Biblioteca Magno, interrogazione di Lannutti. Dopo i silenzi dei sindaci ci prova il senatore

Alessandro Biancardi

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PESCARA. I sindaci abruzzesi tacciono e l’onorevole scende in campo. Le sorti della biblioteca Magno stanno a cuore ad Elio Lannutti, senatore, che ha presentato un’interrogazione al ministro per i beni e le attività culturali.

Il problema è dove collocare la raccolta di 5.000 volumi dal valore di 100.000 euro appartenenti all’avvocato Pasquale Galliano Magno legale della vedova di Giacomo Matteotti nel processo che si tenne a Chieti. Era stata la nuora dell’avvocato, Marina Campana, a chiedere mesi fa, l’apertura di una stanza dedicata che potesse ospitare l’intera biblioteca attualmente conservata nello studio privato del figlio Carlo Eugenio, che però sarà chiuso a breve.

I primi a rispondere all’appello  erano state le istituzioni abruzzesi da Pescara a Chieti con trionfalismi e dichiarazioni a mezzo stampa che lasciavano sperare in una soluzione. Ma ad oggi non è successo nulla a parte al tiepido interessamento della Soprintendenza e del sindaco di Pescara, Luigi Albore Mascia. Eppure le richieste non sono di certo mancate. Mercanti e bibliofili hanno mostrato il loro interesse per un bene così prezioso ma, dice Marina Campana, «non le ho prese in considerazione, perché questo significherebbe smembrare quanto mio suocero ha unito, studiato, chiosato con le sue glosse e amato per tutta una vita. Sarebbe un oltraggio alla sua persona». Una questione di cuore e rispetto dunque verso un uomo dal grande spessore umano e professionale.

Il corpus librario conta 5.000 titoli di cui molti di pregio e rari, risalenti al periodo dalla metà del seicento in poi, di argomento vario, dai testi giuridici, ai classici latini, all’arte, al teatro, alla musica con inusuali libretti d’opera, alla medicina all’arte, alla religione, alla letteratura, tutti rilegati in pelle con iniziali impresse. Per non parlare delle preziose raccolte di dischi, alcuni dei quali addirittura in cartone, con i discorsi di Mussolini e altro, oltre a importanti documenti inediti relativi al processo (le lettere scritte da Velia Matteotti e dall’avvocato Modigliani, salvate dalle perquisizioni, le veline della comparsa conclusionale dell’avvocato Modigliani e al carteggio tra i due legali).

Chissà che dalla risposta alla interrogazione non salti fuori anche la soluzione a questo problema.

20/12/2011 15:37