D'Alfonso:«Nessun legame tra i milioni di Lafarge e la cava di Lettomanoppello»

Alessandro Biancardi

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D'Alfonso:«Nessun legame tra i milioni di Lafarge e la cava di Lettomanoppello»
AGGIORNAMENTO LUNEDI' 14 MAGGIO PESCARA. Solo pochi giorni fa il Comune di Pescara ha firmato un protocollo d’intesa con il colosso proprietario del cementificio che insiste nel tessuto urbano. Con l’accordo, che impegna Lafarge ad una responsabilità sociale a favore della città, la multinazionale verserà nelle casse del Comune, per molti anni, un totale di circa 2,8 milioni di euro. Non appena diffusa la notizia (che circolava già da alcuni giorni) e dopo aver letto l’accordo, dal paese natale del sindaco Luciano D’Alfonso sono giunte in redazione alcune segnalazioni che miravano a spiegare le ipotetiche ragioni che avevano portato il colosso a tale generosità. COSTANTINI:«ECCO LA CONTROPARTITA PER IL CEMENTIFICIO. IDV FUORI DALLA MAGGIORANZA» IL PROTOCOLLO INTEGRALE TRA COMUNE E CEMENTIFICIO
Occorre aggiungere che a Lettomanoppello un comitato spontaneo si sta opponendo con tutte le forze all'apertura di una mega cava. Il clima non è dunque sereno. Il sindaco D'Alfonso si è sempre detto favorevole alla apertura della cava. Non è un segreto nemmeno il rapporto di conoscenza con il concessionario della cava stessa.
E' il primo cittadino oggi a smentire categoricamente le voci riportate da PrimaDaNoi.it giudicandole «totalmente infondate», spiegandone le ragioni.
«Come tutti sanno, salvo evidentemente le voci cui fa riferimento l'articolo», ha spiegato D'Alfonso, «la Lafarge non si rifornisce di materie prime da Milano, ma da Villa Oliveti di Rosciano, dove l'azienda ha una cava che fa fronte al bisogno di materiali per la produzione industriale del cementificio di Pescara. La cava di Lettomanoppello, che secondo le voci malevoli sarebbe la mela ghiotta che avrebbe spalancato la generosità di Lafarge nei confronti di Pescara, in realtà rifornisce il principale concorrente della Lafarge Adriasebina, ovvero lo stabilimento della Italcementi di Scafa. Nella vallata mi risultano esistere altre cave del gruppo Lafarge, ma non riguardano Lafarge Adriasebina e quindi lo stabilimento di Pescara, poiché dipendono dalla Lafarge Gessi».
«Chi oggi vuole recriminare per forza e senza ragione di fronte a un gol formidabile come quello che abbiamo segnato con la Lafarge», ha aggiunto ancora D'Alfonso, «non a caso si accosta a quei politici che per anni hanno governato Pescara senza produrre niente. Come si sa, infatti, i cementifici in Italia non sono nuovi a iniziative di responsabilità sociale a favore delle città. Solo a Pescara non era mai accaduto. Abbiamo dovuto farci carico anche di questo, ora è naturale che chi sa solo parlare e dire non va bene si adoperi senza risparmio anche in questa vicenda».

12/05/2007 9.35

COSTANTINI:«ECCO LA CONTROPARTITA PER IL CEMENTIFICIO. IDV FUORI DALLA MAGGIORANZA»

