Danni di orsi e lupi, pagati indennizzi per 350 mila euro

Alessandro Biancardi

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PESCASSEROLI. Un migliaio di sopralluoghi effettuati in aziende zootecniche con pagamento di indennizzi per oltre 350 mila euro.

Questi sono relativi ai danni di orsi e lupi al patrimonio zootecnico del Parco e dell’Area contigua.

Sono state liquidate 661 pratiche per 526 danni accertati da lupo e 226 predazioni di orso. Piccole percentuali riguardano predatori minori. I contenziosi sono molto pochi, appena 7, dovuti più che altro a una superata applicazione di alcune norme del regolamento, il quale ora si considera in modo più congruo. Questi casi vengono discussi e risolti in sede di Commissione di Valutazione, costituita da rappresentati del Parco e degli allevatori. In 131 casi, nei quali è stato accertato che la morte dell’animale non era dovuta ad un atto di predazione, è stato negato l’indennizzo.
Il Parco riconosce un risarcimento che varia a seconda della specie, della fascia di età e del valore genealogico dell’animale domestico ucciso. Per una pecora adulta l’indennizzo è di 195 euro mentre per un vitello o un puledro il risarcimento si aggira intorno ai 350 euro. Se l’animale ha però un certificato di alta genealogia, il risarcimento oscilla tra i 900 e i 1200 euro. Si possono presentare casi particolari per i quali l’indennizzo è ancora maggiore. Oltre al valore commerciale, le somme pagate considerano anche il mancato guadagno ed eventuali gravidanze o lattazioni.
«L’Ente», assicurano dal Parco, «opera con la massima responsabilità, attenzione e celerità considerando molto le legittime esigenze degli allevatori. Importante è l’impegno per il miglioramento del sistema di prevenzione mediante la fornitura, in comodato d’uso gratuito, di efficaci recinzioni elettrificate e per il perfezionamento dei metodi di accertamento del danno da parte delle Guardie del Parco e dei veterinari incaricati».
Nella generalità dei casi i tempi di pagamento sono abbastanza brevi. «Questo», si spiega, «anche per evitare abusi e tentativi di truffa e soddisfare invece, nel migliore dei modi, le istanze degli allevatori locali impegnati a qualificare costantemente le proprie aziende e i propri prodotti».
03/12/2011 10:12