La polizia al Comune: aperta una inchiesta sull’area di risulta

Alessandro Biancardi

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La polizia al Comune: aperta una inchiesta sull’area di risulta
PESCARA. E’ ufficiale: c’è una inchiesta anche sulle aree di risulta, sul concorso di progettazione ed il successivo affidamento dei lavori alla ditta Toto spa. Gli agenti della squadra mobile hanno sequestrato decine di faldoni che ricostruiscono l'intera procedura amministrativa TUTTI GLI ARTICOLI SULL'AREA DI RISULTA   LA VIGNETTA DI GIO
Una ventina di questioni «da esaminare», un nuovo terremoto in Comune che colpisce proprio una delle questioni calde di questi ultimi mesi.
L'inchiesta è partita su richiesta della Procura di Pescara e sarebbe scattata, secondo alcune indiscrezioni, a seguito di un esposto, non di tipo politico.
La magistratura dovrà accertare presunte irregolarità nei settori dell'Urbanistica, dell'edilizia e dei programmi complessi.
E così questa mattina gli agenti della squadra mobile hanno fatto irruzione al quarto piano del Comune, dove si trovano proprio gli uffici del settore Urbanistica. Tra l'ingente mole di carte e documenti che la procura dovrà vagliare ci sarebbero tutti gli atti relativi al concorso di progettazione per la riqualificazione delle aree di risulta e in seguito si dovranno acquisire anche il bando relativo alla concessione dei lavori per la riqualificazione stessa, da sempre molto contestato.
Gli investigatori, inoltre, hanno chiesto di avere anche le proposte presentate al comune di Pescara di una serie di programmi complessi che sono stati presentati da imprese private alcune delle quali molto conosciute in città e in regione.
Il pm che conduce l'inchiesta è il sostituto procuratore Aldo Aceto.

ACERBO TRANQUILLO

«Siamo sempre favorevoli ad una magistratura che controlla la regolarità delle operazioni amministrative», ha spiegato il deputato di Rc Maurizio Acerbo, «l'assessore Tommaso Di Biase è tranquillo e sereno anche perché l'oggetto dell'inchiesta sembrerebbe essere non tanto il concorso di idee quanto il bando e la successiva assegnazione. Dunque tengo a precisare che Rifondazione aveva la delega all'assessorato all'urbanistica e per questo ci siamo occupati della pianificazione dell'area, infatti per la prima volta si è svolto un concorso di progettazione. Poi i bandi, l'aggiudicazione e tutta la procedura è passata ad altri uffici per cui il nostro assessore non c'entra».
«Non è un giorno felice per la politica», ha commentato Carlo Masci, «quando interviene la magistratura vuol dire che la politica ha fallito. Noi ce l'abbiamo messa tutta per cercare di riportare sulla giusta via un dibattito a tratti accesso, abbiamo fatto una dura battaglia in consiglio comunale ma evidentemente non è servito».


«AREA VIZIATA», (PER CHI SI E' PERSO LE PUNTATE PRECEDENTI)


Il sindaco comunicatore e super-lavoratore si è preso in ostaggio.
Si trova nel più classico dei cul-de-sac, una strada senza uscita, assediato da una selva di dubbi (degli altri) ai quali non può materialmente mettere fine. Perchè la prova regina, il documento inoppugnabile, in questo processo non c'è.
E tutto perchè a vincere il più grande appalto della città (53 milioni di euro ma con un giro di affari stimato intorno ai 400 milioni in 29 anni) è stato Carlo Toto, suo amico di vecchia data per il quale è stato anche testimone di nozze.
E sì, perché il grande marasma creato negli ultimi due mesi sull'area di risulta - che ben poco spazio ha avuto sui quotidiani- è frutto del gran lavoro di comunicazione, di "pierraggio" del Lucianone da Manoppello che con perizia democristiana ha saputo imbastire in questi anni.
Ma in questa storia si possono citare molte altre stranezze, coincidenze, "colpi di teatro" (presunti o reali) che alimentano dubbi: per esempio che la Toto spa è stata l'unica ditta in Europa a partecipare, che il bando è stato curato da un dirigente del Comune che ora lavora per lo stesso imprenditore di Air One, che il presunto guadagno totale sarebbe riposto in una piega di un allegato dello stesso bando (per questo sfuggito agli altri partecipanti della prim'ora), che il progetto è nato "povero", che il bando è stato rifatto due volte e tutte e due pubblicato d'estate (ad agosto molte imprese sono in ferie), che nell'ultima versione è stato emendato pochi giorni dopo. E poi ci sono tutte le incongruenze della politica...
Così ora Luciano D'Alfonso si trova costretto a ripetere fino all'ossesso «che tutto è regolare» ma a credergli sono in pochissimi.
Colpa dei mal pensanti, di quelle persone che devono per forza vederci del torbido in ogni storia.