«I cittadini di Pescara non conoscono i veri motivi delle elargizioni. Considero gravissima la decisione presa dal sindaco D'Alfonso. Per questo ho chiesto al Coordinatore Regionale, Alfonso Mascitelli, di convocare subito dopo le elezioni amministrative l'esecutivo regionale per discutere e valutare se sussistono ancora le condizioni perché un partito come l'Italia Dei Valori continui a far parte di questa maggioranza e continui ad assicurare la propria fiducia al Sindaco».
Questa volta sembra si siano superati i limiti ed il deputato e consigliere Carlo Costantini (Idv) spiega le ragioni che «spiegherebbero il motivo di tanta generosità».
«Ai pescaresi ed al consiglio comunale nessuno ha detto:
- che il privato produce nello stabilimento di Pescara cemento e leganti idraulici ed utilizza per la produzione la combustione di rifiuti;
- che un accordo di programma da poco approvato dalla regione, questa volta con il pieno consenso del Sindaco di Pescara, consente al cementificio di continuare la combustione dei rifiuti, classificandone l'attività nell'ambito di quella di sperimentazione, promozione ed attivazione di attività di riutilizzo, riciclaggio e recupero dei rifiuti;
- che l'accordo di programma comprende anche l'utilizzo di P.F.U. (Pneumatici Fuori Uso);
- che l'autorizzazione regionale sarebbe stata rilasciata sulla base di uno studio della ricaduta al suolo degli inquinanti atmosferici emessi dallo stabilimento del privato predisposto dal privato stesso, studio al momento ignoto agli amministratori comunali;
- che in tale contesto il Sindaco ha testualmente dichiarato nel protocollo di "… reciproca responsabilità sociale…" di "…ritenere la prosecuzione di queste attività un elemento di sviluppo sociale ed economico della città di Pescara…" (lettera m delle premesse), di ritenere "…utili le attività e la presenza dell'attività per il tessuto sociale della città…" (lettera j delle premesse), di ritenere che la società "…debba continuare ad esercitare l'attività di produzione e/o leganti idraulici…" (punto 2 protocollo), "…di impegnarsi affinché l'attività del privato possa compiersi e svolgersi nel modo più idoneo…" (punto 2) "… per la durata di 15 anni…" (punto 6).
Di tutto questo - che assume un valore straordinariamente più importante delle panchine del parco e dell'opera di Toyo Ito – i pescaresi non sanno nulla e non sanno nulla i residenti del quartiere 3, ai quali in campagna elettorale si era detto che si sarebbe lavorato per favorire la delocalizzazione di simili impianti e non certo di rafforzarne la presenza per i prossimi decenni, estendendone le potenzialità anche allo smaltimento dei rifiuti mediante combustione».

12/05/2007 15.05

ACERBO:«NO A 15 ANNI DI CEMENTIFICIO»

«Scrivo questa nota con grande amarezza dopo la lettura su internet del protocollo che, in qualità di consigliere comunale, avrei voluto leggere prima che fosse sottoscritto dal sindaco», ha spiegato Maurizio Acerbo, consigliere e deputato di Rifondazione comunista, ricordando come il punto 6 del protocollo sia davvero inquietante: «Gli effetti del presente protocollo decorrono dal 1 gennaio 2007 per la durata di 15 anni».
«Il proverbio recita: "a caval donato non si guarda in bocca"», aggiunge,«per poter parlare di dono, però, è necessario che il benefattore non chieda o riceva nulla in cambio. Il dono per essere tale deve essere disinteressato. Il grande dono che la Lafarge deve fare alla città di Pescara è quello di cominciare a predisporre i piani per la delocalizzazione dei suoi impianti in località lontane dal centro urbano.
Sarebbe molto grave invece scambiare la salute e la qualità della vita dei cittadini, in particolare del quartiere 3, con qualche briciola di elemosina.
Compito dell'amministrazione comunale dovrebbe essere quello di spingere tutte le autorità competenti ad una verifica dell'impatto ambientale e sanitario di uno stabilimento intorno al quale è cresciuta una città, i cui abitanti non possono e non devono essere considerati di serie B.
E' davvero grave che si siano assunti impegni nei confronti del cementificio senza discuterne prima in consiglio comunale.
Inoltre la trasformazione del cementificio in un inceneritore per pneumatici e CDR dovrebbe costituire un elemento di preoccupazione che meriterebbe una forte attenzione dell'amministrazione comunale e del sindaco.
La città di Pescara non è una landa del terzo mondo e la vivibilità dei nostri quartieri non può essere merce di scambio per qualche operazione pubblicitaria.
È ora che si ponga all'ordine del giorno il tema della delocalizzazione del cementificio, a tal fine procederemo alla richiesta di un consiglio comunale straordinario».

