Dall’autopsia la verità sulla morte del musicista pugliese operato a Chieti

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Sarà l’autopsia prevista per oggi a svelare le cause della morte di un musicista di Martina Franca (Ta).

L’uomo è molto noto nel mondo della musica popolare pugliese e a novembre era stato ricoverato ed operato all’Ospedale di Chieti per problemi legati alla sua obesità.

La procura della Repubblica di Taranto ha infatti avviato tutte le procedure per far piena luce sul decesso di Giandomenico Caramia, avvenuto dopo una serie di ricoveri in vari ospedali pugliesi. L’uomo tuttavia aveva subito un intervento chirurgico anche a Chieti il 10 novembre scorso, presso la Clinica chirurgica del SS. Annunziata. L’autopsia dovrà accertare le cause della morte e se sono riscontrabili eventuali legami proprio con gli interventi subiti o con alcune complicazioni posto operatorie o per altre cause naturali.

Secondo quanto siamo riusciti a sapere potrebbe non essere il bendaggio difettoso una delle cause delle complicanze. La tecnica che si usa nella Clinica chirurgica del SS. Annunziata di Chieti è quella della “gastroplastica verticale”, un’operazione “open” cioè con l’addome aperto. Si tratta di effettuare un taglio verticale nelle pareti dello stomaco per ridurre la sua capacità di riempimento, il che riduce rapidamente l’obesità lamentata dai pazienti. L’uomo è morto dopo una crisi respiratoria acuta e nonostante l’intervento del 118 nella sua abitazione di Martina Franca, dove era tornato dopo essere stato dimesso dall’ospedale di Brindisi. Sembra infatti che dopo il suo ritorno da Chieti, Giandomenico Caramia era stato ricoverato sia nel locale ospedale di Martina Franca che in quello di Brindisi per alcune complicazioni postoperatorie. Sul caso e su delega della Procura della Repubblica di Taranto indagano i carabinieri di Martina Franca.

Sebastiano Calella  17/12/2011 11:13