Case d'appuntamenti cinesi, altri due arresti

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Due nuovi arresti per le prostitute di Montesilvano. A finire in manette questa volta sono stati Lu Pin, 41 anni, nato a Zhejiang e Guo Long 32 anni residente a Montesilvano. Su richiesta del pubblico ministero Gennaro Varone, il gip Guido Campli ha ordinato la custodia cautelare in carcere per i due. GLI ARRESTI DEL FEBBRAIO SCORSO  

PESCARA. Due nuovi arresti per le prostitute di Montesilvano. A finire in manette questa volta sono stati Lu Pin, 41 anni, nato a Zhejiang e Guo Long 32 anni residente a Montesilvano. Su richiesta del pubblico ministero Gennaro Varone, il gip Guido Campli ha ordinato la custodia cautelare in carcere per i due.





GLI ARRESTI DEL FEBBRAIO SCORSO


 


Entrambi sono accusati di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, nonché al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina di donne cinesi da utilizzare per attività di prostituzione.
I due arrestati avevano il compito di cercare gli appartamenti da utilizzare come case d'appuntamento: sono stati loro, infatti, a reperire gli appartamenti di Corso Umberto di Montesilvano e di viale Kennedy a Pescara, mettendo a disposizione dell'organizzazione anche due schede telefoniche utilizzate dalle centraliniste.
L'organizzazione criminale sgominata, aveva come centro operativo la città di Pescara, ma era diramata in quasi tutto il territorio nazionale.
Dopo i riscontri iniziali le attività investigative sono proseguite con le intercettazioni telefoniche di numerose utenze telefoniche cellulari affiancate da ripetuti servizi di pedinamento che, di volta in volta, «hanno permesso di riscontrare», spiegano gli inquirenti, «le condotte illecite». Sono state inoltre raccolte le testimonianze di alcuni clienti che usufruivano delle prestazioni delle prostitute.

IL PRIMO FILONE

Lo scorso febbraio la Polizia di Pescara aveva già accertato le responsabilità di una cittadina cinese (Lu Guifeng) e di un cittadino italiano (Primo Todaro), che gestivano, con una organizzazione di stampo "imprenditoriale", ben cinque case di appuntamento, di cui due dislocate nel centro di Pescara, una a Prato, una ad Ancona ed una a S. Severo. I due disponevano, in totale, di decine di giovani ragazze cinesi, tutte fatte entrare in Italia clandestinamente, le quali venivano spostate sul territorio nazionale con frequenza a seconda delle esigenze e delle richieste della clientela.
Le numerose telefonate dei clienti erano smistate da un vero e proprio "call center", un numero di cellulare pubblicato sulle inserzioni di giornali, a cui rispondeva sempre la Lu Guifeng. La donna dirottava poi i clienti presso le varie case di appuntamento, a seconda della disponibilità delle meretrici e della dislocazione geografica dei richiedenti. Le prestazioni costavano mediamente 70 euro, circostanza che consentiva, complessivamente, incassi settimanali di ingente entità.
Nel corso degli arresti, oltre a varia documentazione, sono stati sequestrati otto telefoni cellulari, circa 10.000 euro in contanti e due autovetture. Sono stati sottoposti a sequestro preventivo anche i due appartamenti di Pescara utilizzati come "case d'appuntamento".
Nell'organizzazione facevano parte anche Wu Zongshu che si occupava della pubblicazione delle inserzioni erotiche e Sun Huamei, che era l'
intestataria del contratto di locazione di uno degli appartamenti sequestrati.


07/05/2007 15.58