Forse, il futuro deputato è stato solo sfortunato a dover fronteggiare una situazione nel peggiore dei momenti.
Sì, perchè se nessuno crede a D'Alfonso forse è colpa anche sua se l'opinione pubblica vede sempre del marcio in quello che fa la classe politica, forse è colpa anche dei partiti che si sono arroccati e non hanno dato il buon esempio.
Forse è colpa anche dei nostri amministratori se l'Abruzzo è rimasto sconvolto da quel pò che si sa delle grandi inchieste di malaffare, truffe e tangenti (solo a due passi dal capoluogo adriatico) che stanno devastando la credibilità della classe politica regionale.
Forse è per questo che D'Alfonso (e l'immancabile coro di fedelissimi) continua a dire che è tutto regolare e a crederci sono rimasti soltanto loro.

Ma sono tanti i fatti inoppugnabili di questa storia.
Il primo fatto è la mancanza di ricorsi che per ora danno come conseguenza la "regolarità formale" della gara: non ci sono ricorsi al Tar.
Ma voci insistenti nel momento in cui si scrive già asseriscono che questi non mancheranno, appena un mese e si saprà, perchè alcune ditte che non hanno partecipato proprio non ci stanno.
Così l'appalto è stato affidato, il contratto firmato il 24 aprile.
Ma anche su questo aspetto si è scatenato il putiferio. A mettere la firma sotto il contratto milionario il dipendente comunale Pierpaolo Pescara, indagato per l'affare delle gare manomesse per la cura del verde che costarono onore e poltrona all'ex assessore Rudy D'Amico.
Ma come se non bastasse per l'architetto Pescara si parla anche di una presunta incompatibilità in quanto lo stesso ha presieduto anche la commissione giudicante.
Così da una parte la Toto spa vince la gara e, dall'altra, divampano le polemiche che sembra non si placheranno così facilmente.
Proprio perchè manca quella prova regina di cui si parlava prima. Nessuno fin ora è stato capace di tirare fuori l'asso che può decretare la fine della diatriba.
Di sicuro sarà il tempo a fare la sua parte.
Nell'attesa il veleno è arrivato in tribunale con una denuncia-querela del senatore Andrea Pastore (Fi) contro il primo cittadino per aver detto in consiglio «meriteresti uno schiaffone su quel faccione», seguita dalla immancabile controquerela, non poco folkloristica, di D'Alfonso e dai toni d'altri tempi sponsorizzata da un certo Remo Gaspari.

UNA STORIA, DUE BANDI, TANTI TRAVAGLI

Come nella migliore tradizione della Prima Repubblica anche in questa storia è fortemente presente il "manuale Cencelli degli appalti" quella regola secondo cui ogni lavoro è affidato in capo ad un assessore, un politico, una partito e questi lo seguono nell'intera gestazione, prendendosi eventuali meriti e critiche.
I lavori di cui si parla sono stati presi in carico da Rifondazione Comunista e dall'assessore all'urbanistica Tommaso Di Biase (Rc) che ha la responsabilità politica dell'operazione (relativamente al concorso di progettazione).
Anche a livello dirigenziale della questione si sono occupati molti dirigenti a turno con un avvicendamento vorticoso.
Eppure è la persona che in questa tempesta ha parlato di meno ed è stato in disparte, sovrastato dal sindaco e dal solito coro unanime di consiglieri di maggioranza, tutti pronti a prendere le difese per il collega rifondarolo, in un esempio di compattezza sconosciuta prima.

