Caso Faurisson, il prof Moffa:«strumentalizzazioni politiche e parole al vento»

Alessandro Biancardi

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L’INTERVISTA. TERAMO. Parole che scorrono come un fiume in piena, tanti interrogativi e poche certezze tra cui quella che l'arrivo dello studioso francese Faurisson, negazionista dell'Olocausto, a Teramo abbia creato un «isteria generalizzata e immotivata». L'organizzatore dell'incontro, Claudio Moffa, professore ordinario di Storia ed Istituzioni dei Paesi afroasiatici presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Teramo non è molto amato, come conferma lui stesso a PrimaDaNoi.it, dai suoi colleghi e questa vicenda non potrà recargli più danni di quanti non ne abbia già tutti i giorni. …E IL RETTORE CHIUDE L’UNIVERSITA’
Se Faurisson non dovesse arrivare a Teramo lui la riterrà «una grande sconfitta per la libertà di espressione» e passerà un «messaggio sbagliato» ai giovani. L'Ateneo ieri gli ha presentato una diffida ufficiale a sospendere l'incontro ma lui se ne infischia. La stesura delle interviste che rilascia lo irritano perché non sono corrispondenti, secondo lui, in toto al discorso e prende carta e penna e presenta esposti all'ordine dei giornalisti. Gestisce due siti internet anche un po' come valvola di sfogo, rimpinguati di suo articoli e in questi giorni anche della sua versione dei fatti «che ha trovato poco spazio sulla stampa locale».
E una cosa è certa, questa storia l'ha coinvolto e sconvolto e poi aggiunge:«contestano l'arrivo del negazionista ma non sanno nemmeno di che cazzo stanno parlando».

Professor Moffa, come risponde all'invito formale dell'Ateneo che non vuole l'arrivo di Faurisson
«Ha letto cosa ho scritto sul mio sito internet? Ho invitato anche Furio Colombo che in Senato ha stigmatizzato l'intervento, in assenza di contraddittorio, di Faurisson. Se lo studioso francese rifiuta, vuol dire che è lui ad aver paura. Se invece è Colombo a rifiutare vuol dire che ha solo bluffato».

Ci sono rischi che Faurisson decida di non venire?
«Non lo so. Non l'ho ancora sentito. Lui non sa delle polemiche che ci sono qui ma certamente lo immagina. Lei lo sa che non gli viene mai concesso di spiegare le sue tesi? E' stato anche aggredito due volte a Parigi ed è finito in ospedale per colpa di maniaci e malati di mente che puntano a censurare… Da sempre chiede il confronto ma viene demonizzato in anticipo».

Il ministro Mussi ha detto che la sua iniziativa è una «mediocre provocazione politica» e che il Governo prenderà provvedimenti
«E io le dico che fino a ieri Mussi era una persona che mi stava molto simpatica… Oggi mi cadono le braccia. C'è un chiaro intento di trasformare questo evento in qualcosa di catastrofico. Una volontà politica che influisce anche sulla la stampa, che dalla politica viene controllata. E così alcuni giornali in questi giorni stanno facendo solo disinformazione, creando paginate e paginate che gridano allo scandalo e non sanno nemmeno di che cazzo stanno parlando».

E lo scopo, scusi?
«Scopo politico, ovvio. E poi colpire Faurisson adesso vuol dire anche colpire il mio master che è uno dei migliori di Teramo a cui partecipano studenti di tutta Italia. Su 300 ore solo 4 saranno dedicate alle teorie negazioniste ma ci stanno demonizzando».

Non mi dica che invitando Faurisson non si aspettava il putiferio…
«Le assicuro che non lo immaginavo. Lo scorso aprile si era tenuto un incontro su Medioriente e Olocausto e la stampa ci aveva praticamente snobbato e non si era creato tutto questo polverone. Pensavo succedesse la stessa cosa anche questa volta».

L'arrivo di Faurisson potrebbe creare anche problemi di ordine pubblico, non pensa?
«Ci saranno cinquanta invitati, senza invito non si potrà entrare. Si potrà assistere senza contestare né applaudire. Solo alla fine ci sarà libertà di fischiare o manifestare il proprio consenso».

Regole ferree….
«Sì e se qualcuno trasgredisce lo caccerò dall'aula come ho già fatto.
Non ho problemi a rifarlo. Le regole sono chiare».

Non ha mai pensato che sarebbe il caso di tornare sui suoi passi?
Anche il Comune di Teramo ha dimostrato contrarietà all'evento

«Mai pensato. Voglio che per la prima volta in Europa chi viene demonizzato e perseguitato possa parlare. E poi non è vero che il consiglio comunale è contrario all'evento. Si è trattato di un colpo di mano in assenza del sindaco Chiodi. E tra i cinquanta invitati c'è anche il vicesindaco…»

«Lei cosa pensa delle tesi negazioniste che verranno esposte?»
«Io non sono un negazionista ma ritengo, da professore ordinario, che Faurisson, rispetto alla media di docenti che esistono in Italia sia uno studioso che merita la possibilità di essere ascoltato. Le sue tesi sono rigorose, scientifiche e consequenziali».

