Processo Sanitopoli, testimoni confermano le pressioni di Masciarelli dietro le cartolarizzazioni

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Le cartolarizzazioni dei debiti della sanità al centro, ieri, della nuova udienza del processo relativo all'inchiesta "Sanitopoli", su presunte tangenti nella sanità privata abruzzese, che nel luglio 2008 ha portato in carcere, fra gli altri, l'allora presidente della Regione, Ottaviano Del Turco.

Tra i testimoni ascoltati in aula: gli ex manager della Asl di Avezzano, Fulvio Catalano ed Armando Jenca, l'ex direttore generale della Asl di Pescara, Angelo Cordone e l'ex assessore regionale Elisabetta Mura. E' saltata, invece, per motivi di salute, la deposizione dell'ex patron di Villa Pini, Vincenzo Maria Angelini, che nel procedimento figura nella duplice veste di imputato e parte civile; ad apertura di udienza, tramite il suo avvocato, Angelini ha presentato al Tribunale un certificato medico.

Buona parte della mattinata è stata impegnata nell’escussione del manager Jenca che è stato chiamato a chiarire su fatti inerenti la seconda cartolarizzazione. Ha, dunque, raccontato di un incontro, avvenuto nel dicembre 2005, ad Avezzano con l'allora assessore alla Sanità Bernardo Mazzocca, a cui erano presenti il suo segretario Angelo Bucciarelli, il presidente della Fira, Giancarlo Masciarelli ed il commercialista Giacomo Obletter. L'ex manager ha riferito che Mazzocca gli disse che «voleva restituire tranquillità all'ambiente» e che Masciarelli gli avrebbe detto tutto quello che avrebbe dovuto fare.

«L'assessore poi andò via per un'altra riunione - ha continuato Jenca - ed io rimasi con Masciarelli». A questo punto, ha raccontato di una «litigata furibonda» con l'ex numero uno della Fira, in quanto questi insisteva perché venisse firmata la delibera regionale relativa alla certificazione dei crediti, la quale riconosceva alle case di cura 9 milioni di euro in più rispetto ai crediti certificati dalla stessa Asl di Avezzano. «Io gli dissi - ha raccontato - che mai li avrei assecondati e che lo ritenevo un ricatto».

Jenca ha sostenuto che non voleva firmarla in quanto, sostanzialmente, si riconoscevano 9 milioni e mezzo di euro in piu' alle cliniche private. Jenca ha quindi aggiunto di aver avuto anche dei colloqui telefonici con Masciarelli e che l'ex presidente della Fira «addossava sulle nostre spalle l'eventuale mancata cartolarizzazione». Durante il controesame il legale di Del Turco, l'avvocato Giandomenico Caiazza, ha fatto notare al teste che la Regione con una delibera dell'11 gennaio 2006 recepì la clausola della Asl di Avezzano, che impegnava le cliniche private alla restituzione delle eventuali somme riscosse e non dovute, mediante recupero. Il teste ha detto di non aver ricevuto la notifica della delibera e di averne appreso oggi in aula il contenuto, in quanto dal 18 gennaio 2006 non ricopriva più l'incarico di manager. L'avvocato Caiazza, però, ha sostenuto che in una intercettazione del 13 gennaio 2006 tra Jenca e Masciarelli risulta che l'ex manager conosceva nel dettaglio la delibera. Il collegio non ha ammesso la trascrizione della telefonata in quanto è stata intercettata dalla Procura di Vasto, nell'ambito di un altro procedimento penale. Caizazza ha infine annunciato che denuncerà il teste per falsa testimonianza.

Dal racconto di Jenca è emersa comunque un ruolo attivo primario dell’ex Masciarelli che, nonostante la nuova giunta di centrosinistra, continuava ad essere l’uomo centrale della sanità in Abruzzo. Chiari i riferimenti a pressioni e telefonate di Masciarelli che miravano tutte alla firma di quelle delibere che di fatto avrebbero sbloccato i debiti della sanità per avviare appunto la seconda cartolarizzazione. Secondo il manager della Asl di Avezzano, tuttavia, c’erano profili di illegittimità nella operazione e per questo decise di non firmare. Ha parlato, tra l’altro, anche di chiare minacce («uno ti può minacciare con una pistola alla tempia o può invitarti a cena») poiché Masciarelli avrebbe ricordato a Jenca quello che era successo a Catalano, cioè cacciato e licenziato.

Di seconda cartolarizzazione ha parlato anche l'ex assessore Mura, sottolineando di non aver votato in giunta la relativa delibera per motivi esclusivamente politici. Poi è stata la volta dell'ex direttore generale della Asl di Pescara Cordone, il quale è stato chiamato a riferire circa la prima cartolarizzazione. Anche lui ha parlato di «insistenze» da parte di Masciarelli affinché venisse firmata la delibera, nella quale si chiedeva sostanzialmente agli allora manager Asl di certificare, in pochi giorni, i crediti.

«Masciarelli - ha riferito Cordone - insisteva anche in maniera abbastanza forte. Diceva che si doveva salvare la situazione economica della Regione e per questo saremmo potuti essere sostituiti».

Il processo riprenderà il prossimo 27 gennaio.

15/12/2011 09:32