Omicidio New York, vicina la svolta. Sabato funerale a Spoltore

Alessandro Biancardi

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NEW YORK. La polizia americana avrebbe in mano un identikit preciso dell’assassino di Rita Morelli, 36 anni di Spoltore, uccisa il giorno del Ringraziamento a East Harlem dove viveva da 5 anni.

NEW YORK. La polizia americana avrebbe in mano un identikit preciso dell’assassino di Rita Morelli, 36 anni di Spoltore, uccisa il giorno del Ringraziamento a East Harlem dove viveva da 5 anni.

Domenica la salma della Morelli è stata riconsegnata alla famiglia e il corpo entro tre giorni dovrebbe far rientro in Abruzzo. I funerali dovrebbero essere celebrati a Spoltore sabato prossimo. Secondo testimonianze raccolte dagli investigatori (al lavoro ci sono 12 detective) sull'uscio di casa Rita sarebbe stata vista in compagnia di un certo Carlos, forse di origine brasiliana, «che adesso è ricercato dalla polizia». I sospetti sono concentrati tutti su di lui e i familiari sperano che questo tragico e brutale assassino si possa risolvere quanto prima. Ma tutti a Spoltore sanno che la risoluzione del caso non riporterà viva a casa Rita.

Il corpo della donna è stato trovato senza vita mercoledì notte, intorno alle 22. L’assassino ha cercato prima di strangolarla poi l’ha pugnalata due volte al petto e al collo, presumibilmente con un coltello da cucina. Prima di scappare ha lasciato la porta socchiusa. Non c’erano segni di effrazione e ciò suggerisce che Rita conoscesse il suo assassino o è stata ingannata per farsi aprire la porta.

 


Secondo quanto racconta America Oggi uno dei vicini di casa ascoltati dalla polizia, Stefano, che vive al secondo piano nello stesso stabile dove viveva Rita con il fidanzato, ha raccontato di aver visto la giovane donna lo stesso giorno della morte, verso le 8,45. La ragazza era con un uomo che non vive nel palazzo ma dai toni che avevano sostiene che si conoscessero. E’ lui che l’ha ammazzata? Di sicuro è lui l’uomo che gli uomini del Nypd stanno cercando adesso. Il medico legale ha effettuato l'autopsia e ha accertato che la giovane pescarese è stata raggiunta da tre colpi inferti con arma da taglio: due al torace ed uno che le ha tranciato la gola. «Sono stata a casa tutto il giorno e non ho sentito niente», ha raccontato Sonia, un’altra vicina di casa, all’ottavo mese di gravidanza. «Questo è sorprendente perché le pareti sono molto sottili».

 

Rita non ha gridato? Se è vero, come dicono gli inquirenti, che prima il suo omicida ha provato a strangolarla forse per la giovane donna non c’è stato nemmeno il tempo di chiedere aiuto.

Giorgio Morelli, corrispondente de Il Giornale a New York e cugino della vittima ha raccontato che la ragazza era molto felice di questa nuova vita nella grande mela. Era fidanzata con Alfred, un ragazzo messicano con il quale studiava lingue all’Hunter Collage e il diploma era molto vicino: sarebbe arrivato l’anno prossimo. Proprio per dedicarsi allo studio, ma anche al lavoro di cameriere e quello di insegnante di italiano di alcuni bambini, la donna aveva già avvertito i suoi genitori che alle prossime feste di Natale non avrebbe fatto ritorno a casa. L’ultima volta che era andata dai genitori è stato febbraio scorso. Un’altra vicina di casa, sempre ad America Oggi, ha raccontato che Rita era una donna felice, «aveva sempre parole dolci per tutti e ai bambini diceva magari di coprirsi perché fa freddo, una giovane dal sorriso stampato sulle labbra, gioviale con tutti. Certo mi terrorizza il fatto che c'è ancora un omicida in giro».

«Era una ragazza che lavorava sodo e guadagnava bene per il suo modo cortese di presentarsi, aveva sempre un sorriso per tutti» ha raccontato invece Giovanni, manager di Buon Gusto nella Upper East Side.

L’omicidio di Rita non è stato l’unico fatto di sangue a New York, definita ormai da decenni una delle metropoli più sicure del mondo. »Nel giro di appena 24 ore», calcola America Oggi, «si sono registrate 8 sparatorie, 9 accoltellamenti con due morti diventati omicidi».

LA DONNA HA CERCATO DI DIFENDERSI

 L'autopsia eseguita sul corpo della ragazza avrebbe evidenziato che Rita ha tentato di difendersi. Secondo gli inquirenti avrebbe cercato di impedire al suo assassino di sottrarle il computer dove era memorizzata la sua tesi.

«Mi piacerebbe annunciare presto l'arresto dell'assassino di mia cugina», commenta Giorgio Morelli, cugino della vittima, sottolineando che non sarebbe il ragazzo ispanico che una vicina di casa ha visto parlare con Rita Morelli la persona identificata dalla polizia di New York. Se la persona identificata è il colpevole ha le «ore contate, se invece non è stato lui, bisognerà ripartire da zero. Comunque avere identificato questa persona dopo tre giorni è un grande passo avanti» aggiunge. Rita è stata trovata morta dal fidanzato. I due lavoravano insieme al Caffé Buon Gusto, dove Rita andava tre o quattro volte alla settimana a lavorare per pagarsi le spese. Il fidanzato di Rita sarebbe stato ascoltato dai detective e rilasciato. «Era una coppia felice: passeggiavano mano nella mano. Non li abbiamo mai visti litigare» afferma la proprietaria del salone di bellezza accanto alla casa di Rita Morelli. La ragazza frequentava regolarmente il salone. «Era una persona dolce e amichevole, ci raccontava che stava studiando e presto si sarebbe laureata».

28/11/2011 07:52