«Così però mi sembra che anche lei approvi…»
«Le ripeto, non sono un negazionista. Ma la sua scientificità rischia di convincermi anche perché la demonizzazione che si fa di lui genera in me la voglia di ascoltarlo».

La critica dice che non ci sono elementi scientifici alla base
«E io dico che Faurisson deve entrare nelle università. Deve essere ascoltato. Le sue tesi potranno essere poi appoggiate o demolite. E' questa la vera funzione didattica».

Teme per le ripercussioni sul suo lavoro? Ha tutto l'Ateneo contro..
«Io sono stato imputato per tre anni in un processo per la falsificazione di un verbale per colpa di colleghi omertosi e vigliacchi. Alla fine la legge mi ha dato ragione».

Se dice così però mi sembra un po' che giochi a fare la vittima…
«No, non vittima. Sono presuntuoso, ho gli occhi azzurri e il mio lavoro e i miei successi generano l' invidia tra i colleghi. Sono un insegnante fuori dal coro. Gli altri hanno paura di ribellarsi. E poi il mio master ha notevole successo e per me è questo quello che conta».


Alessandra Lotti 17/05/2007 9.13

LINK UTILI

CHI E' FAURISSON (WIKIPEDIA) http://it.wikipedia.org/wiki/Robert_Faurisson

UNA SUA INTERVISTA A RADIO ISLAM
http://www.radioislam.org/islam/italiano/revision/faur/storia.htm

UNO STUDIO SUL REVISIONISMO DI FAURISSON http://www.vho.org/aaargh/fran/livres4/casof.pdf


AZIONE GIOVANI: «LA LIBERTÀ DI OPINIONE ED ESPRESSIONE VA TUTELATA».

Anche Azione giovani scende in campo per difendere la presenza dello studioso Faurisson a Teramo. «Le sue teorie vengono argomentate sulla base di ricerche», dichiara Alessandro Franchi presidente provinciale Azione Giovani, il cui esito va eventualmente contestato con la stessa forma da studiosi titolati a farlo nelle giuste sedi accademiche».
Azione giovani sottolinea poi come «lo stesso scandalo non è stato suscitato dall' invito nel corso dello stesso master di Alberto Franceschini, fondatore ed esponente delle Brigate Rosse, protagonista del sequestro Moro , arrestato nel 1974 assieme a Renato Curcio e tornato in libertà nel 1992». E lo stesso Curcio «il 20 ottobre presso la Sala Consiliare della Provincia di Teramo (sede istituzionale) ha avuto la possibilità di esporre le sue tesi sul lavoro flessibile e la condizione carceraria grazie all'invito fattogli dal Gruppo Consiliare di P.R.C». E in quel caso, ricordano gli studenti, «si trattava di gente che non si è limitata a propagandare teorie più o meno folli ma di individui condannati per gravi reati contro lo Stato e per spietati omicidi».

17/05/2007 9.19


…E IL RETTORE CHIUDE L'UNIVERSITA'

Su disposizione del rettore dell'Università degli Studi di Teramo, professor Mauro Mattioli, resterà chiuso per tutta la giornata di domani, venerdì 18 maggio, il Campus di Coste Sant'Agostino, sede delle Facoltà di Giurisprudenza, Scienze politiche e Scienze della comunicazione.
La decisione è stata presa dal Rettore, dopo aver consultato i Presidi di Facoltà «a seguito di preoccupanti e reiterate avvisaglie, di numerose segnalazioni provenienti dagli studenti e dai docenti e dall'opinione pubblica nazionale ed internazionale, per la prevista lezione di Robert Faurisson all'Università degli Studi di Teramo, su invito del professor Claudio Moffa. Un clima di tensione – ha proseguito Mattioli – che potrebbe mettere a rischio l'incolumità degli studenti, dei docenti e del personale amministrativo presenti nel Campus».
«Una determinazione – ha aggiunto il Rettore – alla quale non sarei mai voluto arrivare e che mai avrei voluto prendere, ma che si impone dopo il rifiuto del professor Claudio Moffa di attenersi alla diffida con la quale gli ho ingiunto di non fare tenere in Ateneo alcuna lezione a Faurisson».
«Il provvedimento quindi – ha concluso Mauro Mattioli – è stata purtroppo, sottolineo purtroppo, l'unica soluzione per prevenire situazioni a rischio per i nostri studenti e per l'intero personale, ma anche per evitare che l'attività didattica in programma per domani potesse svolgersi in assenza della necessaria serenità».

17/05/2007 19.15