«NESSUNA AUTORIZZAZIONE SPECIFICA»

«La Lafarge non ha ottenuto dal Comune di Pescara alcuna autorizzazione specifica allo svolgimento delle sue attività nello stabilimento cittadino», ha spiegato l'avvocato Marco De Flaviis per il Comune, «il solo coinvolgimento del Comune in un procedimento autorizzatorio concernente la Lafarge riguarda l'istruttoria per il rilascio all'azienda dell'AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) per lo stabilimento di Pescara, una procedura di competenza della Regione, in particolare della Direzione Ambiente ed Energia. Per acquisire i pareri necessari al rilascio dell'autorizzazione fu svolta una coferenza di servizi che si tenne nel giugno 2006, con la partecipazione della Regione, dell'ARTA, della ASL, della Provincia e del Comune, quest'ultimo rappresentato dallo scrivente in virtù di un'apposita delega sindacale.
Verificato, in particolare sulla scorta delle analisi dell'ARTA, che le emissioni dell'impianto rispettavano i limiti previsti dalla legge, il 4 agosto 2006 fu rilasciata dalla competente Direzione Regionale l'AIA alla Lafarge, che si è impegnata a continuare ad osservare il rispetto dei limiti alle emissioni fissati nell'autorizzazione sulla base di quanto previsto dalla legge».
Su un dato, il valore Mox, la Lafarge aveva chiesto alla Regione un periodo di sperimentazione in deroga ai limiti fissati, poiché l'impianto si trovava in una fase di ristrutturazione. La deroga avrebbe dovuto essere concessa dalla Regione a seguito di un accordo di programma che avrebbe dovuto avere effetto fino a dicembre 2006, un tempo congruo per consentire alla Lafarge di concludere gli interventi strutturali pianificati.
«Tuttavia, poiché la Regione non portò a termine tale istruttoria, la Lafarge si adoperò per rispettare i limiti anche nella ristrutturazione dell'impianto. Per questa ragione», ha aggiunto De Flaviis, «lo scorso 22 febbraio il Sindaco di Pescara, a tutela della salute pubblica, ha scritto una lettera alla Regione Abruzzo (Direzione Ambiente ed Energia e Direzione Sanità), all'ARTA e alla ASL, chiedendo che gli venissero forniti i dati sul monitoraggio delle emissioni prodotte dallo stabilimento della Lafarge, per verificare il rispetto dei limiti di legge.
Dall'esame di questi dati si evince con chiarezza che la Lafarge sta rispettando i limiti e che le emissioni sono al di sotto di quanto previsto dalla legge».

LA RISPOSTA POLITICA DELL'ASSESSORE MASSIMO LUCIANI

«Bisogna precisare che il protocollo di responsabilità sociale firmato l'8 maggio tra il Comune e la Lafarge, oltre a tutto quello che produce in termini di contributo alla città, per la prima volta prevede la condivisione da parte dell'azienda di un percorso per valutare soluzioni alternative di delocalizzazione dell'impianto. Sul piano generale bisogna tenere presente che la maggioranza c'è per tutti, per quelli che lavorano ogni giorno per dare sviluppo a Pescara, e per quelli che stanno con un piede fuori dalla porta e con uno dentro. Noi riteniamo che quello della coalizione sia un bene prezioso, anche e soprattutto perché una solida coalizione è in grado di avere al suo interno una forte dialettica per superare i passaggi controversi nel rispetto di tutte le posizioni, come è accaduto a Pescara in tutti questi anni, ma ci attendiamo che, malgrado l'effervescenza da contesto elettorale, ci sia ancora responsabilità da parte di tutti, a Roma come a Pescara, anche perché per qualcuno l'autobus per Roma parte proprio da Pescara».

14/05/2007 7.45


PROTOCOLLO DI INTESA PER LA RECIPROCA RESPONSABILITA' SOCIALE TRA IL COMUNE DI PESCARA E LAFARGE ADRIASEBINA SRL


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PROTOCOLLO DI INTESA PER LA RECIPROCA RESPONSABILITA' SOCIALE TRA IL COMUNE DI PESCARA E LAFARGE ADRIASEBINA SRL


L'anno duemilasette, addì 8 del mese di maggio, in Pescara, alla Casa Comunale, sono presenti i Signori:

- il dottor Luciano D'Alfonso, nato a Lettomanoppello il 13.12.1965, domiciliato per la carica a Pescara, in Piazza Italia, 1, il quale interviene al presente atto nella sua qualità di Sindaco del Comune di "PESCARA", con sede in Pescara, Piazza Italia, 1, codice fiscale DLFLCN65T13E558N, munito degli occorrenti poteri ai sensi dell'art. 50, comma 2, del D.Lgs. 18.08.2000 n. 267 e in forza della Deliberazione della Giunta Comunale n. 263 del 27.03.2007, assistito dal Segretario Generale, Dott. Vincenzo Montillo;

