Sevel, sciopero di otto ore sabato prossimo

Alessandro Biancardi

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ATESSA. La Fiom Cgil registra da parte della Sevel una «netta chiusura» sulle richieste avanzate in questi giorni.

Anche per questo è stato indetto uno sciopero di 8 ore sabato prossimo. Sulla conferma del piano industriale sottoscritto con l'accordo del 2005, intanto, una richiesta di incontro urgente è stata avanzata alla Sevel, Assindustria di Chieti ed altri sindacati, sia confederali che di categoria, dalla Cgil e Fiom Provinciale e Regionale e dalla rsu di fabbrica.

«Tale incontro, dicono la Fiom e la Cgil, si rende necessario ed urgente in quanto, considerato il ricorso della Sevel a dei sabati di lavoro straordinario, si ritiene capire se c'é conferma dei fabbisogni produttivi e occupazionali in relazione agli impegni assunti nell'accordo del 2005; quindi dell'erogazione del saldo del premio di risultato e dei carichi di lavoro e saturazioni individuali. Inoltre la verifica dell'attuazione del piano sulla sicurezza nei luoghi di lavoro secondo le normative vigenti».

Su questi aspetti la Fiom-Cgil ha già indetto tre scioperi consecutivi sui sabati lavorativi.

Tra gli argomenti di discussione: prospettive produttive del sito Sevel; la conferma del piano industriale insito nell’accordo del 2005; fabbisogno produttivo e occupazionale in relazione agli impegni assunti nell’accordo del 2005; erogazione del saldo del premio di risultato; carichi di lavoro e saturazioni individuali; verifica dell’attuazione del piano sulla sicurezza nei luoghi di lavoro secondo le normative vigenti.

Proprio per rivendicare il diritto dei giovani al lavoro, la Cgil, nell’intera giornata del 9 ottobre, sarà presente in corso Marrucino a Chieti al fine di incontrare i giovani e promuovere la loro tutela individuale e collettiva.

La Fiom è convinta che per soddisfare la salita produttiva di settembre 2010 sia necessario «far rientrare in fabbrica i lavoratori precari che da circa 2 anni aspettano questo lieto evento; inoltre, è necessario  effettuare un piano di rilancio occupazionale così come prevedeva l’accordo del 2005 purtroppo disatteso da Sevel.  Siamo entusiasti della ripresa Settembrina, ma pensiamo sia giusto discutere di come maggiori volumi possano generare ricadute su diritti, occupazione e salari».

06/10/10 15.00