Inchiesta sul Comune: si indaga su metodi e uomini chiave

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Una maxi inchiesta da una parte, serenità e tranquillità dall’altra. Ogni accostamento con quello che è accaduto a Montesilvano è al momento fuori luogo: diverso lo scenario ed il background, diversi i personaggi. Ma non per questo l’arrivo degli agenti della squadra mobile e l’apertura dell’inchiesta della procura di Pescara su una serie molto ampia di lavori pubblici, fa meno scalpore. SOTTO INCHIESTA ALMENO UN POLITICO OLTRE AD ALCUNI DIRIGENTI DEL COMUNE
Di certo la cosa non era affatto stata prevista dalla maggioranza di centrosinistra guidata dal sindaco D'Alfonso che continua a dirsi tranquillo, ma sotto elezioni l'evento di certo non aiuta.
Si smentiscono premi di cubatura ai costruttori in cambio di opere (accordi di programma, proprio come succedeva a Montesilvano), a Pescara le cose probabilmente andavano diversamente.
Oltre 20 faldoni portati via dal quarto piano, dove sono alloggiati gli uffici dell'urbanistica e dove erano riposti tutti gli atti che hanno fatto la storia della città da quando D'Alfonso è sindaco. Ma non si esclude che si possa risalire anche a lavori molto più antichi…
Proprio in quel settore negli ultimi anni si sono avvicendate molte persone e dirigenti che si sono occupati a turno delle questioni più rilevanti.
Dunque, nel mirino vi sono le grandi opere realizzate dai grandi gruppi imprenditoriali, fino all'aggiudicazione dei lavori per l'area di risulta.
Al vaglio della procura ci sarebbero i lavori sotto il parco Florida per un parcheggio interrato, il complesso De Cecco progettato dall'architetto Fuksas, ma anche la nuova sede della Regione nell'ex fonderia Camplone (le “tre torri” come sono state chiamate le future sedi degli uffici regionali).
Ma ci sarebbe anche dell'altro.
Proprio una serie così ampia di opere farebbe pensare a più esposti raccolti o più probabilmente ad uno solo, magari di persona bene inserita nei gangli della amministrazione che potrebbe aver seguito molto da vicino le diverse fasi della procedura e aver fornito dettagli su eventuali punti deboli.
Nulla trapela dalla procura nemmeno sulla natura degli esposti medesimi anche se i malumori ed i mal di pancia sono stati frequenti negli ultimi anni e non è escluso che tutto posa essere partito proprio dall'ultimo evento che ha scosso la città in una polemica infinita: l'area di risulta. Proprio in questo caso ci sarebbero già pronte le carte per un ricorso al Tar che potrebbe costituire una ulteriore tegola e bloccare per alcuni mesi anche la procedura amministrativa. In quel caso potrebbero esservi una inchiesta penale ed una amministrativa sui lavori e l'appalto più grosso della città.
Ma la priorità al momento è il silenzio imposto sull'indagine alle prime battute dalla procura di Pescara proprio per non ostacolare il lavoro degli inquirenti.
Si parla già di indagati - come potrebbero non esserci vista l'apertura dell'inchiesta- anche se probabilmente è prematuro e la priorità è quella di trovare prove e riscontri alle notizie di reato contenute negli esposti.
Per questo non vi sono stati avvisi di garanzia che arriveranno solo alla fine e quando il pm riterrà opportuno o perché l'indagato possa compiere i primi atti difensivi (dunque difendersi dalle contestazioni documentate raccolte durante le indagini).
E' evidente che al momento il materiale raccolto dovrà essere esaminato con attenzione e non si vuole offrire troppo vantaggio a chi è già sotto osservazione da un po'.

IL SINDACO E' SERENO

«Siamo molto sereni», ha detto il sindaco D'Alfonso dopo un giorno e mezzo dal sequestro dei faldoni, «le attività di accertamento dell'Autorità Giudiziaria rappresentano una garanzia per chi governa, anche perché esse escludono il durevole gioco delle strumentalizzazioni politiche, poiché hanno un inizio, uno svolgimento e una conclusione che determina una chiarezza indiscutibile. Personalmente sono molto fiducioso sull'esito di questa attività di indagine, poiché sono convinto che la verifica sulla documentazione acquisita consentirà di rilevare l'idoneità e la correttezza dei comportamenti degli organi dell'Amministrazione e delle figure ad essi preposte, che nella loro azione perseguono la realizzazione dell'interesse pubblico, della tutela del territorio e dello sviluppo sostenibile della città».

L'ASSESSORE DI BIASE:«IL NOSTRO MERITO AVER VOLUTO FORTEMENTE IL VERDE NELL'AREA DI RISULTA»

«La maggioranza dei cittadini di Pescara la conosce bene la storia dell'area di risulta», ha detto l'assessore Tommaso Di Biase, «la destinazione prevalente (80%) a verde pubblico di quella area centrale e strategica della città, infatti, si deve alle battaglie di tanti pescaresi che se ne sono occupati nel tempo. L'impostazione che alla fine ha prevalso contro le ipotesi speculative e di cementificazione è contenuto in questo vecchio slogan: “Area di risulta: un bosco è meglio”».
«Questa amministrazione dunque», ha aggiunto Di Biase, «ha voluto tener fede agli impegni presi di realizzare nel cuore della città un grande parco pubblico, una struttura culturale e un parcheggio.
Il progetto che ha vinto il concorso di progettazione europeo bandito dal Comune era senza dubbio quello che più rispondeva alle richieste del bando, anche perché fondato proprio su quel bosco rivendicato e voluto dalla città. Mi assumo perciò tutte le responsabilità politiche relative a tali scelte, coerenti con il programma di questa amministrazione».

BUONTEMPO (AN):«NOI LO AVEVAMO DETTO»

«Per Alleanza nazionale il sequestro di documenti al Comune di Pescara da parte della polizia giudiziaria non è una sorpresa perché, da sempre, noi abbiamo denunciato queste vicende inquietanti, legate al Piano regolatore». E' quanto dichiara il coordinatore di An, Teodoro Buontempo.
«La malapolitica – prosegue - che nei mesi scorsi ha colpito Montesilvano ha allungato ora la sua ombra anche sul palazzo comunale di Pescara, ma le vicende dei due comuni sono talmente intrecciate che non era difficile immaginare questo epilogo». «Ora – conclude Buontempo – An si augura che l'inchiesta sia condotta con determinazione e celerità per riportare un po' di pulizia morale nella pubblica amministrazione».

17/05/2007 8.43

SOTTO INCHIESTA UN POLITICO E ALCUNI DIRIGENTI

Ci sarebbe anche un politico coinvolto nell'inchiesta.
Lo scrive oggi l'agenzia Agi aggiungendo che in realtà gli indagati sono molti di più di quelli indicati da alcuni giornali oggi (5).
Sarebbero coinvolti dirigenti comunali e imprenditori. Sarebbero inoltre stati fatti altri sequestri presso sedi di alcune imprese e non si esclude che la squadra mobile di Pescara ritorni in Comune per ulteriori sequestri.
E' destinata dunque ad allargarsi l'inchiesta che potrebbe far luce su scenari per ora insospettabili.

17/05/2007 14.16