- il dottor Ariberto Fassati, nato a Milano il 04.08.1946, domiciliato per la carica in Milano alla via Sanremo, 9, il quale interviene al presente atto nella sua qualità di Presidente della società Lafarge Adriasebina S.r.l., corrente in Milano, alla via Sanremo, 9, iscritta al Registro delle Imprese di Milano al n. 221142, Rea 1121591, codice fiscale 06821780159, a ciò autorizzato in forza di delibera del Consiglio di Amministrazione del 12.04.2007.

Premesse

a) Lafarge è società italiana appartenente ad un gruppo industriale multinazionale, che produce leganti idraulici.

b) Lafarge Adriasebina gestisce, tra gli altri, uno stabilimento industriale di produzione di cemento e leganti idraulici sito in area urbana a destinazione industriale, parte del Consorzio per lo sviluppo industriale, in Pescara, via Raiale, 32, sin dal 1956.

c) Lafarge Adriasebina ha ottenuto Autorizzazione Integrata Ambientale, ai sensi del D. Lgs. 59/2005, con deliberazione della Giunta Regionale - Regione Abruzzo del 25.09.2006 n.ro 1032, pubblicata sul BURA dell'8.11.2006.

d) Lafarge ha sottoscritto con la Regione Abruzzo, ai sensi del D. Lgs. 152/2006, con deliberazione della Giunta Regionale - Regione Abruzzo del 09.08.2006 n.ro 911, pubblicata sul BURA dell'8.11.2006, Accordi di Programma in ordine alle modalità di utilizzo di combustibili alternativi e relative prescrizioni per lo svolgimento dell'attività industriale.

e) Il gruppo Lafarge è partner, a livello mondiale, del WWF, avendo sottoscritto intese e patti comuni finalizzati al rispetto ambientale ed allo svolgimento di attività industriali inserite nell'ambiente circostante a tutela del patrimonio naturalistico ed in applicazione del principio dello sviluppo sostenibile.

f) Lafarge nel corso dell'ultimo decennio ha compiuto notevoli sforzi di integrazione dello stabilimento nel contesto cittadino, potenziando la compatibilità sociale ed ambientale nell'ambito di un piano tendente al continuo e costante miglioramento.

g) Lafarge Adriasebina è proprietaria di un centro sportivo affidato in gestione ad un ente senza fine di lucro, con la finalità di offrire opportunità di aggregazione e svago a vantaggio della popolazione principalmente residente nel quartiere e dei giovani.

h) La società e l'Amministrazione comunale, su impulso di un piano di riqualificazione del fiume Pescara promosso dalla Provincia di Pescara, hanno sviluppato e convenuto un progetto comune di interventi di miglioria e fruibilità dell'argine del fiume adiacente alle aree utilizzate dalla società per lo stoccaggio delle materie prime indispensabili alla propria attività, convenendo tempi, modalità, impegni e standards ambientali per conciliare le reciproche esigenze nonché la realizzazione di una pista ciclabile a seguito della bonifica delle sponde fluviali.

i) La società ha in programma il completamento di un vasto piano di riassetto e riqualificazione urbana che comprende la ristrutturazione e ricoloritura dello stabilimento industriale, delle opere ed infrastrutture adiacenti.

j) L'Amministrazione Comunale prende atto degli effetti favorevoli della vasta integrazione dello stabilimento industriale, nonché del valore occupazionale, diretto ed indiretto, generato dalle attività e presenza della Lafarge Adriasebina, considerandoli utili per il tessuto sociale della città, in quanto contribuiscono allo sviluppo di vasta area, nonché patrimonio relazionale e industriale da valorizzare;

k) Lafarge Adriasebina riconosce il ruolo essenziale, fattivo e determinante dell'Amministrazione Comunale che, nel sempre esclusivo interesse supremo della cittadinanza e della salute, ha permesso la sintesi dei reciproci interessi nel pieno rispetto delle leggi.

