Centrali idroelettriche. Legambiente contro la proposta di legge dell’Unione

Alessandro Biancardi

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ATESSA. Le polemiche che si sono innescate in seguito alle richieste di derivazione di acqua su alcuni fiumi della provincia di Chieti stanno mettendo in azione una serie di ragionamenti ed azioni giudicate «pericolose» dalla locale sezione di Legambiente.
«Con sorpresa – dichiara Maurizio Calabrese, ingegnere ambientale e presidente del circolo Legambiente di Atessa – apprendo dalla stampa della proposta di legge dei consiglieri regionali La Morgia/Orlando (n.b.: proposta di moratoria): si paragona il «pericolo» che procurerebbero le piccole centraline idroelettriche a quello, scampato, del trasferimento delle acque dei nostri fiumi alla Puglia (progetto della precedente giunta regionale). Oltre a questo fuorviante paragone, si afferma che ci sono appetiti famelici di nuovi imprenditori pronti a investire su questa sicura fonte di reddito: ma ben vengano questi imprenditori che vogliono investire su una fonte di energia rinnovabile e assolutamente pulita! Non è questo – continua Calabrese – il ragionamento da seguire per risolvere il vero problema. La salvaguardia degli ecosistemi fluviali va fatta attraverso strumenti legislativi e pianificatori che la Regione Abruzzo non ha, ma di cui avrebbe dovuto dotarsi già da molto tempo. Non si possono imputare ad altri le colpe, i ritardi e le inadempienze dell'Ente. Gli imprenditori fanno il loro dovere, cosa che invece non hanno fatto e non fanno in questo settore i vari amministratori regionali».
Bisogna ricordare, infatti, che l'obbligo della redazione dei Piani di Bacino (previsti dalla legge n. 183 del 1989), ma soprattutto del Piano di Tutela delle Acque, è stato totalmente disatteso dalla Regione Abruzzo.
Si evidenzia a tal proposito che già il D.Lgs. 152/1999, ed ora il nuovo Testo Unico Ambientale (D.Lgs. 152/2006) prevedono che le misure necessarie alla tutela quantitativa della risorsa idrica, tra cui le determinazioni riguardo al deflusso minimo vitale, trovino sede nel “Piano di Tutela delle Acque”, che è un piano stralcio del Piano di Bacino.
«Mi preme ricordare, infine, che la disciplina delle piccole centrali idroelettriche – conclude Calabrese – è contemplata da Direttive Europee sulle Energie Rinnovabili, recepite in Italia dal D.Lgs. n. 387 del 2003. Proporre una legge regionale che, mediante una moratoria indiscriminata, vada in direzione opposta ai dettami normativi comunitari può senza dubbio innescare una nuova e gravosa (soprattutto per i cittadini italiani e abruzzesi) procedura di infrazione europea»
08/05/2007 8.36