L'ALUNNO CHE PREMIA IL MAESTRO

L'Architetto Di Biase ha seguito naturalmente anche la primissima fase, quella dedicata alla scelta della migliore idea da realizzare. Sembrerebbe che in un primo momento dovesse presiedere la commissione giudicante, poi, pare abbia lasciato il posto. Di sicuro quella carica è stata ricoperta dal dirigente dell'area tecnica del Comune, Giampiero Leombroni (che ritroveremo ancora).
Però nel momento in cui si svela il vincitore che ha realizzato il progetto migliore scoppiano le polemiche. «Ha vinto chi doveva vincere» dicono a mezza bocca gli esclusi.
Chi ha vinto?
Lo studio associato di Tommaso Monestiroli che ha pianificato le idee che Toto dovrà realizzare.
E non è un segreto che proprio il vincitore sia "il maestro" dell'assessore Di Biase che nutre verso il luminare stima, amicizia e affetto.
Poi finalmente il primo agosto 2005 viene pubblicato il bando di gara per i lavori.
Dopo mesi di discussione si arriva alla definizione dei termini.
Anche qui polemiche: la più grande è: le opere costano troppo e chi le realizza non riesce a guadagnare. In pratica al privato veniva affidata solo la gestione del parcheggio interrato, troppo poco perchè l'affidamento della "Concessione di lavori pubblici" risultasse appetibile.


«C'E' L'AMIANTO SOTTO LA VECCHIA STAZIONE»

All'improvviso su tutti i giornali compare il "mistero dell'amianto" proprio sotto l'area di risulta: ci sarebbero delle sostanze tossiche che necessiterebbero di una difficoltosa bonifica. Ecco perchè il Comune deve inserire una nuova voce nel bando che preveda questo nuovo ed imprevisto onere per il privato.
Così nella nuova e travagliata edizione figura la voce "bonifica" per il quale la stazione appaltante prevede una cifra minima di 2 milioni.
L'offerta migliore sarà quella che ovviamente offrirà anche per questo parametro più soldi.
Dopo settimane di bagarre, vengono rese note le indagini della Forestale di Pescara secondo la quale non vi sarebbero sostanze tossiche.
Ma qualcuno in ogni caso avanza la fondata probabilità che vi siano «sostanze nocive da bonificare».
Ne è convinto evidentemente anche Toto che nella sua offerta ha più che triplicato il minimo imposto dal Comune arrivando a spendere quasi 7,3 milioni di euro.

Tuttavia nuove polemiche divampano circa la difformità tra bando e lettera di invito alle ditte per la licitazione privata.
In sostanza, mentre nel bando si prevedeva la possibilità della gestione dei parcheggi a raso nelle aree vicino all'area di risulta, tale possibilità veniva eliminata nella lettera.
La differenza avrebbe potuto trarre in inganno alcune ditte che avrebbero preferito non partecipare.
Fu questo il motivo per cui venne concesso altro tempo (con una delibera chiarificatrice) e prorogata la scadenza fino al 5 aprile 2006 per quelle stesse ditte che avevano aderito in via preliminare, ripristinando l'opportunità prevista originariamente dal bando di gara.
Nonostante tutto quanto, la licitazione privata va deserta. E bisogna rifare tutto da capo con le immaginabili proteste del centrodestra che accusa l'amministrazione comunale di dilettantismo.

NUOVO BANDO E LA RETTIFICA POCHI GIORNI DOPO

IL 21 luglio 2006 finalmente viene pubblicato il nuovo bando europeo emendato in modo da rendere in qualche modo appetibile per qualche ditta in Europa la realizzazione delle opere: il guadagno aumenta di misura sulla gestione dei parcheggi interrati ed una parte a raso.
Tuttavia il 4 agosto lo stesso bando viene corretto in una parte in cui si descrivono le caratteristiche delle ditte che possono partecipare abbassando le soglie di volumi di affari sviluppati negli ultimi anni.
Il tutto viene pubblicato anche sulla gazzetta europea che «garantisce la massima trasparenza», un altro leit motiv del sindaco D'Alfonso.