l) Le parti valutano positivamente l'opportunità di proseguire nel reciproco rapporto di collaborazione sul territorio e nella realtà sociale e produttiva della città di Pescara, anche in ragione dei soddisfacenti effetti conseguiti dai richiamati rapporti, ritenendo proficuo proseguire nel percorso intrapreso, aggiornandone ed integrandone gli assunti in funzione dei risultati già ottenuti, del mutato contesto eco-ambientale, sociale, industriale, produttivo, tecnico e tecnologico,

m) L'Amministrazione Comunale, nel ritenere che la presenza sul territorio comunale della società e la prosecuzione della sua attività d'impresa rappresentino elementi rilevanti per lo sviluppo economico e sociale della città di Pescara e della sua provincia, considera importante definire e regolare alcuni rapporti e fissare alcuni principi che permettano, nel futuro, di conoscere i reciproci impegni e riconoscere i relativi valori.

Tutto ciò esposto e premesso, che costituisce parte integrante e ragione del presente protocollo, si conviene e stipula quanto segue.

1) Lafarge Adriasebina si impegna ed obbliga, per tutta la durata del presente protocollo, a perseguire e proseguire nell'integrale applicazione della politica di sviluppo ed integrazione ambientale del Gruppo Lafarge, con particolare riguardo al miglioramento delle condizioni ambientali e di impatto urbanistico dello stabilimento di Pescara.

2) Il Comune, riconoscendo l'impegno di Lafarge nell'applicazione di una politica coerente di sviluppo sostenibile, già foriera di risultati per il territorio pescarese, e pur riconoscendo la piena e totale autonomia nelle scelte e gestione aziendale, ritiene che la Società, come di seguito precisato, debba continuare ad esercitare l'attività di produzione di cemento e/o leganti idraulici a condizione che ci sia il totale, regolare, puntuale ed imprescindibile rispetto delle leggi poste a tutela della salute pubblica e dell'ambiente. In particolare il Comune si impegna, nel rispetto della legge, ad assumere gli adempimenti e le attività di propria competenza necessarie affinché l'attività di Lafarge possa compiersi e svilupparsi nel modo più idoneo ed in una chiave di sviluppo eco-compatibile, sempre nel totale rispetto della legge, della salute e dell'ambiente, coerentemente alla politica produttiva, industriale, ambientale e di sicurezza del Gruppo Lafarge.

3) Lafarge, nell'ottica di una collaborazione consapevole e rigorosa, anche al fine di veicolare la propria immagine di azienda impegnata sul fronte dello sviluppo sostenibile al fianco degli enti territoriali preposti, ed in particolare del comune di Pescara, offre la propria disponibilità ad erogare un contributo pari all'importo sotto specificato, per le finalità descritte:


A) riqualificazione del Parco della Pace, ubicato nell'area prospiciente allo stabilimento, sulla base del progetto predisposto da Comune di Pescara, per un contributo massimo omnicomprensivo di euro 200.000,00 lordi;

B) 120.000,00 lordi euro all'anno, omnicomprensivi, per la durata di 15 anni, per la realizzazione di iniziative di grande rilevanza sociale, economica, culturale ed ambientale del Comune di Pescara; tale importo verrà corrisposto entro il 30 giugno di ciascun anno.
Gli importi di cui al precedente punto A) verranno corrisposti mediante l'esecuzione, direttamente, ovvero in qualità di committente in un rapporto di appalto, delle opere relative al progetto di riqualificazione, previo ottenimento di ogni necessaria autorizzazione, consegna e disponibilità del bene comunale per il fine suddetto.
L'importo di cui al precedente punto B) potrà, a scelta e richiesta dell'Amministrazione Comunale, essere corrisposto anche in via anticipata e relativamente a più annualità, e comunque fino ad un massimo di 5 annualità, purché detta anticipazione venga richiesta una sola volta durante tutta la durata del Protocollo ed entro i primi 5 anni di validità della stessa, mediante pagamento diretto, su indicazione dell'Amministrazione, della somma concordata, ovvero mediante l'esecuzione di opere od interventi, coerenti con i valori ed i principi espressi dalla società, convenuti tra le parti fra quelli indicati dall'Amministrazione Comunale, per pari importo a mezzo di rapporto contrattuale da perfezionare secondo le modalità all'uopo necessarie ed opportune direttamente o con il soggetto giuridico o fisico indicato dall'Amministrazione Comunale, in qualità di mandatario senza rappresentanza autorizzato e conseguente assunzione delle obbligazioni di pagamento relative e nei limiti convenuti. I pagamenti, ove successivi, dovranno essere autorizzati dall'Amministrazione Comunale. Gli effetti ed i beni oggetto del rapporto contrattuale si produrranno direttamente in capo all'Amministrazione Comunale. La somma eventualmente anticipata, corrisposta o pagata verrà attualizzata secondo i principi di coerenza finanziaria del Gruppo Lafarge. Quanto anticipatamente corrisposto o pagato, verrà imputato a titolo di acconto sui futuri corrispettivi e varrà a costituire titolo per compensare ogni anno, dall'importo di cui al precedente punto B), la frazione relativa.
In caso di anticipazione di canoni annui, secondo quanto precedentemente stabilito, le parti sin d'ora convengono che la durata del presente protocollo sarà automaticamente prolungata di un periodo pari alle annualità equivalenti all'anticipazione, senza ulteriori formalità. Durante tale periodo il canone annuo sarà pari ad € 120.000,00 lordi, omnicomprensivo, aggiornato sulla base dell'indice ISTAT.

