Tre rumeni arrestati per violenza sessuale su una minorenne

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Il dramma di non essere al sicuro nemmeno nel posto più sicuro. La disperazione di essere sola e non sapersi difendere, in balia di delinquenti. E' una storia molto triste quella che la polizia di Pescara ha forse spezzato per sempre questa mattina e che ha portato in carcere tre ragazzi romeni per aver costretto più volte una ragazza minorenne a prostituirsi e a subire violenze da un gruppo di connazionali senza fissa dimora.
La vicenda si muove nel sottobosco del degrado delle baraccopoli improvvisate nei dintorni della città e coinvolge vittime già strappate precedentemente ad una vita di dolori e traumi.
Anna (nome di fantasia) ha 16 anni e da alcuni anni vive nella comunità di recupero "La Volpe" , dove un provvedimento del tribunale per i minori l'ha destinata per strapparla alla sua famiglia adottiva.
Nella comunità pescarese Anna incontra e fa amicizia con un'altra ragazza di origine colombiana di 15 anni, Rosa (nome di fantasia).
Attraverso quest'ultima Anna conosce Daniel Zdjca, 18 anni romeno, fidanzato di Rosa che insieme a Viorel Verdesan ed un altro minorenne di 17 anni frequenta, fa amicizia, esce spesso con loro, si diverte.
Il sogno di aver trovato magari un amore, una persona su cui potersi appoggiare si è infranto ben presto.
Infatti i tre rumeni si sono trasformati improvvisamente in padroni violenti che sanno agire con minacce e percosse sulla già provata e fragile Anna, costretta a prostituirsi con molti loro connazionali.
Gli incontri preparati a tavolino -ma di cui Anna nulla sapeva- si svolgevano in case abbandonate (come quella di via Primo Vere) dove la ragazza veniva più volte percossa e costretta ad avere rapporti sessuali anche con più persone.

L'operazione di polizia si è svolta in piena emergenza per la particolare tipologia e delicatezza degli eventi. non potendo contare sui normali mezzi di investigazioni come le intercettazioni telefoniche. Inoltre, gli uomini della questura, coordinati da Nicola Zupo, sono dovuti intervenire prima del tempo per evitare ulteriori sofferenze ad Anna anche perché il gruppo di rumeni aveva già preso di mira altre ragazze minorenni del centro che avrebbero dovuto sostituirla, mettendo in pericolo altre fragili vite.
Zdjca, Verdesan ed il loro amico di 17 anni sono stati arrestati: dovranno difendersi dalle accuse di induzione alla prostituzione, minacce, lesioni e violenza sessuale.
Anna e Rosa sono state separate e portate in due comunità segrete lontano dall' Abruzzo. Le denunce delle educatrici del centro hanno permesso di ricostruire le vessazioni e gli autori, anche se ancora mancherebbero all'appello altre tre persone, sempre di origini rumene sfuggite all'arresto.

I CAMPI NOMADI BARACCOPOLI A DUE PASSI DAL CENTRO

La vicenda emersa questa mattina evidenza ancora una volta il problema degli stranieri senza fissa dimora che arrivano in città e vivono in condizioni più che precarie, spesso occupando terreni o abitazioni diroccate, fatiscenti, pericolose e senza la possibilità usufruire di servizi igienici.
La polizia, nei giorni scorsi, coordinata con i vigili urbani, ha disposto numerosi sgomberi nelle zone di via Comunale Piana e Via Lago di Campotosto, abusivamente occupate da cittadini stranieri.
Inoltre, sempre ieri, è stato proprio grazie allo sgombero di un'altra baraccopoli allocata in un terreno nei pressi di via Pantini a permettere l'identificazione dei tre ragazzi rumeni arrestati.
«Aumentano sempre più le nostre operazioni di controllo e sgombero delle zone occupate dagli stranieri», ha spiegato il capo della squadra mobile Zupo, «questo ci consente soprattutto di censire tutti gli stranieri che ormai non sono più extracomunitari ma che si trovano comunque sul nostro territorio e molto spesso non hanno un lavoro stabile e sono costretti a compiere atti predatori di diverso tipo. Il nostro obiettivo è quello comunque di avere una banca dati molto dettagliata che ci consenta, come nel caso di oggi, di identificare con sicurezza le persone che si possano macchiare di un delitto. Ed in questo caso avere fotografie, informazioni, impronte digitali e di risalire all'identità dell'eventuale colpevole»

10/05/2007 12.40