TOTO L'UNICA DITTA

La scadenza del termine di presentazione delle offerte era fissato per il 4 dicembre 2006.
Dopo la pubblicazione si erano prequalificate 9 imprese, cui la struttura tecnica dell'amministrazione ha spedito il 14 settembre la lettera di invito.
Ma alle ore 13 del 4 dicembre è pervenuta agli uffici del Comune solo l'offerta della Toto Spa.
Nessuna altra ditta si è fatta avanti.
Dopo l'annuncio si sono scatenate le polemiche di Alleanza Nazionale.
Il Comune risponde che è tutto regolare.
Ma la "sommossa" è appena iniziata.
Una sola ditta che partecipa e vince tra centinaia di migliaia in Europa, proprio una di "casa" e, per giunta, quella dell'amico del sindaco...
Coincidenze, nulla di più, ma davvero strane.
Ad una nostra precisa domanda sul perché di una simile particolarità il sindaco Luciano D'Alfonso ha risposto: «Il fatto che una sola impresa abbia partecipato alla fase di aggiudicazione posso spiegarmelo osservando che in genere le imprese sono abituate ad operare con margini di guadagno tra il 35 e il 50%. In questo caso la soglia di ricavo è molto più bassa, grosso modo la metà, il che, d'altra parte, costituisce una forte convenienza per la collettività che noi rappresentiamo».

IL "CAVILLO DI TROIA" DELLA ZTL

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Eppure anche su questo si scatena una bufera perchè i ricavi sarebbero in realtà ingenti per una particolarità che forse è sfuggita agli altri.
Dal centro destra parlano di "Cavallo di Troia realizzato ad arte ed inserito tra le carte" ma a ben vedere si può parlare senz'altro di un piccolo ma significativo cavillo.
Esistono due passi che sembrano essere discordanti tra loro nelle carte del bando e che, secondo alcuni, sarebbero il vero fulcro di tutto il discorso: da questo potrebbe dipendere una maggiore possibilità di guadagno.
Il bando del concorso alla lettera Fb2 così recita:“il corrispettivo a favore del concessionario nel diritto ad incamerare i proventi derivanti dalla gestione dei parcheggi delle aree ZSC per n. 1000 posti auto e dell'accesso e dei parcheggi in ZTL per n. 600 posti auto”.
Dunque nel documento che regola le modalità della gara tutto sembra ristretto a 1600 posti. Cioè le opere che saranno costruite (biblioteca, mediateca, parco ecc) potranno essere ripagate con la gestione di questi parcheggi per i quali il privato ha diritto ad introitare le somme rispettive.
Tuttavia nel primo punto del disciplinare (un allegato del bando) si legge: "La ZTL, per la quale si ipotizza un funzionamento dalle ore 8,00 alle ore 20,00 dei giorni feriali, dovrà essere gestita nella sua interezza, dal controllo dei varchi a quello del rilascio e controllo permessi, per alcune categorie, alla riscossione delle tariffe relative a permessi e sosta".
Dunque ora si parla di intera Ztl e non più solo di 1600 posti, con la possibilità di controllare i varchi e gestire il nucleo della città (un totale di 5mila posti auto). Cosa ben diversa anche dal punto di vista economico.
Per questo Carlo Masci (Pescara Futura) ha chiesto che l'affidamento dell'appalto venisse bloccato.
A supportare la sua linea di pensiero una sfilza di numeri (tutti soldoni) che dimostrerebbero come da tutta l'operazione «l'unico a beneficiare è la ditta, non certo i pescaresi».
«Sarà di 380 milioni», sostiene Masci, «il ricavo del privato, otto volte la somma impiegata per le opere che verranno realizzate (per un totale di 50 milioni di euro)».
Oggi, sempre secondo i calcoli di Masci, i pescaresi spenderebbero ogni anno 2milioni 500 mila euro in parcheggi. Se la situazione restasse questa nei prossimi 30 anni arriverebbero a spendere 80 milioni di euro.
Ma con l'arrivo di Toto S.p.a, invece, la spesa si impenna e in 30 anni i cittadini spenderanno 380 milioni di euro, un aumento del 400%.
«Questo dimostra», ha sottolineato Masci, «come questa operazione sia a sfavore dei cittadini».
La fetta più grande del guadagno deriverà proprio dalla gestione della Ztl (il 40% dei ricavi), ovvero 165milioni di euro.
Un buon guadagno, di tutto rispetto, e non quindi, quel «ricavo marginale» che secondo D'Alfonso avrebbe fatto indietreggiare le otto ditte che credevano che il gioco non valesse la candela.
«Con l'affidamento dell'area di risulta a Toto», sostiene Masci, «condanniamo Pescara a 29 anni di dipendenza. Non si potranno più fare scelte libere».
«Non mi meraviglio di D'Alfonso», ha sottolineato Masci, «ma di Rifondazione e dell'Italia dei Valori sempre attenti agli aspetti contrastanti».
In pratica uno stravolgimento di abitudini e costi della vita cittadina per di più decisi "di straforo", come ricaduta indiretta di un appalto di opere pubbliche.
«Uno scenario del genere» ha commentato Carlo Costantini (Idv), «anche dal punto di vista politico avrebbe meritato una discussione dedicata ed ampia invece scopriamo la sorpresa solo ora».
Il malcontento sale e centrodestra più Idv firmano per richiedere un consiglio comunale straordinario sull'Area di risulta.

