continua a cercare senza sosta il giovane studente marchigiano. I militari diretti dal colonnello Giovanni Di Nisio non lasciano nulla di intentato. Dopo i sommozzatori arrivati da Napoli, che lavorano all’imboccatura del porto ma anche nel laghetto della pineta dannunziana, oggi a Pescara sono arrivati anche i cani molecolari, che con il loro olfatto sono in grado di memorizzare l’odore delle persone e di riconoscere una traccia a distanza di diversi giorni.

Secondo alcune indiscrezioni gli animali (che sono stati utilizzati recentemente anche per risolvere i casi di Yara Gambirasio e di Melania Rea) avrebbero fiutato tracce del giovane studente fino alla Nave di Cascella dove, si presumeva già, Roberto era arrivato nella sua corsetta pomeridiana, prima di fare marcia indietro per poi tornare verso casa (direzione sud).

Lì le tracce svaniscono. Lo studente non è andato più avanti (direzione Montesilvano). E’ lì che gli è successo qualcosa? E’ in Largo Mediterraneo la chiave del giallo? Qualcuno può aver prelevato con la forza il ragazzo? Era però giorno, al massimo le 15.15, possibile che nessuno abbia visto niente?

Eppure quella del rapimento sembra al momento la pista più probabile per la famiglia del giovane. La sorella di Straccia, Loredana, questa mattina è intervenuta alla trasmissione televisiva Mattino5. Lei è convinta che qualcuno impedisca al giovane di mettersi in contatto con amici e familiari. Perché loro lo conoscono: «era sempre troppo preciso e puntuale» non avrebbe mai fatto passare tanti giorni senza dare notizie di sé. I carabinieri però, pur non tralasciando alcuna ipotesi, non sono molto convinti di questa ipotesi («non ci sono i presupposti», hanno spiegato).

C’è poi da ricordare che lo studente marchigiano è uscito di casa con indosso solo l’abbigliamento sportivo. Non aveva un ricambio ma solo una leggera giacca a vento che di sicuro non è sufficiente in questi giorni in cui il freddo si sta facendo sentire anche sulla costa. «L'ultima volta che lo abbiamo sentito - ha detto il papà Mario, intervenuto anche lui in diretta alla trasmissione di Canale 5 - è stato la sera di martedì, verso le dieci. Ci sentiamo ogni sera a quell'ora». Il cellulare di Roberto, quello con cui telefonava, è rimasto a casa. In quella casa a pochi passi dal mare dove il giovane è stato ripreso per l’ultima volta da una telecamera di sicurezza. Poi più nulla.

20/12/2011 17:10