Ancitel:«illegittimo l’atto di aggiudicazione dell’appalto a Toto»

Alessandro Biancardi

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Ancitel:«illegittimo l’atto di aggiudicazione dell’appalto a Toto»
AREA DI RISULTA. PESCARA. La storia dell’area di risulta non è terminata. Anzi paradossalmente è solo all’inizio. La saga, probabilmente andrà avanti per anni e continuerà a toccare punti delicati della procedura, presunte scelte inopportune, illegittime, i lavori, la gestione della Ztl. Purtroppo occorre registrare uno strano “immobilismo-dinamico” della amministrazione guidata dal sindaco D’Alfonso.  LA LUNGA E TRAVAGLIATA STORIA DELL'AREA DI RISULTA
“Immobilismo” nel senso che, nonostante il consiglio e le esternazioni dello stesso protagonista, Carlo Toto, che ha confermato cose che PrimaDaNoi.it ha detto in anticipo di almeno un mese sugli altri organi di stampa (gestione totale della Ztl e di oltre 4mila parcheggi), gli uomini spinti dal sindaco a controbattere parola su parola continuano a mantenere la medesima posizione.
Così, se lo stesso vincitore della gara asserisce che sarà sua la gestione dell'intera Ztl sbarrata alla libera circolazione e con ingressi a pagamento, nessuno si pone il problema delle ripercussioni.
Esempio: faranno meno affari i negozi della Ztl visto il minore afflusso di persone?
Agenzie e professionisti vedranno migrare i loro clienti altrove?
Ed in definitiva chi normalmente oggi si reca in centro anche a passeggiare continuerà a farlo pagando cifre vicino ai 5 euro?
La giunta appare però oltremodo “dinamica” a rispondere sempre in maniera puntuale (nel senso cronologico) e sovrabbondante (sempre più di uno, mai l'assessore competente).


DI OPPORTUNITA' NESSUNO PARLA

Insomma, occorre registrare ancora come tra le risposte della giunta nessuno si sia pronunciato sul punto forse più importante che potrebbe stare a monte della vicenda: l'opportunità della scelta di un dipendente già indagato per sospetti appalti “manomessi” per la gara più onerosa che la città abbia mai conosciuto.
Di opportunità non si è mai parlato, anche se l'amministrazione ha detto in questi mesi solo una casa: «tutto regolare», «non ci sono manine che hanno aggiustato».
Resta il perchè della designazione dell'architetto Pierpaolo Pescara la cui firma è stata posta sotto l'atto di definitiva aggiudicazione alla Toto spa.
Non si vuole parlare di opportunità in un periodo in cui l'opinione pubblica è ancora turbata per quanto sta accadendo nei comuni vicini? Bene.
Tale designazione però è attaccata anche per una presunta violazione della legge.
Ma anche su questo il Comune prosegue come se nulla fosse.

IL PARERE DELL'ANCITEL

Così il deputato Idv Carlo Costantini ha trasmesso un suo quesito alla struttura di consulenza dell'Ancitel sui lavori pubblici circa l'illegittimità di designazione di un membro della commissione.
«Va premesso», si legge nel parere dell'Ancitel, «che il comma 4 dell'art. 84 del codice dei contratti pubblici prevede che “i commissari diversi dal Presidente non devono aver svolto né possono svolgere alcun'altra funzione o incarico tecnico o amministrativo relativamente al contratto del cui affidamento si tratta”. Tale disposizione …è perciò inderogabile, essendo finalizzata ad evitare favoritismi (la relativa violazione comporta quindi l'invalidità del procedimento). Pertanto anche nel caso esposto nel quesito si è del parere che il commissario, non presidente, non possa procedere alla aggiudicazione definitiva dell'appalto…»
«Null'altro da aggiungere – sottolinea Costantini – salvo la speranza che l'Amministrazione non si infili in un pericoloso vicolo cieco e proceda, invece alla revoca di tutti gli atti di gara; a rimettere al Consiglio Comunale e, dunque, ai cittadini di Pescara la scelta sulla gestione in concessione dell'intera ZTL, dei suoi oneri e delle sue modalità; a ripubblicare un bando con indicazioni chiare, idonee a far comprendere a tutti (e non a pochi) le potenzialità di guadagno dell'appalto. Si perderebbero tre o quattro mesi al massimo – conclude l'on. Costantini – e ci presenteremmo ai cittadini di Pescara per la prossima campagna elettorale con l'appalto aggiudicato ed i lavori iniziati nel rispetto, però, delle regole del mercato, soprattutto, della legalità».
Forse saranno molti di più i mesi che si perderanno, ad ogni modo, considerata la fondata possibilità di un ricorso al Tar di ditte partecipanti è probabile che, in questo caso, passeranno invece anni.
Che fare?

LE RISPOSTE DAL COMUNE

Ovviamente hanno le idee chiare al Comune anche se pare che qualcuno abbia in animo di annullare proprio l'aggiudicazione contestata ma senza travolgere l'intera gara. Emendare l'atto eventualmente illegittimo, dicono dal Comune, si potrebbe rinnovando esclusivamente lo stesso atto (in questo caso l'aggiudicazione dell'appalto).
Si pronuncia per primo l'avvocato Paola Di Marco, Vice Segretario Generale Dirigente Settore Avvocatura che afferma che «l'Amministrazione comunale ha fondato il proprio convincimento sul regolare agire in ordine al provvedimento di aggiudicazione definitiva adottato dal Dirigente del Settore LL.PP., Arch. Pierpaolo Pescara, sulla base di pronunciamenti della giurisdizione amministrativa ed in particolare del Consiglio di Stato Sez. V 18/09/2003 n. 5322 e del Tar Liguria Sez. II del 23/06/2005 n. 540, che hanno statuito che la norma in esame, all'epoca art. 21, comma 5, legge 109/94, sostanzialmente identica nella sua formulazione all'attuale art. 84, comma 4, del vigente Codice dei Contratti, mira in particolare ad impedire la partecipazione alla Commissione dei soggetti che abbiano, a qualunque titolo, concorso alla progettazione dell'opera e a vietare che i Commissari assumessero compiti tecnici di esecuzione e di direzione dei lavori».
Di Marco preciso poi che «qualora dovesse – è così non è – addivenirsi alla determinazione di revocare il citato atto di aggiudicazione definitiva ciò, per il principio di economia e conservazione degli atti giuridico-amministrativi, non travolgerebbe l'intera procedura di gara ma determinerebbe solo il rinnovo dell'atto ritenuto eventualmente illegittimo».

L'assessore Massimo Luciani invece risponde “politicamente” contestando l'attività di controllo del deputato dell'Idv e ribadendo ancora una volta la tranquillità del Comune sulla legittimità della procedura e conclude: «seppur dovessero essere ridefiniti – ed al momento tale eventualità non è assolutamente presa in considerazione – ciò non comporterebbe alcuna conseguenza sul procedimento complessivo delle aree di risulta».
Che il Comune stia mettendo le mani avanti?
Ad ogni modo se di “illegittimità” si tornerà a parlare qualcuno dovrà spiegare all'opinione pubblica il perché di una simile duplice leggerezza (inopportunità e illegittimità).

Nel frattempo è stata convocata per la settimana prossima una riunione straordinaria della commissione di vigilanza del consiglio comunale che avrà lo scopo di studiare a fondo gli elementi emersi e richiedere ulteriori informazioni e documenti.

05/05/2007 9.17