IL CONSIGLIO COMUNALE STRAORDINARIO

Anche in questo caso le accuse vengono fronteggiate con le dichiarazioni standard "tutto regolare".
Eppure nel groviglio qualcosa sfugge.
Lo stesso Costantini propone un emendamento che potrebbe mettere fine ai dubbi ed effettivamente restringere i guadagni del privato ai 1600 posti così come chiarito nel bando.
«Gli assessori e il sindaco», ha spiegato l'onorevole, «devono accertarsi che nel contratto risulti specificato, senza alcun margine di errore, quanto previsto nel bando, ovvero che per la Ztl l'unico introito consentito all'Impresa Toto sarà quello derivante dalla gestione economica-funzionale di accessi e gestione dei 600 parcheggi di Ztl, mentre tutti gli altri introiti sono dell'amministrazione».
Più semplice di cosi!
In questo modo nelle casse comunali sarebbero entrate nuove somme, invece...
Invece, l'emendamento viene bocciato dal solito coro di fedelissimi (Rifondazione si astiene).
In questo modo però il consiglio apre effettivamente la strada a quei guadagni extra paventati "malvagiamente" dall'opposizione.
Così i bravi consiglieri in una nota precisano per l'ennesima volta e nello stesso linguaggio (persino con le stesse parole) concetti espressi nelle settimane precedenti.
«Attraverso il passaggio consiliare è stato chiarito in modo netto e definitivo che il procedimento in corso si svolge ai sensi di una gara europea nel rispetto del Codice degli Appalti e che bando e lettera di invito hanno i medesimi contenuti, anche in riferimento alla gestione della Zona a Traffico Limitato prevista dal Piano Generale del Traffico Urbano», hanno detto Margherita, Ds & Co.
«Il soggetto gestore si occuperà dell'accesso alla ZTL nel rispetto delle indicazioni del bando, dalle quali risulta che 600 posti sono finalizzati alla redditività mentre i rimanenti 3.400 sono riservati esclusivamente ai residenti (gratuitamente per la prima macchina, con un modesto abbonamento mensile per la seconda) e agli operatori economici della zona (con un modesto abbonamento mensile)».
Perifrasi che citando i famosi 600 posti potrebbe far credere insieme a "modesti abbonamenti" che tutto il guadagno venga ristretto ai 1600 posti. Invece si tratta di 5mila posti auto più la gestione intera e sovrana di tutta la Ztl e a dirlo è il voto del consiglio che boccia l'emendamento (cioè esprime la volontà contraria del consiglio).


IL DIRIGENTE-MENTE-DIPENDENTE

Nella storia si inserisce la cosiddetta nota di colore.
Quel dirigente, Giampiero Leombroni, dirigente area tecnica, che il Comune ha passato alla Provincia per poi utilizzarlo con consulenze esterne, è lo stesso che ha presieduto la commissione che ha decretato il progetto vincitore ed anche il padre del primo bando. Potremmo asserire che sia il padre anche del secondo bando visto che è stato emendato in minima parte e solo per determinate voci.
La stessa persona da alcuni mesi si trova a lavorare proprio per la ditta Toto spa.
La voce che circolava insistente da tempo è stata confermata dallo stesso sindaco in consiglio.
Una coincidenza di sicuro particolare che non fa che provare come il mondo sia davvero molto, molto piccolo.


