San Benedetto, allarme centro di stoccaggio gas. La politica che fa?

Alessandro Biancardi

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SAN BENDETTO DEL TRONTO. C’ è un centro di stoccaggio che sta destando non poche preoccupazioni.

SAN BENDETTO DEL TRONTO. C’ è un centro di stoccaggio che sta destando non poche preoccupazioni.

Il progetto di un mega centro di gas naturale della società Gas Plus Storage è a San Bendetto del Tronto tra la Salaria la linea ferroviaria San Benedetto-Ascoli e un tratto dell’autostrada A14 su un’area di 10.000 metri quadri. Ma i dubbi sono tanti: le nano particelle prodotte dall’impianto e disperse nell’aria avranno ricadute sulla salute? Ci saranno ripercussioni per la vicina Abruzzo ( Val Vibrata)? Soprattutto la politica sa e che cosa ha fatto finora? Sono proprio le parole di Settimio Ferranti del Comitato “dalla Parte Giusta” ad allarmare quando dice che «a San Benedetto del Tronto qualcosa si muove (Fli e Movimento Cinque Stelle hanno espresso contrarietà) mentre nei Comuni della Val Vibrata tutto tace».

L’Abruzzo «non sarebbe stato interpellato, i sindaci di frontiera non hanno avuto comunicazioni al riguardo ed i tempi per presentare osservazioni alla Regione Marche sono ristretti». Per questo Ferranti chiede che la politica termana si attivi.

«L’unione dei Comuni della Val Vibrata», dice, «si faccia ambasciatrice presso il Comune di San Benedetto, la Provincia di Ascoli Piceno e la Regione Marche e le procure di Teramo e di Ascoli compiano accertamenti».

 «EFFETTI DEVASTANTI SULLA SALUTE»

 Sui rischi che le nanoparticelle di gas sparse nell’etere avranno sulla salute, non ci sono dubbi. Stefano Montanari esperto di nano patologie parla «di particolato sottile (micron) che ha effetti devastanti sull’organismo». A che punta si trova l’iter di autorizzazione?

«Dai dati in possesso», ha dichiarato Maria Rosa Ferritto nella seduta del Consiglio di San Benedetto di ieri con ordine del giorno anche l’impianto di stoccaggio, «la Gas Plus ha risposto alle autorità rispetto alla Via, il Ministero Ambiente ha chiesto integrazioni, così come altri enti tra cui la Regione, mentre anche il Comune di San Benedetto sta lavorando». Insomma siamo alla fase di valutazione di impatto ambientale, la famosa VIA. Sempre la Ferritto interrogando il sindaco dice che «i dati forniti da Gas Plus, parlano di un livello di inquinamento in crescita».

«Avremo inquinamenti pari a 2300 automezzi nel periodo estivo», dice, «o 35000 caldaie nel periodo invernale. L’impianto di San Benedetto è un caso unico, gli altri 14 casi in Italia sono a chilometri di distanza dal centro abitato, qui è a pochi metri. Lei sindaco metterà la sua firma su un documento che darà il via ad una cosa del genere. Qui a San Benedetto la torre del gas sarà posta a 54 metri da un edificio abitato. Nel caso di incidenti, come quello avvenuto a Cremona, chi risarcisce? Ci sono società di assicurazione disposte a partecipare?».

 LA GENTE E’STATA INFORMATA?

 Secondo la Ferritti, il Comune non avrebbe dato il giusto peso alla cosa.

«Il 2 dicembre 2010» dice, «il consigliere Primavera fa una conferenza stampa sullo stoccaggio, e il sindaco dice che tutto è sotto controllo e che il Comune si è attivato, e invia una lettera soltanto poche ore dopo la conferenza stampa. E’ evidente sindaco che lei non si è attivato, altrimenti non si sarebbe attivato solo il 2 dicembre 2010, dopo mesi, solo quando Primavera ha fatto la conferenza stampa. L’unico momento informativo è stato alla palestra dell’Agraria, a gennaio 2011, obbligatoria per legge e di competenza della Gas Plus. Da quel momento in poi quali altre informazioni sono state date ai cittadini? In quella serata inoltre l’informazione non è stata data neppure in maniera completa. La struttura è stata definita dalla Gas Plus ad impatto minimo. E inoltre non sono stati definiti i rischi di incidente per la centrale».

E l’Abruzzo, si preoccupa?

m.b. 17/11/2011 15.31