«Pronta la delocalizzazione dell’indotto Sevel»

Alessandro Biancardi

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LANCIANO. Sarebbero due le aziende originarie del Nord Italia in procinto di insediarsi nel sulmonese, anziché in Val di Sangro, per spostare il nuovo indotto Sevel in Valle Peligna.
La notizia arriva dall'associazione Culturale Frentania Provincia che ha avuto notizia che il progetto avanzato dal presidente di Regione Ottaviano del Turco sarebbe a buon punto.
«Il disegno di danneggiare l'Abruzzo meridionale è sotto gli occhi di tutta la cittadinanza e le eventuali rettifiche non ci convinceranno», sostiene Pino Valente, presidente dell'associazione.
«Dobbiamo purtroppo registrare su questa vicenda il silenzio assordante di una intera classe politica frentana incapace di alzare la voce su una questione di tale rilevanza per il nostro territorio».
Il prossimo 16 maggio si terrà a Lanciano il convegno "Regione e Politiche industriali" e l'associazione ha appreso che non saranno previsti interventi dal pubblico: «una maniera da prima repubblica di organizzare manifestazioni, dove il cittadino è costretto a subire il comizietto del potente di turno, senza poter dire la sua».
Valente a nome di Frentania Provincia invita così tutti i cittadini «a dissentire in maniera forte dal progetto di depauperamento del nucleo produttivo della Val di Sangro, l'unico vero polmone industriale del Centro Sud Italia capace di produrre occupazione e ricchezza a favore di una intera regione».


15/05/2007 9.59