COMPARE LA PUBBLICITA': NUOVI INTROITI NON PREVISTI

Un altro punto saltato fuori a bocce ferme è quello che riguarda la pubblicità all'interno dell'area di risulta.
Secondo il nuovo bando ci sarebbe la possibilità da parte del privato vincitore di sfruttare pannelli ed incassare nuove cifre in un primo momento non previste.
Anche questo aspetto è stato messo in dubbio dai tecnici che hanno spiegato come quell'area (zona A) nel Prg non possa essere soggetta a pubblicità cartellonistica, così come stabilito da una delibera del consiglio comunale.


LE INTERROGAZIONI


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Esistono ben due interrogazioni del senatore Pastore al ministro Di Pietro sulla questione che non hanno ancora avuto risposta. Di sicuro arriveranno in ritardo poichè lo scorso 24 aprile è stato firmato il contratto con la ditta.

ARTE DEL PERSUADERE E L'ARTE DELLA GENEROSITA'

Come si diceva D'Alfonso ha inaugurato una stagione nuova e originale, se vogliamo, per le opere pubbliche in città. Oltre le canoniche pagate dai cittadini ci sono quelle pagate da importanti e facoltosi -nonchè generosi- imprenditori che si sono fatti convincere dal primo cittadino a spendere milioni di euro.
Così la ditta che deve scaricare la benzina a Pescara si paga il dragaggio del porto, la festa di capodanno ce la paga un'altra ditta che generosamente ha impiegato circa 300mila euro del suo bilancio per far divertire i pescaresi, così un ponte ciclopedonale da 6 milioni di euro sarà pagato anche dagli amici più stretti del sindaco: Ferri, la immancabile Fondazione Pescarabruzzo e altri nomi eccelsi tra i quali anche Toto.
Così qualcuno si è ricordato di questa cosa e l'ha ricollegata all'area di risulta con un sillogismo che oggi è un fatto: Toto pagherà il ponte con i soldi dei pescaresi che pagano il parcheggio.
L'accostamento ha fatto infuriare il sindaco, alcune settimane fa, ed ha parlato di «diffamazione», «tendenziosità» ed «inesattezze».
Ma i fatti sono questi.
E così al perchè di tanta generosità da parte degli imprenditori amici, sindaco e coro rispondono: «per pura generosità», «per il prestigio e l'immagine che ne deriva» .
Nel frattempo il settimanale "L'Espresso" in un articolo piuttosto duro nei confronti di Toto ha parlato di una certa frequenza da parte del sindaco ad accettare passaggi sul jet personale e privato dell'imprenditore.
Circostanza confermata con orgoglio da D'Alfonso sempre bravo a coinvolgere gli amici per il bene comune.
Tutto quanto raccontato legittima ancora i dubbi ed il veleno su questa storia?

L'ULTIMA PAROLA AL SINDACO

«Non è di certo imputabile all'amministrazione, se una sola di queste imprese ha poi deciso di presentare l'offerta per il rilascio della concessione degli interventi di riqualificazione e gestione delle aree di risulta», ha detto D'Alfonso, «né si può impedire a un'impresa di partecipare a una procedura per il fatto che il suo presidente ha rapporti personali con il sindaco, il quale peraltro doverosamente non ha alcun ruolo nella procedura di gara. E' ingiurioso, inoltre, parlare di “falsa beneficenza” a proposito delle iniziative di sponsorizzazione che numerosi soggetti privati hanno attivato a favore dell'amministrazione, che hanno comportato risparmi milionari per le casse del Comune e quindi dei contribuenti. Le liberalità dei privati sono frutto della stima e della condivisione dell'operato della mia giunta per la riqualificazione e lo sviluppo della città, e non hanno alcuna contropartita».
«Circa i passaggi a bordo di aerei privati», ha chiarito ancora il sindaco, «è verosimile che l'articolo dell'Espresso facesse riferimento ai voli messi a disposizione da Air One, grazie ai quali l'amministrazione ha potuto far venire a Pescara a costo zero personalità straniere come i sindaci di Spalato, Mostar e Durazzo, città che attualmente non sono collegate con Pescara in tutti i mesi dell'anno e per le quali l'aereo è l'unica possibilità di collegamento per persone che non sempre possono dedicare 2 o 3 giorni a un singolo viaggio.
Questi i fatti, il resto sono illazioni e congetture».