4) Lafarge si impegna, in aggiunta, ad eseguire importanti interventi di riqualificazione esterna degli spazi e delle strutture dello stabilimento di Pescara, sin d'ora disponibile a valutare i suggerimenti di una personalità del mondo artistico individuata dal comune di Pescara, così da assicurare la piena compatibilità estetica del cementificio con l'ambiente circostante, nel rispetto dei piani industriali, di investimento e riqualificazione della società da condurre e sviluppare anche al fine di attenuare l'impatto visivo delle strutture rispetto all'ambiente circostante.

5) Le parti, dandosi atto che le somme di cui al presente protocollo non sono imposte da norme di legge ma da accordi di collaborazione e sostegno economico tra le stesse intervenuti per la reciproca responsabilità sociale, convengono che saranno congiuntamente individuate opportune forme di promozione dell'attività, impegno socio ambientale ed immagine della società, legate alle attività istituzionali del Comune di Pescara.

6) Gli effetti del presente protocollo decorrono dal 1 gennaio 2007 per la durata di 15 anni.

7) Lafarge si dichiara disponibile ad effettuare un bilancio termico delle proprie installazioni e a favorire un eventuale impiego, per teleriscaldamento e a giovamento della collettività, del calore dalla stessa prodotto ed eventualmente in eccesso rispetto ai propri fabbisogni produttivi. Ciò compatibilmente con ogni ed eventuale aspetto e problematica tecnica e senza alcun onere, costo o spesa a carico della Lafarge.

8) Le parti non escludono la possibilità di valutare, di comune accordo, con reciproco coinvolgimento e nel rispetto degli interessi economici, soluzioni alternative di localizzazione per lo svolgimento delle attività industriali, migliorative per le eventuali e sopravvenienti future esigenze.

9) Qualsiasi controversia nascente dal presente protocollo sarà deferita ad un collegio di tre arbitri i quali giudicheranno secondo equità ed il risultante lodo sarà inappellabile. Uno dei giudici sarà nominato dal Comune e l'altro dalla società, mentre il terzo che fungerà da Presidente, sarà nominato dal Presidente del Tribunale di Pescara presso il quale il Collegio avrà sede ed al quale spetterà altresì la nomina del secondo arbitro, qualora entro il termine di 30 giorni dalla notifica della domanda di arbitrato, la parte convenuta non vi abbia provveduto.

10) Le parti espressamente si richiamano al principio per cui le pattuizioni tutte saranno applicate nel rispetto delle norme di legge e di fiscalità di impresa. In ogni caso le imposte ed altri costi relativi al presente atto saranno a totale carico della Società.

Per Il Comune di Pescara Per Lafarge Adriasebina S.r.l.
Il Sindaco Il Presidente
Dott. Luciano D'Alfonso Dott. Ariberto Fassati


Visto per la compatibilità alla normativa vigente:

Il Dirigente di Gabinetto
Dott. Marco Molisani

Il Segretario Generale del Comune di Pescara
Dott. Vincenzo Montillo