LA CRONISTORIA


- Per diversi mesi si parla del concorso di idee volto alla scelta del migliore progetto da realizzare nell'area di risulta e vinto dall'osannato architetto Monestiroli.

-Il primo bando viene pubblicato il 1 agosto 2005, mese notoriamente dedicato alle ferie.

- L'amministrazione comunale viene subissata di quesiti, richieste di chiarimento e di modifiche delle componenti progettuali ed economiche. Ma tutto questo non sembra sortire alcun risultato.

- Il 15 novembre 2005 vengono rese note le ditte che hanno risposto all''invito del Comune a partecipare: 1) Romagnoli spa (Milano);
2) Impresa Pizzarotti & C spa (Parma); 3) Astaldi spa (Roma);4) Ati Dec spa (Capogruppo) – Toto spa – Turner & Townsend Group Limited (Bari);
5) Ati Di Vincenzo Dino & C. spa (Capogruppo); 6) Intercantieri Vittadello (Limena PD);7) Ati Inso Sistemi per le infrastrutture sociali spa (Capogruppo); 8) Ati Irces 95 Ingg. Pisa srl (Capogruppo); 9) Ati Società italiana per condotte d'acqua spa (Mandataria).

- La giunta comunale interviene con la delibera 92 del 7 febbraio 2006 e chiarisce alcuni aspetti ma restringe ulteriormente gli spazi di manovra del futuro concessionario, inserendo un tetto massimo inderogabile ed un posizionamento rigido delle aree di sosta a raso gestibili.

- La conferma che siamo in presenza di un bando "impossibile" è che la licitazione privata va deserta, cioè nessuna azienda giudica appetibile l'operazione.

- Ad un certo punto salta fuori il caso dei "rifiuti tossici sotto l'aria di risulta". Il caso domina tutti i giornali, e qualche ditta protesta

- Si parla di "dilettantismo dell'amministrazione" e siamo a fine aprile 2006

- A giugno 2006 c'è un contestato viaggio del sindaco D'Alfonso a New York per parlare con alcuni architetti di un ipotetico grattacielo nell'area di risulta e Carlo Masci (Pescara Futura) parla di "finanziatore occulto"

- Intanto il Comune prendendo al balzo la storia dei rifiuti tossici (che non ci sono) riscrive il bando inserendo una nuova voce per la bonifica ed inizia il secondo atto. Bando pubblicato il 21 luglio 2006.

- Tra le nove ditte sopravvive solo quella di Toto e scoppiano le polemiche e siamo a dicembre 2006

- Raffaele Delfino che si è appassionato alla storia accusa:«il bando si rivolge ad una sola ditta»

- Nel frattempo il sindaco D'Alfonso porta a termine l'avventura del "Ponte del mare" opera di oltre 6 milioni di euro. Tra i benefattori-donatori c'è anche Toto che decide di regalare alla città una cifra vicina al milione di euro.

- Il settimanale L'Espresso pubblica un articolo su Carlo Toto.

- Intanto viene resa nota l'offerta della ditta Toto in merito al bando dell'area di risulta

- Nel 2007 sono state presentate due interrogazioni del senatore Pastore al ministro Di Pietro

- Nell'ultima interrogazione Pastore riporta presunte voci secondo cui l'estensore-ideatore del bando, il dirigente del Comune Leombroni, sarebbe legato da vincolo lavorativo con l'imprenditore Carlo Toto. D'Alfonso conferma.

- Il centrodestra ha diffidato l'amministrazione dal proseguire nell'affidamento dei lavori.

-24 aprile 2007 si firma il contratto con Toto

- polemiche per presunta incompatibilità per il firmatario della parte del Comune (Pierpaolo Pescara)

- Voci parlano di un presunto ricorso di ditte partecipanti per irregolarità nella gara (probabilmente per i passi riguardanti la gestione della Ztl)